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Northumbria, VII sec. - Bretagna, Francia, 704 circa
E' una figura dell'agiografia britannica altomedievale legata sia all'ambiente monastico di Lindisfarne sia alla tradizione cristiana della Bretagna. Il Martyrologium Romanum lo presenta come diacono e monaco, discepolo di san Cutberto di Lindisfarne, che attraversò il mare e si stabilì in Bretagna, dedicandosi a veglie e digiuni. Le notizie biografiche sono molto scarse e la ricostruzione della sua vita dipende in larga misura da fonti tarde e da tradizioni sviluppatesi intorno al suo culto. La tradizione bretone lo collega all'area dell'attuale Saint-Yvi, nel Finistère, mentre la documentazione inglese medievale lega il suo culto all'abbazia di Wilton, dove alla fine del X secolo risultano attestate le sue reliquie. La festa del 6 ottobre è quella oggi registrata nel Martyrologium Romanum, mentre gli antichi calendari inglesi ricordano Ywi l'8 ottobre.
Etimologia: Di origine anglosassone composto dagli elementi īw, 'tasso', e wīg, 'guerra'.
Martirologio Romano: In Bretagna, sant’Ivio, diacono e monaco, che, discepolo di san Cutberto vescovo di Lindisfarne, attraversò il mare e dimorò in questa regione, assiduo nelle veglie e nei digiuni.
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Le informazioni storicamente più solide su Ywi (Iwig, Iwigius, Yvi, Yvieu, Ivy, Eivy) sono quelle conservate dalla tradizione liturgica medievale e recepite dal Martyrologium Romanum. Ywi è presentato come diacono e monaco e come discepolo di san Cutberto, vescovo di Lindisfarne. Il rapporto con Cutberto colloca dunque la sua figura nell'ambiente monastico della Northumbria del VII secolo. Il Martyrologium non fornisce tuttavia dati sulla sua nascita, sui genitori, sull'anno della professione monastica o sull'ordinazione diaconale. Una tradizione agiografica successiva sviluppò maggiormente questo quadro. Ywi viene descritto come monaco di Lindisfarne, successivamente ordinato diacono da Cutberto, e animato dall'ideale ascetico dell'esilio volontario per Cristo. Secondo questo racconto, egli avrebbe lasciato la Northumbria per raggiungere il continente e sarebbe approdato in Bretagna, dove avrebbe condotto vita eremitica. L'idea di un viaggio verso l'Armorica si accorda con il quadro generale delle migrazioni monastiche tra le isole britanniche e la Bretagna durante l'alto Medioevo, ma i particolari del viaggio di Ywi appartengono a una tradizione agiografica sviluppatasi posteriormente. Non è documentato il percorso della traversata né è possibile stabilire con certezza l'anno della sua partenza.
La tradizione bretone La tradizione locale colloca Ywi nella regione di Quimper e collega il suo nome all'attuale comune di Saint-Yvi, nel Finistère. Il culto bretone conserva inoltre numerose denominazioni toponimiche nelle quali compaiono le forme Ivy, Yvi o Ivi. Un repertorio della diocesi di Quimper presenta Ywi come diacono e monaco giunto dalla Britannia e stabilitosi nel territorio bretone, dove avrebbe trascorso gli ultimi anni della vita nella preghiera e nell'ascetismo. La tradizione locale non consente però di ricostruire con sicurezza una biografia dettagliata. Le attribuzioni di specifiche fondazioni, itinerari missionari e singoli luoghi di permanenza sono infatti di epoca posteriore e non sempre possono essere distinte da tradizioni sviluppatesi intorno alla diffusione del culto. Un'importante testimonianza moderna della tradizione cultuale è rappresentata dall'Inventaire général du patrimoine culturel della Bretagna, che documenta diverse fontane dedicate a Saint-Ivy e conserva tradizioni locali relative al santo. A Lannion, per esempio, una fontana Saint-Ivy è attestata almeno dal XVI secolo come struttura destinata sia alla devozione sia all'approvvigionamento d'acqua.
La morte La data della morte non è conosciuta con certezza. Il Martyrologium Romanum colloca la morte di Ywi intorno al 704 e la pone in Britannia Minor, cioè in Bretagna. La formula del martirologio non fornisce né un giorno preciso di morte né il luogo esatto. Alcune fonti secondarie indicano invece circa il 690. La ricerca specialistica di William Smith, pubblicata nel 1999 in Analecta Bollandiana, colloca la morte all'inizio dell'VIII secolo e collega la figura al territorio dell'attuale diocesi di Quimper. La differenza cronologica non consente quindi di fissare il decesso né al 690 né al 704 come data certa. È preferibile collocarlo genericamente tra la fine del VII e l'inizio dell'VIII secolo.
La tradizione dei miracoli Le fonti agiografiche tarde attribuiscono a Ywi una fama di santità accompagnata da guarigioni miracolose. Questi racconti appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere utilizzati come documentazione contemporanea della sua attività. Anche la tradizione relativa a pratiche terapeutiche presso alcune fonti bretoni è posteriore. In particolare, sono attestate devozioni popolari legate all'acqua delle fontane intitolate a Saint-Ivy. La loro esistenza documenta la storia del culto locale, non costituisce una prova storica dei miracoli attribuiti al santo.
Wilton e le reliquie Un secondo importante centro del culto di Ywi fu Wilton, nel Wiltshire. La presenza del santo nella tradizione religiosa di Wilton è attestata da documentazione medievale. Ywi compare in due litanie dell'XI secolo e la tradizione di Wilton conserva il ricordo delle sue reliquie nell'abbazia insieme a quelle di sant'Edith. La traslazione delle reliquie è generalmente collocata alla fine del X secolo. Una bibliografia di storia anglosassone registra infatti l'arrivo delle reliquie di Ywi a Wilton alla fine del X secolo, nel contesto della grande fase di riorganizzazione e valorizzazione dei culti di santi nell'Inghilterra anglosassone. Una narrazione medievale racconta che alcuni ecclesiastici bretoni avrebbero portato le reliquie a Wilton e che, dopo essere state deposte sull'altare di sant'Edith, esse sarebbero diventate miracolosamente inamovibili. Il racconto appartiene alla tradizione relativa alle reliquie. Lo storico John Blair ha ipotizzato che tale episodio potesse essere stato elaborato per legittimare il possesso delle reliquie da parte di Wilton. Il culto di Ywi a Wilton ebbe una consistenza maggiore di quanto la scarsità delle notizie biografiche potrebbe far pensare. William Smith ha mostrato come la venerazione del santo si sviluppasse nel sud-ovest dell'Inghilterra dopo l'acquisizione delle reliquie da parte di Wilton, con attestazioni anche a Winchester e Sherborne.
La festa liturgica Gli antichi calendari inglesi ricordano Ywi l'8 ottobre. La stessa data è collegata alla tradizione liturgica di Wilton. Il Martyrologium Romanum moderno, invece, lo celebra il 6 ottobre, con un elogio che lo definisce diacono e monaco, discepolo di Cutberto e residente in Bretagna. La differenza tra le due date è quindi reale e riflette due tradizioni liturgiche distinte. Il 6 ottobre è la memoria attualmente recepita dal Martyrologium Romanum; l'8 ottobre conserva invece una più antica attestazione inglese.
Un problema cronologico: il presunto viaggio del 625 Una tradizione riportata nella divulgazione agiografica assegna al viaggio di Ywi verso la Bretagna l'anno 625. Questa data non può essere accettata come storicamente affidabile. San Cutberto nacque infatti solo intorno al 634 e la sua attività monastica si colloca successivamente. Una partenza di Ywi nel 625 come discepolo di Cutberto è quindi cronologicamente incompatibile con la stessa tradizione che lo presenta come suo discepolo. Il Martyrologium Romanum non conserva la data del 625 e si limita a riferire che Ywi attraversò il mare e si stabilì in Bretagna. Il 625 va pertanto considerato una data tradizionale o frutto di una trasmissione agiografica erronea, non un dato biografico attendibile.
Ywi di Lindisfarne e il culto bretone La relazione tra il santo venerato in Bretagna e Ywi di Wilton è stata oggetto di discussione. William Smith ha dedicato proprio a questa questione lo studio 'Iwi of Wilton, a Forgotten Saint', pubblicato nel 1999 in Analecta Bollandiana. Lo studio ricostruisce la diffusione del culto di Iwi nel sud-ovest dell'Inghilterra e il ruolo svolto dall'abbazia di Wilton. La presenza di un culto bretone antico e quella di un culto inglese fortemente legato a Wilton non costituiscono, da sole, una prova definitiva dell'esistenza di due santi distinti. La possibilità che tradizioni locali differenti abbiano contribuito alla formazione dell'immagine medievale di Ywi rimane un problema storiografico aperto.
Curiosità - Il nome di Ywi sopravvive nella toponomastica bretone, in particolare nell'attuale comune di Saint-Yvi, nel Finistère, il cui patrimonio religioso conserva testimonianze legate al culto di Saint-Ivy. - A Wilton il culto di Ywi fu sufficientemente importante da essere associato a sant'Edith nelle tradizioni relative ai luoghi di sepoltura dei santi dell'abbazia. - Il culto inglese di Ywi è attestato anche dalla tradizione liturgica: esistono uffici liturgici medievali dedicati a Iwi di Wilton, conservati nella tradizione degli uffici dei santi inglesi.
Cronologia - VII secolo - Ywi è collocato nell'ambiente monastico della Northumbria e di Lindisfarne; la data di nascita non è documentata. - VII secolo - Secondo la tradizione liturgica, Ywi diviene discepolo di san Cutberto e riceve il diaconato. - Fine VII - inizio VIII secolo - Ywi attraversa il mare e si stabilisce in Bretagna, secondo la tradizione recepita dal Martyrologium Romanum. - c. 700-704 - Periodo tradizionalmente associato alla morte di Ywi in Bretagna. - Fine X secolo - Le reliquie attribuite a Ywi vengono associate all'abbazia di Wilton. - XI secolo - Ywi compare in litanie inglesi e nella tradizione relativa ai santi venerati a Wilton. - Medioevo - Il culto di Ywi si sviluppa nel Wiltshire e in altri centri monastici dell'Inghilterra meridionale; parallelamente rimane attestato in Bretagna. - XVI secolo - È documentata una fontana Saint-Yvi a Guengat, nel Finistère, testimonianza materiale della persistenza del culto bretone. - 1999 - William Smith pubblica lo studio 'Iwi of Wilton, a Forgotten Saint' in Analecta Bollandiana, esaminando criticamente le origini e la diffusione del culto di Ywi a Wilton. - 6 ottobre - Memoria liturgica attuale nel Martyrologium Romanum.
Valutazione storico-critica - Ywi è una figura storica di culto altomedievale, ma la sua biografia individuale è scarsamente documentata. Il dato più antico e stabile della tradizione lo presenta come diacono e monaco, discepolo di Cutberto, successivamente stabilitosi in Bretagna. - L'identificazione con un monaco di ambiente northumbriano è coerente con la tradizione di Lindisfarne e con la successiva documentazione inglese relativa a Wilton, ma non sono disponibili dati sufficienti per ricostruire nascita, famiglia, formazione e attività con precisione. - La data del 625, talvolta associata alla partenza verso la Bretagna, è incompatibile con la cronologia di san Cutberto e non è recepita dal Martyrologium Romanum. Il dato non può quindi essere considerato storico. - La morte intorno al 704 rappresenta una collocazione tradizionale recepita dal Martyrologium Romanum; la letteratura specialistica tende più prudentemente a collocarla all'inizio dell'VIII secolo. - Le notizie particolareggiate sulla vita ascetica, sui miracoli e sugli itinerari bretoni appartengono soprattutto alla tradizione agiografica tarda e non sono confermate da testimonianze contemporanee indipendenti. - Il culto inglese è meglio documentato di quanto non lo sia la biografia. La presenza di Ywi nelle litanie dell'XI secolo, la sua associazione con Wilton e la tradizione della traslazione delle reliquie alla fine del X secolo attestano una venerazione medievale effettiva. - La tradizione relativa alle reliquie di Wilton comprende il racconto dell'inamovibilità miracolosa delle spoglie. L'episodio è agiografico e la sua funzione nella legittimazione del possesso delle reliquie è stata discussa dalla storiografia. - La documentazione bretone conferma l'antichità e la persistenza del culto attraverso toponimi, chiese, cappelle e fontane dedicate a Saint-Ivy, ma non permette di ricostruire con certezza tutti gli episodi biografici attribuiti al santo. - La divergenza tra il 6 ottobre del Martyrologium Romanum e l'8 ottobre degli antichi calendari inglesi è documentata e riflette tradizioni liturgiche differenti. - Non risulta una causa di canonizzazione nel senso moderno del termine. Il culto appartiene alla categoria dei culti altomedievali anteriori all'attuale sistema delle procedure canoniche. - Il titolo di santo è attestato dalla tradizione liturgica romana e medievale; non sono invece documentate con sufficiente certezza una data di nascita, una data esatta di morte o una biografia dettagliata indipendente dalle fonti agiografiche tarde.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, editio typica 2004, 6 ottobre: elogio di sant'Ywi, diacono e monaco, discepolo di san Cutberto e vissuto in Bretagna. - William Smith, 'Iwi of Wilton, a Forgotten Saint', Analecta Bollandiana, 117 (1999), pp. 297-318, studio dedicato alle origini del culto, alle reliquie e alla diffusione della venerazione di Iwi nel sud-ovest dell'Inghilterra. - John Blair, 'A Handlist of Anglo-Saxon Saints', in Alan Thacker e Richard Sharpe (a cura di), Local Saints and Local Churches in the Early Medieval West, Oxford University Press, 2002, pp. 495-565, per la documentazione del culto di Iwig a Wilton. - D. N. Dumville, Liturgy and the Ecclesiastical History of Late Anglo-Saxon England: Four Studies, Boydell Press, 1992, per la documentazione liturgica relativa a Iwig e al culto di Wilton. - W. de G. Birch, 'Ivy-Church', Wiltshire Notes and Queries, I, 1896, p. 83, per la tradizione locale di Wilton e il rapporto tra Iwig e Ivy-Church. - Inventaire général du patrimoine culturel de Bretagne, dossier relativo alla fontana Saint-Ivy de Lannion, per la documentazione materiale del culto bretone e delle tradizioni locali. - Inventaire général du patrimoine culturel de Bretagne, dossier relativo alla fontana Saint-Yvi di Guengat, datata 1560, per la persistenza del culto di Saint-Ivy in Bretagna. Autore: Giampietro Cattini
Secondo una leggenda locale, Ywi fu un diacono e monaco, discepolo del grande san Cutberto, vescovo di Lindsfarne o Holy Island nel Mare del Nord, dove nel VII secolo si erano stabiliti dei missionari provenienti da Iona; Ywi emigrò nel 625 in Britannia (Bretagna). Il suo nome compare l’8 ottobre negli antichi calendari inglesi e soprattutto nel ‘Salterio di Bosworth’, dove è normalmente associato all’abbazia di Wilton presso Salisbury (Inghilterra) che infatti intorno all’anno 1000 affermava di possedere le reliquie del “vescovo Ywig”. Della sua vita non si sa altro che fu monaco di grande spiritualità, apostolo della regione, vigile nelle verità della fede. Il ‘Martyrologium Romanum’ riporta che morì nel 704 ca. e che la celebrazione attualmente è al 6 ottobre. Il suo culto era ed è professato in Inghilterra ed in Francia, dando il suo nome a quattro parrocchie francesi; sempre in Bretagna si usa bagnare la camicia dei bimbi in una sorgente che sgorga sotto l’altare di s. Ywi per ottenere la guarigione dalle coliche.
Autore: Antonio Borrelli
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