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Venerabile Vittorio Maria De Marino Barnabita

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Villaricca (NA), 7 giugno 1863 - Napoli, 16 luglio 1929


Fu un degno emulo di s. Antonio Maria Zaccaria (1502-1539) fondatore dei Barnabiti, che come lui era stato un medico, prima di divenire un religioso.
Vittorio De Marino nacque a Villaricca (NA) il 7 giugno 1863, frequentò esemplarmente l’Università di Napoli, laureandosi in medicina nel 1887 a 24 anni; molto legato ai padri Barnabiti del Collegio Bianchi di Napoli, suoi educatori, sentiva chiara la chiamata di Dio alla loro vita consacrata; ma la situazione familiare non gli permise questa scelta, per 23 anni assisté finanziariamente e come medico curante, i genitori e poi la sorella ammalata di cancro per lunghi anni.
In quegli anni si dedicò ad una intensa opera benefica aiutando e curando gli umili ed i poveri del quartiere napoletano in cui abitava; nell’ambulatorio parrocchiale e nelle loro case, sia nel suo studio, sia in ospedale; si sacrificò fino all’inverosimile per loro, portava egli stesso le medicine e dove era necessario, lasciava di nascosto i soldi per comprarle, accompagnando il tutto da un conquistante sorriso.
Dopo la morte della sorella, nel 1910 il dott. De Marino entrò a 47 anni nel noviziato dei padri Barnabiti a S. Felice a Cancello (Caserta), professando qui i voti religiosi. Le virtù dimostrate come dottore e benefattore del popolo, divennero l’ammirazione e l’esempio per i suoi confratelli; venne ordinato sacerdote a Roma nel 1913.
Il suo primo campo di ministero sacerdotale fu proprio S. Felice a Cancello, con missioni predicate al popolo, ritiri per il clero e le suore locali e tanto tempo trascorso al confessionale.
Nel 1916 fu nominato superiore, poi la casa venne requisita ed occupata dai soldati, impegnati nella Prima Guerra Mondiale, intanto il paese era rimasto senza assistenza medica; padre Vittorio Maria De Marino tornò a mettersi al servizio di tutti anche come medico, sia in paese che nelle campagne, di giorno e di notte, specialmente durante la famigerata epidemia detta “spagnola” che fece tantissime vittime in quegli anni.
Ma il suo destino non era quello di rimanere a S. Felice, nel 1922 fu nominato rettore della nuova Scuola Apostolica dei Barnabiti ad Arpino; nel 1924 divenne superiore della Casa di S. Maria di Caravaggio, posta nel centro di Napoli, in Piazza Dante.
In seguito, sempre docile, disponibile, sereno, paziente ed instancabile, fu di nuovo a S. Felice a Cancello, ad Arpino e Napoli con la predicazione e con l’apostolato delle confessioni.
Morì a Napoli nel Collegio Bianchi, benedetto e stimato come un santo il 16 luglio 1929; nel 1954 il suo corpo venne trasferito nella chiesa barnabita di S. Felice a Cancello e nello stesso anno vennero iniziati i processi per la sua beatificazione.
Il 12 dicembre 1992 è stato dichiarato venerabile da Papa Giovanni Paolo II.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-04-11

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