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Beato Bernardo di Gesù Silvestrelli Passionista

9 dicembre

Roma, 7 novembre 1831 - Moricone (Roma), 9 dicembre 1911

Il beato passionista Bernardo di Gesù Silvestrelli nacque a Roma nel 1831. Di agiata condizione, studiò al Collegio Romano. Entrato nella congregazione di san Paolo della Croce, fu compagno di noviziato di Francescco Possenti, futuro san Gabriele dell'Addolorata. Divenuto superiore a Roma, visse con Pio IX i travagli seguiti alla breccia di Porta Pia. Fu eletto, poi, preposito generale della congregazione, che sotto la sua guida fiorì. A lui si deve la costruzione del santuario di Nettuno, dove riposa Maria Goretti. Ritiratosi nell'eremo di Moricone (Roma), vi morì cadendo dalle scale nel 1911. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Moricone in Sabina nel Lazio, beato Bernardo Maria di Gesù (Cesare) Silvestrelli, sacerdote della Congregazione della Passione, che, eletto preposito generale, si adoperò alacremente per la crescita e la diffusione dell’Ordine.


Cesare Pietro Silvestrelli nacque a Roma il 7 novembre del 1831, terzo di sette figli da Gian Tommaso Silvestrelli e dalla marchesa Teresa Gozzani; l’agiata condizione della famiglia, permise di avere in casa un precettore per i primi studi, proseguiti poi nel celebre Collegio Romano.
Crebbe nel clima di grande carità dei genitori, che accoglievano spesso i bisognosi di aiuto nel palazzo Silvestrelli. A 23 anni, dopo una sosta fortuita, fatta durante una battuta di caccia, nel ritiro passionista di S. Angelo sul Fogliano, colpito dalla spiritualità dei padri, decide di entrare nell’Ordine dei Passionisti, fondato da s. Paolo della Croce nel 1720.
Entrò nel noviziato dell’Argentario e nonostante la gracilità della salute, la sua genuina vocazione lo tenne fedele alla scelta, venendo ordinato sacerdote da mons. Molaioni Giuseppe vescovo passionista.
Nel noviziato di Morrovalle nelle Marche ebbe come compagno Francesco Possenti il futuro s. Gabriele dell’Addolorata (1838-1862); Cesare cambiò il nome in Bernardo di Gesù, ritrovò tutto se stesso e la pace interiore, con le sue virtù si impose all’attenzione di tutti.
Intanto la situazione politica a Roma si rabbuiava e il papa Pio IX era preoccupato; il 29 maggio 1869 padre Bernardo è a Roma come Superiore della Casa Generalizia dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio e il 19 settembre del 1970 è al fianco di papa Pio IX a confortarlo e salendo con lui in ginocchio gli scalini della Scala Santa.
Il giorno dopo vi fu la breccia di Porta Pia e la caduta del potere temporale dei papi; Roma divenne capitale d’Italia e il re Vittorio Emanuele II si stabilì nel palazzo del Quirinale. Comunque dopo un’iniziale sbandamento e timore, dove padre Bernardo di Gesù si dimostrò un vero Superiore coraggioso, la vita della Chiesa e degli Ordini religiosi riprese in pieno; nel 1878 il Capitolo generale dei Passionisti lo proclamò Preposito Generale dell’Ordine, carica che tenne fino al 1888 e poi di nuovo dal 1893 al 1907.
Sotto la sua guida la Congregazione rifiorì, le sei province religiose che trovò, divennero nel 1905 dodici, i religiosi da 750 arrivarono a 1490; aprì nuove Case sia in Italia che all’estero, in Messico, Australia, Inghilterra, Francia, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Irlanda, Spagna, Argentina.
Per la sua opera fu ritenuto giustamente un secondo s. Paolo della Croce, godé della stima di cardinali e vescovi, fu molto caro ai papi Leone XIII e s. Pio X, tuttavia con umiltà rifiutò la porpora cardinalizia, più volte offerta dai due pontefici.
Aiutò con il suo ricco patrimonio e con l’autorizzazione del papa, le Case ed i religiosi più bisognosi; diede impulso al carisma passionista con le missioni popolari. Nel 1907 volle ritirarsi da ogni carica e tornare nella più completa solitudine nel convento di S. Eutizio dove aveva conosciuto i Passionisti; qui però la gente, che aveva saputo che al convento c’era un santo, non lo lasciava libero e quindi fu costretto a spostarsi verso l’eremo di Moricone presso Roma, dove giunse il 16 giugno 1911.
Morì tragicamente il 9 dicembre 1911 cadendo all’indietro mentre saliva la scalinata del ritiro; fu inutile ogni soccorso e pregando morì; fu sepolto prima nel cimitero locale poi il 17 aprile 1931, il corpo incorrotto fu collocato solennemente in un monumento marmoreo, nella chiesa passionista di Moricone (Roma).
Alla sua opera si deve la costruzione del santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, ora consacrato a s. Maria Goretti e la Casa di studio attigua alla Scala Santa in Roma.
Scrisse e pubblicò molte biografie inedite di religiosi insigni della Congregazione, raccogliendole in due opere nel 1932 e nel 1938; scrisse l’alto trattato dei “Trattenimenti spirituali ad uso dei Novizi Passionisti” per formare le nuove generazioni di religiosi.
La causa per la sua beatificazione fu introdotta il 13 febbraio 1942 ed è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1988, insieme all’altro confratello passionista Carlo Houben; la sua festa liturgica è al 9 dicembre.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-04-11

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