Giacomo Gaglione nasce a Marcianise. Primogenito di 10 figli. Il padre Valerio è avvocato. Amelia Novelli, la madre, nobile ricca e patriota. Giacomo cresce florido e vezzeggiato. Ama il ciclismo e il ballo. Studia lo stretto necessario. Dallo sport la sua attenzione passa alle donne. Ha occhi neri, capelli ricci, carnagione bianca. Andando a sostenere la licenza ginnasiale accusa il primo dolore al tallone. Il 20 ottobre 1912 si mette a letto per non alzarsi più. Gli si gonfiano le articolazioni del piede e delle gambe con dolori atroci. Poi le mani. Viene imboccato per poter mangiare. E' affetto da poliartrite. S'innamora di una cugina. Quando è chiaro che vuole sposarla gli si impedisce di rivederla. Tenta il suicidio. 1919: arrivano a Marcianise le voci dei miracoli di Padre Pio. Giacomino si avvia per un viaggio di 5 ore stipato sui treni del dopoguerra accompagnato da mezza famiglia. Padre Pio gli chiede da quanto è ammalato e poi dice, sorridendo, speriamo che non finisca l'anno. Tutti contano sulla guarigione, mentre Giacomo è allegrissimo e non ci pensa più. Su suggerimento del prete inizia a dipingere. La casa è un via vai di artisti per via del padre. Lavora nelle ore libere dalla cultura religiosa che si va facendo. Il padre di ammala. 1920: muore il padre. Lui non può baciarlo ma lo benedice. Diventa lui il capofamiglia. Benedice le nozze della cugina ex fidanzata. Diventa la luce di tutta la famiglia, specie dei più piccoli che con lui giocano nonostante il letto di metallo sul quale è inchiodato. Dalla comunione settimanale passa alla comunione quotidiana ed intensifica il suo studio di ascetica e di mistica. Agosto 1929, il primo dei 9 pellegrinaggi a Lourdes dopo 17 anni di immobilità. "Il pellegrinaggio di un'anima" è il primo libro, in cui descrive commosso quell'esperienza. Realizzando una intuizione avuta a Lourdes, fonda l'Apostolato della Sofferenza. Vuole convincere i malati che sono i prediletti del Signore. Il vescovo di Caserta Mons. Gabriele Moriondo benedice la nascita della "Fratellanza spirituale". La rassegnazione è il punto di partenza per raggiungere vette sublimi. La spiritualità di Giacomino appartiene alla spiritualità paolina, profondamente convinto che nel suo corpo egli completi la passione di Gesù. 20 ottobre 1961: esce il suo ultimo libro "Cinquant'anni di croce per saper sorridere", nel 50° della sua croce. Pio XI lo conosce. Pio XII lo ama e lo nomina commendatore di S. Silvestro. Giacomino chiede alla Madonna di morire prima di sua madre. Le sofferenze aumentano, le piaghe alle ginocchia, il corpo privo di appetito si consuma. Guardò la mamma, le sorelle e si addormentò serenamente. La destra era già sul petto. Rosa con delicatezza estrema vi adagiò sopra la sinistra. 28 maggio 1962: nelle prime ore della notte Giacomo muore. Don L'Arco: "Il giorno delle esequie è il trionfo di Giacomino. La forza pubblica a stento tiene a bada una ressa che inonda il cortile; per le scale si fa fatica a districarsi da coloro che con la forza sono riusciti a salire i primi gradini. Il popolo, nel senso profondo di questa parola, esce dalle case, anche le più lontane, di Capodrise e di Marcianise, per venire a rendere l'ultimo omaggio a Giacomino, formando due ali fino al cimitero, sotto una pioggia di fiori che cadeva da ogni balcone, da ogni finestra, dai tetti si può dire". PREGHIERA PER DOMANDARE LA BEATIFICAZIONE DI GIACOMINO O Signore Gesù che avete eletto Giacomino nel pieno fulgore della sua adolescenza a portare la croce di ogni possibile dolore e gli avete dato il dono di ubbidire con gioia, trasformando ogni rinuncia in un atto di fede e ogni spasismo in un atto d'amore, Viringrazio di aver fatto di Lui un Crocefisso conVoi Crocefisso. DegnateVi di concedermi lagrazia... e la gioia di poterlo presto venerarefra i vostri Beati. Così sia. (PATER AVE GLORIA)
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Aggiunto il 2003-05-07
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