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Servo di Dio Chiara Lubich Fondatrice dei Focolari

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Trento, 22 gennaio 1920 - Rocca di Papa, Roma, 14 marzo 2008


Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920, seconda di quattro figli. La madre è fervente cattolica, il padre socialista. Il fratello Gino è fra le fila dei partigiani, poi giornalista dell'Unità. Poco più che ventenne, insegna alle scuole elementari ed inizia gli studi di filosofia all'Università di Venezia, spinta da un'appassionata ricerca della Verità, quando durante la seconda guerra mondiale, sul crollo di ogni cosa, comprende che solo Dio resta: Dio che è Amore.
La sua vita si trasforma. Risponde al suo Amore scegliendolo come unico Tutto: è il 7 dicembre 1943, data che segna convenzionalmente gli inizi del Movimento che nascerà. Il 13 maggio 1944 Trento è colpita da uno dei più violenti bombardamenti. Anche casa Lubich è gravemente lesionata. Mentre i familiari sfollano in montagna, Chiara decide di rimanere a Trento per non abbandonare la nuova vita nascente. E’ tra i poveri di Trento che inizia quella che Chiara definisce "una divina avventura". "Qualunque cosa hai fatto al minimo l'hai fatta a Me". Condividono con i poveri tutto ciò che hanno. In piena guerra, viveri, vestiario e medicinali arrivano con insolita abbondanza, per le molte necessità. Sperimentano l’attuarsi delle promesse evangeliche: "date e vi sarà dato", "chiedete e otterrete". Di qui la convinzione che nel Vangelo vissuto è la soluzione di ogni problema individuale e sociale. Nelle parole di Gesù, calate una ad una nel quotidiano, e in particolare nel comandamento che Gesù dice "nuovo" e suo, "amatevi l'un l'altro come io ho amato voi" intuiscono esservi la legge perché si ricomponga l’umanità disgregata. E nel testamento di Gesù "che tutti siano uno", trovano il perché della loro vita: "eravamo nate per l’unità, per concorrere a realizzarla nel mondo". Tra le macerie abbraccia una donna impazzita dal dolore, che le grida la morte dei suoi 4 figli. Avverte la chiamata ad abbracciare il dolore dell'umanità.
Dall’incontro, nel 1948, con Igino Giordani, deputato, scrittore, ecumenista, padre di 4 figli, il Movimento nascente ha una sua nuova apertura sul sociale, sulla famiglia e poi sul mondo ecumenico, tanto che Giordani viene considerato cofondatore. Per l’impatto con la sofferenza della Chiesa dell’oltre cortina, nell’incontro con chi era riuscito a fuggire, la spiritualità dell'unità si diffonderà in tutto l’Est europeo sin dagli anni sessanta. Da quel piccolo gruppo nasce e si diffonde un movimento di rinnovamento spirituale e sociale chiamato Movimento dei Focolari. Pur essendo una realtà unica, per la varietà delle persone che lo compongono (famiglie, giovani, sacerdoti, religiosi e religiose di vari istituti, e vescovi), si snoda in 18 diramazioni, di cui 6 movimenti ad ampio raggio: Famiglie Nuove, Umanità Nuova, Movimento Parrocchiale, Movimento Diocesano, Giovani per un mondo unito, Ragazzi per l'unità, e molteplici realizzazioni tra cui il progetto per una Economia di comunione in cui sono impegnate oltre 750 aziende. 26 le cittadelle di testimonianza, case editrici, periodici in varie lingue, più di 1000 opere e attività sociali.
Con la diffusione mondiale del movimento, crollano nazionalismi e razzismi - pur a dimensione di "laboratorio" - anche nei punti caldi del mondo, come Medio Oriente, Balcani, Congo e Burundi, Irlanda del nord. "Lo sviluppo del Movimento dei Focolari getta ponti tra le persone, le generazioni, le categorie sociali e i popoli, in un’epoca in cui le differenze etniche e religiose conducono troppo spesso a conflitti violenti": è la motivazione del Premio Unesco ’96 per l’Educazione alla Pace. Questo contributo è riconosciuto anche da altri premi internazionali, come il Premio Diritti Umani ’98, e da cittadinanze onorarie conferitele da città come Buenos Aires, Roma, Firenze.L'esperienza del "date e vi sarà dato", vissuta agli inizi, si ripete cogli anni nelle più diverse situazioni quotidiane, per la comunione dei beni che diventa stile di vita nel Movimento. Si sperimenta in modo particolare nelle oltre 1000 opere e attività sociali. Nei Paesi emergenti, gli indigenti stessi trovano una via per riscattarsi da situazioni subumane.
E’ per l'impatto con il dramma della miseria alle periferie di una metropoli come San Paolo, durante un viaggio in Brasile, nel 1991, che Chiara dà il via al progetto dell’Economia di Comunione, che ispira ora la gestione di centinaia di aziende nel mondo e fa intravedere una nuova teoria economica. Viene presentata in convegni promossi da numerosi atenei e organizzazioni internazionali, come a Strasburgo, in occasione del 50° anniversario del Consiglio d'Europa, dove Chiara stessa è invitata ad intervenire.


PER PREGARE

PERCHÉ LA VOGLIO VEDERE IN TE

Sono entrata in Chiesa un giorno
e ho chiesto a Lui con cuore pieno di fiducia:
"Perché volevi restare nel mondo, in ogni punto della Terra,
nella dolcezza dell' Eucaristia, e non hai trovato,
Tu che sei Dio, un modo, di portare e lasciare qui anche Maria,
Madre di tutti noi che siamo in cammino?"
Mi è sembrato che in silenzio rispondesse:
"Non l'ho portata; percho voglio vederLa nuovamente in te.
Benché voi non siate senza macchia,
Il mio Amore vi fara nuovamente vergini
e tu, e voi, allargherete le mani e i cuori maternamente all' umanita,
che ora, come una volta, ha sete del suo Dio e della Madre sua.
A voi spetta ora di:
alleviare i dolori, le ferite
asciugare le lacrime.
Canta le Litanie
E prova a specchiarti in loro.

Chiara Lubic

PER LA PACE

Costruire la pace attraverso la fiducia

Costruire la pace attraverso la fiducia.... E' una proposta, questa, meravigliosa che testimonia quanto hanno in cuore gli esponenti delle varie religioni.
Costruire la pace attraverso la fiducia....
Ma cosa vuol significare questo programma?Vuol dire lavorare a conoscersi per scoprire il positivo che c'è in
ciascuno; vuol dire ascoltarci e comprenderci. Vuol dire guardarci con amore, coprendo con la misericordia gli eventuali errori passati, e accettarci gli uni gli altri per costruire una base comune di rispetto, di stima e di fiducia reciproca. Per questo bisogna formare sempre più noi e quant'altra gente possibile all'amore, a quell'amore che non guarda a sè, che non desidera il proprio interesse, che sa superare ogni ostacolo frapposto da differenze tradizionali; un amore che sia più forte di ogni altra cosa. Si tratterà di un capovolgimento totale di mentalità; ma è necessario. Alla fine di questo millennio e all'approssimarsi del terzo, l'amore dovrebbe diventare sempre più costume nostro e di molti. L'amore la forza più potente, feconda, sicura che può legare ogni società.
L'amore. Diffondere l'amore. Insegnare ad amare. Ma sa veramente amare chi sa di essere sinceramente amato. E' una costatazione umana questa, ma che non vale meno nel campo spirituale. Sapere di essere amati. Da chi? Da Colui che è l'Amore. Dobbiamo aprire gli occhi e scoprire quale fortuna possediamo spesso senza saperlo. Non siamo soli su questa terra. C'è l'amore; abbiamo un Dio Amore che non ci abbandona al nostro destino, ma ci vuole accompagnare, custodire, aiutare. Nel caso nostro, che non lascia alla sola iniziativa degli uomini il rinnovamento della società, il raggiungimento della pace, ma è il primo che se ne prende cura. Bisogna che gli uomini sappiano questo e ricorrano a Lui consci che nulla gli è impossibile. Credere, dunque, d'essere amati da Dio per poterci lanciare con maggior fede nell'avventura dell'amore e lavorare con questa coscienza, insieme a Lui.
La nostra vita deve essere perciò anzitutto in continua comunione con Dio, dobbiamo familiarizzare con Lui. Ed ecco l'importanza della preghiera che però non si deve esaurire nel tempo ad essa dedicato, ma deve impregnare tutto il nostro vivere. Con Dio poi dobbiamo guardare avanti non perdendo mai di vista il progetto che Egli non può non avere sul mondo: è la fratellanza universale. Egli, creatore, è padre delle sue creature e noi, donne e uomini di tutta la terra, siamo suoi figli, tutti membri dell'unica famiglia umana e quindi fratelli fra noi. La storia dell'umanità una lenta e faticosa riscoperta di questa realtà. Dopo millenni di storia in cui si sono sperimentati i frutti della violenza e dell'odio fra fratelli, sarebbe ora di sperimentare oggi i frutti dell'amore. E non solo dell'amore fra singoli, ma anche fra popoli. I popoli stessi infatti sono chiamati, non più ad ignorarsi e tanto meno a combattersi l'un l'altro, ma ad amarsi.
E' necessario che l'amore reciproco diventi legge per ogni comunità, civile o religiosa che sia. Se noi tutti faremo la nostra parte verso ogni uomo, ogni fratello, e, se la Conferenza si sentirà solidale con quante altre forze positive agiscono in quest'epoca nel mondo per aggiungere fini analoghi ai suoi, potremo addirittura sperare che una corrente d'amore cominci ad invadere l'umanità, il mondo s'avvii così verso un ordine nuovo fino a comporre un'unica comunità planetaria come qualche leader religioso ha auspicato perché anche ciò che può apparire sogno e utopia non è tale se Dio è presente e lavora con noi. E non potremmo intanto prometterci quest'amore reciproco tra noi qui, e condurre su questa base tutti i nostri lavori?

Chiara Lubich


Fonte:
Giovani.org

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Aggiunto/modificato il 2008-03-14

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