Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio Oreste Benzi Condividi su Facebook Twitter

Servo di Dio Oreste Benzi Sacerdote, Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII

.

San Clemente, Forlì, 7 settembre 1925 - Rimini, 2 novembre 2007

Oreste Benzi nasce il 7 settembre 1925 a San Clemente, in provincia di Forlì, settimo di nove figli. A sette annidecide di diventare prete: nel 1937 entra quindi nel Seminario di Rimini. Viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949 e subito s’interessa agli adolescenti e ai giovani, come direttore spirituale in Seminario e insegnante di Religione. Nel 1968, l’apertura di un istituto per portatori di handicap a Rimini colpisce don Oreste, che s’ingegna per concedere loro di poter andare in vacanza come tutti. Lo stesso anno, con un gruppetto di giovani e alcuni sacerdoti, dà vita al primo nucleo di quella che, nel 1971, viene denominata Associazione per la formazione religiosa degli adolescenti “Papa Giovanni XXIII”, poi Comunità Papa Giovanni XXIII. Dal 1969 al 2000 è parroco della parrocchia La Resurrezione, nel quartiere riminese di Grotta Rossa. Dall’apertura della prima casa famiglia,il 3 luglio 1973, la sua vita è legata alla Comunità Papa GiovanniXXIII (dal 2004 Associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio), che guida in numerose iniziative in sostegno di ogni forma di povertà e di sfruttamento. È morto a Rimini il 2 novembre 2007. La sua causa di beatificazione è stata aperta il 27 settembre 2014. La sua tomba si trova presso il cimitero monumentale di Rimini.



Negli ultimi anni lo si incontrava di notte, sulle strade italiane della prostituzione. La lunga tonaca scura e il rosario in mano. “Do you love Jesus?”, chiedeva alle ragazze, con il sorriso aperto e una gioia contaminante.
In molte scoppiavano in lacrime “Yes, I love him…”. Riusciva a farle sentire donne, dignitose e pulite. Don Oreste era in grado di rimestare nella degradazione umana senza mai sporcarsi.
Ha cambiato il destino di molte persone. Un giorno una ragazza gli disse: “Sono una schiava”. Lui le credette.
Così iniziò la sua lotta contro il traffico di esseri umani. Di fronte all’orrore della guerra, chiese a tanti giovani di condividere la vita con le popolazioni oppresse dalla violenza, “perché Gesù ha fatto questo, è venuto tra noi, ultimo tra gli ultimi”. Si potrebbero raccontare innumerevoli aneddoti. Tratta di esseri umani, pace, vita nascente, tossicodipendenze, disabilità, infanzia maltrattata, handicap, discriminazione sociale, ovunque vedesse la negazione della dignità e dei diritti umani il “don” era lì, a condividere con le vittime.
Con la semplicità di un bambino, realizzava cose ritenute irrealizzabili. Per questo gli davano del pazzo.
Tutti quelli che l’hanno conosciuto ricordano bene il suo saper guardare al cuore delle persone, ai doni e all’unicità di ognuno.
La storia della Comunità Papa Giovanni XXIII è inevitabilmente intrecciata alla sua storia personale. Mosso dal suo spirito innovatore, lancia una proposta rivoluzionaria per quel tempo: portare in vacanza anche i ragazzi disabili, allora “chiusi” nelle famiglie e negli istituti. Nel 1958 parte per gli Stati Uniti per raccogliere i soldi necessari alla costruzione di una casa per vacanze sulle Dolomiti, convinto che la bellezza del paesaggio possa favorire nei giovani “un incontro simpatico con Gesù”.
Da questo primo incontro con persone sole ed emarginate, e con la disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, don Oreste fonda, nel 1971, l’Associazione per la formazione religiosa degli adolescenti  “Papa Giovanni XXIII”, quella che è oggi la Comunità Papa Giovanni XXIII, di cui è stato responsabile generale fino al 2 novembre 2007, giorno in cui è tornato al Padre.

Dall'infanzia all'ordinazione sacerdotale

Don Oreste Benzi nasce il 7 settembre 1925 a Sant'Andrea in Casale, una frazione del Comune di San Clemente, paesino sulle prime colline dell'entroterra romagnolo a pochi chilometri da Rimini e dal mare. È settimo di nove figli in una povera famiglia di operai.
Suo padre, Achille, mutilato della grande guerra, faceva saltuariamente l'operaio o il bracciante a giornata. "Il babbo era una persona molto buona con un grande sentimento di Dio ed elevato senso morale, però non era praticante prima della mia entrata in seminario. A volte quel poco cibo che si portava al lavoro lo riportava a casa la sera. Noi gli andavamo incontro sulla strada principale e facevamo festa intorno a lui". Frequenti erano i periodi di disoccupazione e la numerosa famiglia faceva fatica a tirare avanti, conoscendo anche la fame. "Il babbo in quei periodi andava tutti i giorni a cercare lavoro. Per lui era un incubo tornare a casa e dire "Non l'ho trovato". Sono i ricordi più dolorosi della mia vita".
Sua madre, Rosa Silvagni, era invece una donna piena di fede e svolgeva il lavoro di casalinga esigendo la collaborazione da tutti i figli. "Mia madre ci ha insegnato a pregare: la domenica mattina si alzava presto per andare a Messa. Era una donna instancabile, cantava sempre e non si scoraggiava mai". La famiglia aveva anche un piccolo campo che coltivava a grano, risorsa molto importante nei periodi di disoccupazione del padre."Ci si alzava presto al mattino e si viveva nella gioia in una grande povertà. Il babbo e la mamma erano la sicurezza piena e la garanzia del nostro cammino".
In prima elementare fu bocciato a causa delle cagionevoli condizioni di salute. "Avevo preso il morbillo. Sono stato malaticcio per tutto l'inverno e, non potendo andare a scuola, mi hanno fatto ripetere. Per me è stata una sofferenza grande, un'ingiustizia". Don Oreste da bambinoQuesto fatto anziché avvilirlo lo fece reagire, invogliandolo a combattere le ingiustizie e superare le sconfitte, impegno al quale non si è mai più sottratto. Un giorno, in seconda elementare, la sua maestra, Olga Baldani, parlò in classe di tre figure umane: lo scienziato, il sacerdote e l'esploratore. Rimase molto colpito da quella lezione. "Non so cosa avessi capito, avevo solo 7 anni, però quel giorno sono tornato casa e ho detto: mamma, io mi faccio prete". Fu una decisione irremovibile a cui rimase sempre fedele senza mai alcuna incertezza o esitazione.
Appena gli fu possibile, nel 1937 all'età di 12 anni, entra in seminario, prima ad Urbino poi a Rimini per frequentare quarta e quinta ginnasio. Nel 1943 si trasferì al seminario di Bologna a frequentare la prima liceo, perché Rimini era sotto bombardamento alleato. Il seminario di Rimini venne infatti distrutto e trasferito a Montefiore Conca. Fu lì che completò gli studi teologici, perché anche il seminario di Bologna venne chiuso a causa della guerra.
Il 29 giugno 1949 don Oreste Benzi riceve l'ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo di Rimini Mons. Luigi Santa e pochi giorni dopo, il 5 luglio, viene nominato cappellano nella parrocchia di San Nicolò al Porto dove rimase per 16 mesi. Riuscì, in questo breve periodo, a coinvolgere tantissimi ragazzi della parrocchia creando con loro una relazione intensa.

L'impegno tra i giovani

Nell'ottobre 1950 don Oreste si trasferisce nuovamente in seminario, con l'incarico di insegnare francese, italiano, latino e matematica. I ragazzi della parrocchia San Nicolò continuano però a frequentarlo riconoscendo in lui una guida.
Don Oreste fin da giovane seminarista desiderava partire per la missione. A causa delle cagionevoli condizioni di salute gli viene consigliato dal suo padre spirituale di rinviare la partenza a quando avesse ricevuto l'ordinazione sacerdotale. Ritornato al seminario diocesano come insegnante, viene però nominato vice assistente della Gioventù Cattolica di Rimini di cui diventerà poi assistente nel 1952. Nel 1953 diviene direttore spirituale in seminario per i giovani nella fascia d'età fra i 12 e i 17 anni. Il sogno di partire per la missione è perciò definitivamente abbandonato.
Nel 1953 don Oreste inizia ad insegnare religione fuori dal seminario: la sua prima esperienza è alla Scuola Agraria "San Giovanni Bosco" di Rimini frequentata dai preadolescenti nei tre anni successivi alle elementari. Insegnerà poi al liceo classico "Giulio Cesare" e al liceo scientifico "Serpieri" di Rimini e nel 1969 al liceo scientifico "A. Volta" di Riccione.
Dal momento in cui riceve l'ordinazione, don Oreste si ritrova a svolgere il suo compito di sacerdote accanto ai giovani. Intuisce e capisce l'importanza di essere vicino ai preadolescenti e ai ragazzi ed inizia un intensissima presenza insieme a loro. Nel 1954 lascia l'incarico di assistente della Gioventù Cattolica per dedicarsi completamente al ruolo di direttore spirituale in seminario, ma non abbandona i ragazzi che ormai l'avevano incontrato. Ogni sabato li riceve dalla mattina fino a notte. Vanno da lui a confessarsi fino a una settantina di giovani ogni sabato. "È nella preadolescenza che si formano i valori pressoché definitivi. Io vedevo che i ragazzi si scontravano con tanti disvalori e non si incontravano con l'unico valore, Cristo. Bisognava perciò fare aver loro, e specialmente ai ragazzi lontani dalle parrocchie, un incontro simpatico con Cristo". Da questa intuizione nascerà, alcuni anni dopo, nel 1961, la casa "Madonna delle Vette" ad Alba di Canazei in cui sono passati ormai migliaia di ragazzi. " Nel 1955 andai sulle Dolomiti, ospite di un amico per motivi di salute. Mi trovavo sul Catinaccio. Vedevo che l'ambiente aiutava a spaziare verso l'infinito, quel "no limits" di cui hanno tanto bisogno gli adolescenti. In mezzo a quelle montagne mi son detto: qui bisogna fare qualcosa per gli adolescenti! Quando progettammo questa esperienza ancora non esisteva niente di simile".
Per acquistare il terreno in Val di Fassa sul quale costruire la "casa", occorrevano tre milioni di lire. Il progetto fu affidato ad un famoso architetto e la sua realizzazione completa prevedeva 120 milioni, una cifra enorme per quel periodo. Don Oreste decise di chiedere al vescovo di Rimini il permesso di fare un viaggio negli Stati Uniti per iniziare a raccogliere i fondi necessari. Il vescovo è d'accordo. Nel frattempo una banca riminese gli concede un prestito di dieci milioni. Don Oreste con fede e affidandosi a Maria, provvede all'acquisto del terreno e all'avvio della costruzione. Nell'agosto 1958 si depone la prima pietra, presente mons. Emilio Bianchieri, il vescovo di Rimini. Dieci giorni dopo don Oreste parte in nave per gli Stati Uniti assieme ad un seminarista. Con molte peripezie e rischi, riesce a raccogliere i primi nove milioni. In seguito don Oreste fa un secondo viaggio negli USA con don Sisto Ceccarini. Vanno dal vescovo di Boston. "Mi chiese quanto mi occorreva. Io dissi la cifra necessaria per costruire il grezzo dell'edificio: ventidue milioni, trentacinquemila dollari. Me li portò lui stesso in Italia. Con quei soldi costruimmo il grezzo. Il resto venne dalla Provvidenza, finché nel 1961 inaugurammo la casa".
Da allora in poi alla casa "Madonna delle Vette" di Alba di Canazei si organizzano soggiorni estivi a cui parteciperanno diverse centinaia di ragazzi ogni anno, molti dei quali provenienti da bande o gruppi lontani dalla Chiesa.
Nel 1968 ci fu una svolta importante: a Rimini in marzo, si aprì un istituto per persone con handicap gravi e gravissimi fra cui anche molti giovani. Don Oreste iniziò a frequentarlo, creando un legame con queste persone. "Mi dissi: perché gli adolescenti possono andare sulle vette delle Dolomiti e gli handicappati no? Dove siamo noi, li anche loro!" 1968 Partenza dal RizzoliA maggio va ad incontrare i 50 minori ospiti del centro discinetici dell'ospedale Rizzoli di Bologna e alla suora direttrice del centro, propone di portarli sulle Dolomiti. Don Oreste insegnava al liceo scientifico. Per l'estate 1968 fa ai suoi studenti una precisa proposta: "Diamo una vacanza a chi non l'ha". In tanti aderirono e così, a settembre, si fece il primo soggiorno estivo a Canazei, diretto da don Elio Piccari, in cui insieme ai ragazzi normodotati c'erano anche numerosi disabili.
Il direttore dell'azienda di soggiorno voleva mandare via tutti per non dare una brutta immagine della Val di Fassa. Don Oreste citando la costituzione si rifiuta. "Quella vacanza ci tolse le cateratte dagli occhi. Capimmo che l'handicappato non è un oggetto di assistenza, ma una ricchezza che crea vita, un soggetto attivo nella costruzione della storia."1968 foto di gruppo Canazei.
Da quel momento in poi don Oreste si è sempre impegnato per portare i ragazzi disabili in qualsiasi ambiente normale di vita, fu l'inizio della lotta per la deistituzionalizzazione e per il loro inserimento lavorativo. Il gruppo di giovani liceali che partecipò a quel soggiorno estivo divenne invece la base dell'attuale Comunità Papa Giovanni XXIII.

Parroco

Nel 1968 l'impegno sacerdotale di don Oreste si apriva verso una nuova esperienza: la parrocchia. Per questo motivo nel 1969 termina il suo incarico di direttore spirituale in seminario.
Dal 1968 al 2000 è dunque parroco in una periferia di Rimini (Grotta Rossa), dove inizia con alcuni giovani preti un’esperienza pastorale innovativa: decidere tutto insieme ai parrocchiani, lavorare con i fedeli e non per i fedeli, chiedendo responsabilità e consapevolezza della loro identità di re, sacerdoti e profeti e della loro missione nella storia.

La Comunità Papa Giovanni XXIII

Dall’incontro con persone sole ed emarginate e con la disponibilità di alcuni giovani, dà inizio nel 1973 alla prima Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, per «dare una famiglia a chi non ce l’ha» e per «ri-generare nell’amore».
La Comunità Papa Giovanni XXIII viene riconosciuta dalla Santa Sede nel 2004. Negli anni successivi la sua passione per gli ultimi si estende ai tossicodipendenti, minori senza famiglia, nomadi, persone senza fissa dimora, carcerati, vittime delle sette, donne di strada, anziani; anche in terre di missione.
La passione per l’annuncio di Cristo e il riscatto degli ultimi lo vede partecipare dagli anni ‘80 a programmi televisivi e radiofonici sulla fede e su delicate questioni sociali; tiene rubriche su quotidiani locali e nazionali e non manca di nutrire con il “Pane Quotidiano” della Parola, commentando il Vangelo ogni giorno. Conosciuto come “il prete dalla tonaca lisa” partecipa a incontri e manifestazioni in Italia e nel mondo. In questo vortice d’impegni e di pesanti responsabilità è sempre sereno e sorridente.
Muore il 2 novembre 2007, lasciando profeticamente il suo testamento sulla pagina di “Pane Quotidiano” dello stesso giorno: «Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio».

Verso la Beatificazione

Al termine del convegno “Don Oreste Benzi, testimone e profeta per le sfide del nostro tempo”, il 27 ottobre 2012, a nome della Comunità Papa Giovanni XXIII, da parte del responsabile della Comunità stessa, Giovanni Ramonda, viene consegnata al vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, la richiesta di avvio della causa di canonizzazione.
Leggi la lettera con la richiesta di avvio della causa di canonizzazione.
Il 24 ottobre 2013 la postulatrice Elisabetta Casadei ha consegnato al vescovo di Rimini Francesco Lambiasi la richiesta formale di aprire la causa, dopo un anno di ricerche circa la “fama di santità” di don Benzi, sostenuta da molte lettere tra cui quelle di 9 cardinali, 41 vescovi italiani e 11 vescovi e arcivescovi stranieri, oltre a vari movimenti ecclesiali.
Il 3 gennaio 2014 arriva il nulla osta da parte della Congregazione delle cause dei Santi.
Il 31 marzo 2014 giunge il parere favorevole della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna.
Il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, in data 16 aprile 2014 ha reso pubblico il Decreto di avvio della causa che porta la data 8 Aprile 2014. Da questo momento è possibile chiamare don Oreste con il titolo "Servo di Dio".
Inizia il 27 settembre 2014 la  causa di beatificazione tramite la sessione pubblica svolta nella Chiesa della Resurrezione a Rimini. A presiedere la causa è il giudice don Giuseppe Tognacci, Elisabetta Casadei è la postulatrice mentre il promotore di giustizia è Victorino Casas Llana. 100 saranno i testimoni chiamati in una causa che si prevede durerà due o tre anni. Il primo testimone è don Romano Migani, co-fondatore della parrocchia "La Resurrezione" con don Oreste Benzi, don Elio Piccari e don Sisto Ceccarini. Le testimonianze saranno raccolte nelle prossime sessioni che saranno chiuse. La prossima sessione pubblica sarà quella di chiusura della fase diocesana della causa stessa.

Preghiera

O Trinità Santissima, Padre Figlio Spirito Santo,
Ti adoriamo, Ti lodiamo e Ti ringraziamo per aver donato
alla Chiesa il sacerdote, don Oreste Benzi.
In lui hai fatto risplendere la forte, fedele,
premurosa tenerezza della Tua paternità, la gloria della
Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.
Egli, confidando nella Tua infinita provvidente misericordia
e nella materna intercessione di Maria, è stato per tanti
Tuoi figli e figlie immagine viva di Gesù Buon Pastore;
ha insegnato con l’esempio a vivere secondo il
comandamento nuovo della carità e ha indicato la santità
come misura della vita cristiana e strada per giungere alla
beata ed eterna comunione con Te.
Concedici per sua intercessione, secondo la Tua volontà,
la grazia che imploriamo, nella speranza che nella Tua
santa Chiesa egli sia esempio di santità e nella Comunione
dei Tuoi Santi per l’edificazione del Tuo Regno.
Amen.
Con approvazione ecclesiastica

Per segnalazione di grazie e favori ricevuti:

Postulazione Causa di Beatificazione del Servo di Dio sacerdote Oreste Benzi
Via Cairoli, 69 - 47923 Rimini (RN)
infocentromarvelli@gmail.com


Fonte:
www.apg23.org

______________________________
Aggiunto/modificato il 2016-09-28

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati