Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiedere il CD



> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Carla Ronci

Venerabile Carla Ronci

.

Torre Pedrera (Rimini), 11 aprile 1936 - Rimini, 2 aprile 1970

A 24 anni varca le porte del convento delle Orsoline di Gaudino, nei pressi di Bergamo, ma la vita claustrale dura poco: il 9 marzo 1958 il padre, un sanguigno romagnolo comunista, la riporta a casa con la forza. Prenderà allora i voti come laica consacrata nell’istituto secolare Ancelle Mater Misericordiae di Macerata. Il 6 gennaio 1963, nel fare la sua Professione, Carla si offrì a Dio per la santità dei sacerdoti, e il Signore sembrò accettare la sua offerta. Il 21 gennaio 1970 venne ricoverata all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, per un tumore ai polmoni. Morirà il 2 aprile dello stesso anno, a Rimini, nella casa di salute “Villa Maria”, a soli trentaquattro anni di età. È stata proclamata Venerabile da Giovanni Paolo II nel 1997.


“Solo i santi lasciano tracce, gli altri fanno rumore”. A oltre trent’anni dalla morte, la frase annotata un giorno da Carla Ronci sul proprio quaderno degli appunti suona quasi come una profezia.
Proclamata Venerabile da Giovanni Paolo II nel 1997, la sua causa di beatificazione procede assai speditamente, nella scia di una devozione popolare iniziata già subito dopo la sua morte, tanta era stata la sua fama di santità, e con un ricco corollario di testimonianze e pubblicazioni a lei dedicate, segno che la giovane apostola riminese di tracce ne ha lasciate parecchie.
Carla Ronci era nata a Torre Pedrera, nei pressi di Rimini, l’11 aprile 1936. Fino ai quattordici anni è una ragazza come tutte le altre, un’adolescente a cui piace la compagnia degli amici e il suo mestiere di sarta, imparato dopo la scuola, ma a un certo punto, nell’anno santo proclamato nel 1950 da Pio XII, la sua vita prende una direzione spirituale ben precisa.
Sotto l’impulso dello Spirito Santo, “motore” di ogni chiamata vocazionale, Carla sceglie di consacrarsi per sempre a Dio, con i voti di povertà, castità e obbedienza.
A 24 anni varca le porte del convento delle Orsoline di Gaudino, nei pressi di Bergamo, ma la vita claustrale dura poco: il 9 marzo 1958 il padre, un sanguigno romagnolo comunista, la riporta a casa con la forza. Carla si ribella, riprende la via del monastero, ma l’ennesima scenata dei suoi familiari convincono i suoi superiori a rimandarla per sempre a casa.
“Il convento, per chi lo vuole, è un piccolo angolo di paradiso”, annota la ragazza nel suo diario, “io non ho avuto questa grazia, perché non la meritavo. Però ho avuto ugualmente un grande dono: essere vissuta tra tante anime belle per circa quattro mesi…Mi aiuterai, vero Madonnina, ad essere sempre e solo di Gesù?”(giugno 1958).
La giovane ripone una grande fiducia in Maria, che, ne è sicura, non farà cadere nel vuoto il suo desiderio di consacrarsi a Dio. Ben presto Carla comprende che il suo convento sarà il piccolo mondo di Torre Pedrera, il suo paese natale, dove lei si farà limpida testimone del Vangelo, nella nuova condizione di laica consacrata, all’interno dell’istituto secolare Ancelle Mater Misericordiae di Macerata.
La “santa della Vespa” (come viene ricordata a causa delle due ruote che assai volentieri cavalcava), è una ragazza moderna, piena di vita e sempre con il sorriso sulle labbra, che mostra anche una singolare e curiosa attenzione alla propria femminilità. A chi la critica un po’ per le cure che riserva al proprio aspetto fisico (e Carla è veramente una ragazza bellissima), lei risponde: “La sposa di Gesù deve essere sempre elegante e bella”.
Moderna figura di contemplativa nell’azione, Carla era una ragazza profondamente innamorata di Cristo ed era sostenuta, nel suo cammino di perfezione spirituale, da una grande devozione alla Madonna, al cui Cuore Immacolato la giovane si era consacrata nello spirito della Milizia dell’Immacolata, diventandone una infaticabile zelatrice.
Il 6 gennaio 1963, nel fare la professione dei voti, Carla volle dare alla propria consacrazione un significato ben specifico: si offrì a Dio per la santità dei sacerdoti, e il Signore sembrò accettare la sua offerta. Il 21 gennaio 1970 venne ricoverata all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, per un tumore ai polmoni.
Sottoposta a molti, difficili e dolorosi esami, lei scrive nel suo diario: “Sono contenta di lottare, soffrire, vivere. Quando il soffrire diventa gioia non si può chiedere di più. Per questo e per tanti altri doni rendiamo grazie al Signore”.
La santa del sorriso lasciò questa vita il 2 aprile 1970, a Rimini, nella casa di salute “Villa Maria”. Aveva solamente trentaquattro anni.


Autore:
Maria Di Lorenzo

_______________________
Aggiunto il 2003-05-12
Letto da 4454 persone

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati

Translate this page (italian > english) with Google