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Beato Otto Neururer Sacerdote e martire

30 maggio

Fliess (Tirolo), 25 marzo 1882 - Buchenwald (Germania), 3 giugno 1940

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Nel campo di prigionia di Buchenwald nella Turingia in Germania, passione del beato Ottone Neururer, sacerdote e martire, che, avendo dissuaso una giovane cattolica dal prestarsi ad una forma solo apparente di matrimonio con un uomo già sposato e seguace dell’empio regime nemico di Dio e degli uomini allora in vigore, fu messo in carcere, dove tuttavia tra difficoltà di ogni genere proseguì clandestinamente il suo ministero, finché coronò il suo martirio, lasciato morire sospeso per i piedi a testa in giù.


È stato beatificato il 24 novembre 1996 da papa Giovanni Paolo II; Otto Neururer, nacque il 25 marzo 1882 a Piller, un piccolo villaggio di montagna nel Tirolo (Austria), nel Comune di Fliess, dodicesimo figlio di umili genitori, mugnai e contadini.
Fin da ragazzo sentì la chiamata al sacerdozio e quindi studiò per questo scopo in seminario, venne ordinato sacerdote nel 1907 e subito fu nominato vicario cooperatore, in sette successive parrocchie del Tirolo del Nord. Per quindici anni, dal 1917 al 1932 fu cooperatore e insegnante di religione nella parrocchia di San Giacomo, ora cattedrale di Innsbruck, poi nel 1932 fu nominato parroco nel paese di Götzens, situato nei dintorni della città.
Nonostante le nubi di tempi politici difficili che si addensavano sull’Austria, padre Otto Neururer, svolse il suo apostolato di pastore con grande zelo fra i fedeli di Götzens, che lo amarono come un padre.
A metà anno 1938, l’Austria operò l’annessione alla Germania nazista e nel mese di dicembre, il parroco consigliò ad una giovane fedele cattolica, di non sposare un uomo di tent’anni più grande di lei, divorziato ed apostata ed infine facente parte del partito nazionalsocialista e soprattutto fanatico osservante delle idee razziste di questo partito.
La ragazza ascoltando il consiglio, lo rifiutò; l’uomo per dispetto denunciò il parroco alla polizia segreta, la famigerata Gestapo, “per aver impedito un matrimonio tedesco”. Pertanto padre Otto Neururer venne arrestato il 15 dicembre 1938 e condotto in carcere ad Innsbruck, dove restò fino al 3 marzo 1939, quando venne trasferito al campo di concentramento di Dachau e poi da lì, il 26 giugno seguente al campo di Buchenwald, presso Weimar in Germania.
Nel periodo in cui fu tenuto prigioniero in questi famigerati campi, egli non smise, per quel che poteva, di sostenere e confortare con coraggio i suoi compagni di sventura. Sopportò con grande pazienza i disagi e le sofferenze del campo di concentramento e le umiliazioni cui era fatto oggetto.
Mosso da questi sentimenti, istruì nella fede cattolica un’altro prigioniero e lo ammise segretamente nella Chiesa. Questo fatto, gli procurò un segregamento nel ‘bunker’ del campo; poi dagli aguzzini nazisti fu appeso a testa in giù, lasciandolo così morire lentamente e dolorosamente, il 3 giugno 1940.
Fulgido esempio che il nazismo non colpì solo ebrei e nemici, ma anche chiunque si opponesse alla sua politica ultranazionalista e di esaltazione della razza ariana.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-06-11

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