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San Primiano Martire di Larino

28 aprile

Larino, 303 ?


Le notizie su questo santo martire Primiano e dei suoi tre compagni di commemorazione, Alessandro, Firmiano e Tellurio, riguardano solo le loro reliquie e narrate in due libri di qualche secolo fa: “Acta SS. Aprilis” III, Venezia 1738 pag. 575 e “Acta SS. Mai” V, Venezia 1741 pag. 836-39.
Tutto inizia nel periodo in cui i bizantini distrussero la città di Lucera, oggi in provincia di Foggia, sotto il comando dell’imperatore Costante II (641-668), il vescovo e gli abitanti si trasferirono in una località vicino al mare sul Gargano, e lì fondarono Lesina (Foggia).
Nel secolo IX i Saraceni in una delle loro ricorrenti, devastanti e sanguinose escursioni sui lidi dell’Italia specie Meridionale, arrivarono a distruggere anche l’antica città di Larino (provincia di Campobasso in Molise). Di questo rovinoso evento profittarono gli abitanti di Lesina, i quali saputo dell’abbandono delle chiese di Larino e con l’intenzione di fornire le loro chiese di sacre reliquie, specie di martiri, asportarono da questa città quasi distrutta i corpi dei santi Primiano e Firmiano, che la tradizione vuole che siano due martiri di Larino, vittime della persecuzione di Diocleziano del 303, forse fratelli, anzi si crede che ci sia anche un terzo fratello di nome Casto pure martire, ma questo non è documentato.
Ritornando all’appropriazione delle reliquie, ciò non era una novità in quell’epoca, dove tali “sacre rapine”, fatte per instaurare un culto, erano all’ordine del giorno.
A questo punto bisogna saltare al 28 aprile 1598, quando le reliquie dei su citati quattro santi Primiano, Firmiano, Alessandro e Tellurio, furono portate solennemente a Napoli e deposte poi nella grande chiesa dell’Annunziata.
L’antefatto fu che essendo in rovina la cattedrale di Lesina, la Casa Reale Spagnola di Napoli incaricò il sacerdote Aurelio Marra per i dovuti restauri, che all’esame risultarono inutili, vista la decadenza dell’edificio, allora il sacerdote preferì ricercare nella cripta le reliquie di santi eventualmente lì conservate.
E così in varie riprese trovò i corpi su citati, sepolti sotto l’altare della cripta, in urne di marmo contenenti lamine di piombo con i rispettivi nomi, del solo Primiano vi era un’immagine che lo raffigurava con una palma in mano, emblema dei martiri, degli altri non vi erano indicazioni e a s. Primiano era dedicata la cattedrale di Lesina; tutto ciò fu relazionato dallo stesso Aurelio Marra.
Le reliquie di s. Primiano e di s. Firmiano, con i due busti che li raffigurano, sono stati poi riportate a Lesina, a cura dell’attuale parroco nell’anno 2000 e sistemate alla venerazione dei fedeli nella parrocchia dell’Annunziata, sorta sui resti dell’antica ed omonima cattedrale di Lesina.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-07-29

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