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Serva di Dio Teresa Gardi Terziaria Francescana

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Imola (Bologna), 12 ottobre 1769 - 1° gennaio 1837


Le notizie su questa eccezionale Terziaria Francescana ci pervengono da una numerosa bibliografia, per lo più stampata in Emilia Romagna, ma soprattutto dal “Diario della vita e visioni della serva di Dio Teresa Gardi”, Imola, 1913; scritto dal frate minore osservante Carlo Francesco Zanini da Bologna, il quale fu suo direttore spirituale dal 1800 fino alla morte.
Teresa Gardi Cricca, nacque ad Imola nella Casa Nanni, il 12 ottobre 1769; dopo la morte della mamma nel 1782 e del padre nel 1790, dovette badare lei alla casa e agli altri tre fratelli e sorelle rimasti.
Trascorse la sua adolescenza e la prima giovinezza dedita al lavoro di casa, fra contraddizioni e dolori, conducendo una vita molto provata; nonostante fosse debole di salute, si dedicava a visitare gli ammalati, umile e paziente anche nelle calunnie, devota dell’Eucaristia e zelante nella purezza, fu donna dotata di virtù straordinarie.
Nel 1801 a 32 anni entra nell’Ordine Francescano come Terziaria Secolare e l’anno successivo fece la sua professione il 15 ottobre 1802; dopo due anni trascorsi in purificazione interiore, nel 1804 si sente accendere da un grande amore verso Dio e iniziano a comparire estasi e visioni edificanti e dolorosissime, soprattutto dopo aver ricevuto la Comunione quotidiana e durante la Via Crucis da lei praticata ogni giorno.
Il 25 luglio 1804 ricevette le Stimmate sulle mani, sui piedi e sul costato, ma per sua preghiera solo quella del costato resta visibile, quelle delle mani non appaiono esternamente, mentre sui piedi prendono forma di una crosta, che le causano molta sofferenza, specie nel camminare.
Le molteplici sofferenze in più punti del corpo, estese non solo nelle parti stigmatizzate ma anche al capo, alle ginocchia, alle braccia, lasciano meravigliato il confessore succitato, che lo riporta nel ‘Diario’, di come si possa continuare a vivere senza un momento di tregua e di riposo, né di giorno né di notte.
Teresa Gardi convinta di compartecipare alla Passione di Cristo, soffre volentieri e in silenzio, con pazienza e con amore per Dio. Come tutti i grandi santi e mistici, anche lei soffre di forti tentazioni contro la fede, la speranza e soprattutto contro la castità; e poi con lunghi periodi di aridità spirituale, che i teologi chiamano ‘la notte dello spirito’.
Ma Teresa è arricchita anche di doni straordinari e quindi raggiunge anche i più alti livelli della preghiera, della contemplazione, del misticismo. Chiede a Dio che tutto ciò che le capita rimanga nascosto, solo per lei, per questo segreto lava di nascosto i fazzoletti intrisi di sangue, che continua a sgorgare dalla ferita nel petto.
Chiede che le sue sofferenze le abbia quando non siano presenti altre persone o familiari, così da non arrecare fastidio a nessuno e questo dono le viene concesso; ella soffre ogni qualvolta è sola, e quando giunge qualcuno i dolori, i tremori, le ansie si arrestano.
Muore a 67 anni di idropisia, il 1° gennaio 1837 ad Imola e sepolta nella Chiesa dell’Osservanza; il cardinale Giovanni Mastai Ferretti, vescovo di Imola dal 1832 al 1846, poi papa Pio IX oggi beato, fa apporre e approva una significativa epigrafe sulla sua tomba.
Preoccupata costantemente che nessuno si accorgesse di lei, non lasciò notizie o scritti, non si scorgeva in lei niente di eccezionale, se non la santità del piccolo quotidiano, che permise comunque ai partecipanti ai suoi funerali di salutarla come ‘santa’.
Il suo nascondimento proseguì dopo la morte, finché nel 1893 appare ad una signora di Imola e dietro sue precise indicazioni, si ritrova il già citato ‘Diario’ che il suo confessore aveva scritto a sua insaputa, descrivendo tutti i fenomeni straordinari di cui era investita.
Dietro questa scoperta, la sua figura fu vista nella sua vera luce di mistica sofferente, e quindi il 9 febbraio 1912, si aprì il processo per la sua futura beatificazione, ma la morte dell’allora postulatore francescano bloccò la pratica, che ha ripreso il suo cammino a partire dal decreto della Santa Sede del 4 aprile 1995.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-07-29
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