Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione M > Santa Maria di Santa Natalia (Giovanna Maria Kerguin) Condividi su Facebook Twitter

Santa Maria di Santa Natalia (Giovanna Maria Kerguin) Suora Francescana, martire in Cina

9 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Belle-Isle-en-Terre, Bretagna (Francia), 5 maggio 1864 - Tai-yuen-fu (Cina), 9 luglio 1900


Il 1° ottobre del 2000, papa Giovanni Paolo II ha canonizzato un numeroso gruppo di 120 martiri in Cina; beatificati in precedenza in vari gruppi a partire dal 1746 con papa Clemente XIII, fino a Pio XII nel 1951.
E di questa folta schiera di martiri, che comprende vescovi, sacerdoti, catechisti, suore, religiosi, laici, che immolarono la loro vita per la fede, vittime dell’odio anticristiano, c’è un gruppo di 29, tutti appartenenti all’Ordine Francescano, uccisi dai fanatici ‘boxers’ il 9 luglio 1900 a Tai-yuen-fu.
Il gruppo capeggiato liturgicamente dal vescovo Gregorio Grassi, comprende 3 vescovi, 4 sacerdoti, 1 fratello religioso, 7 suore Francescane Missionarie di Maria, 11 laici cinesi del Terz’Ordine di s. Francesco e 3 laici fedeli cinesi; essi vennero beatificati il 27 novembre 1946 da papa Pio XII.
I ‘boxers’ erano un duplicato dell’antica e misteriosa associazione “Nenufaro bianco”, che era ostile alla dinastia Manciù e che durante il regno di Kia-king si credé di avere sterminato a furia di decapitazioni; invece i sopravvissuti poterono fuggire e rifugiarsi nella Cina del Sud, dove nel 1853 fondarono un breve regno durato solo 15 anni, chiamato “Regno celeste della pace”; defunto il loro primo sovrano si dispersero, continuando a provocare focolai rivoluzionari dovunque.
Alla fine del sec. XIX, nacque da essi la società del ‘Grande coltello’, dall’equivalente nome cinese, che finisce con il termine significante pugno, gli inglesi, riferendosi a questo termine ed agli esercizi fisici che facevano per acquistare agilità e potenza, li soprannominarono ‘Boxers’.
Detta società aveva come scopo la liberazione della Cina dagli stranieri e di conseguenza lo sterminio dei cristiani considerati loro complici. Nelle uccisioni preferivano i capi delle comunità cristiane, i catechisti, le maestre, i bambini anche di pochi giorni battezzati; con l’aiuto dei bonzi diffondevano contro i cristiani calunnie incredibili.
Con l’imperatrice madre Tz-Hsi i ‘Boxers’ poterono agire in piena libertà, specialmente nelle province intorno a Pechino; i cristiani per cercare di sfuggire alle aggressioni, si organizzarono in villaggi fortificati, ma i ‘boxers’ appoggiati a volte dalle truppe regolari, penetrarono dappertutto compiendo orrende carneficine, come nel villaggio di Tchou-kia-Ho dove furono massacrati migliaia di cristiani.
Detto questo, parliamo ora delle sette Suore Francescane Missionarie di Maria, Congregazione fondata dalla beata francese Maria della Passione (Elena Filippina de Chappotin) [1839-1904], la quale già a 25 anni era a capo di un giovane drappello di vergini Missionarie, con una Regola di vita, tracciata in un momento di ispirazione fra gli archi del Colosseo a Roma.
L’Istituzione nell’anno della morte della fondatrice aveva già più di tremila figlie e 86 Case. Le sette martiri di Tai-yuen-fu fanno parte del primo fortunato gruppo, cresciuto sotto lo sguardo e le cure di Madre Maria della Passione, e che sarebbero diventate “i suoi sette dolori e le sue sette allegrezze”, tutte giovani fra i 25 e 36 anni, mentre la Congregazione aveva appena 25 anni di vita, quando vi fu questo cruento sacrificio.
I loro nomi sono: s. Maria Ermellina di Gesù di 34 anni; s. Maria Chiara di 28 anni; s. Maria di Santa Natalia di 36 anni; s. Maria di San Giusto di 34 anni; s. Maria Adolfina di 34 anni; s. Maria Amandina di 28 anni; s. Maria della Pace di 25 anni.
Giovanna Maria Kerguin in religione suor Maria di Santa Natalia, nacque il 5 maggio 1864 da Pietro Kerguin e Anna Rondel, a Belle-Isle-en-Terre, povero ed ignoto villaggio della Bretagna, in cui visse la sua infanzia immersa nella natura, con le sue pecore e fra le pareti domestiche.
A sette anni prese a frequentare la scuola rurale del villaggio di Nostra Signora di Pendrion, dove la signorina Le Guyader insegnava a leggere e scrivere ad una ventina di campagnole. Ma problemi economici della famiglia e di salute della madre, obbligarono i Kerguin a lasciare i monti di Coatmalouarn e stabilirsi a Pluzunet, dove le abitudini di Giovanna non cambiarono di molto; ma la custodia di un piccolo gregge e gli altri impegni domestici, troncarono la possibilità di andare a scuola, quindi sapeva appena scrivere brevi lettere e leggere le Vite dei Santi, che nelle famiglie patriarcali di allora non mancavano.
La madre morì ben presto e la giovane contadinella aumentò il lavoro per aiutare il padre, essendo diventata una signorina, già si presentavano dei pretendenti per il suo amore, ma Giovanna a 13 anni, aveva già deciso di dare il suo cuore solo a Dio; ma da povera contadina non sapeva come realizzarlo.
Nel 1877 le Suore Francescane Missionarie di Maria, fondate dalla beata Maria della Passione, arrivarono ai Châtelets negli stupendi boschi dell’antica residenza dei vescovi di S. Brieuc; la loro vita fatta di adorazione del SS. Sacramento e di preparazione per le missioni, attirava tante giovani di ogni condizione sociale, desiderose di vivere la loro spiritualità. E da Pluzunet, paese a loro vicino, arrivò Giovanna Kerguin, che dopo averle conosciute e vinte le opposizioni familiari, chiese ed ottenne di entrare nell’Istituto il 17 marzo 1877, all’età di 24 anni.
Dopo cinque anni, all’unanimità fu ammessa alla vestizione religiosa, con il nome di suor Maria di Santa Natalia; dovunque ci fosse un lavoro pesante da fare, lì era presente, dalla stalla a mungere, alla stireria o come lavandaia; la pazienza e l’amore erano le due forze che la sostenevano e la facevano sospirare: “Tutto per Gesù”.
Il noviziato durò due anni e nessuna ombra si addensò su di lei, dai Châtelets, passò a Parigi e poi a Varsavia e anche qui, come a volersi sdebitare di essere entrata povera nell’Istituto, faceva i lavori più pesanti, anche nel sollevare pacchi di prodotti artigianali fatti dalle suore, ella sceglieva i più ingombranti e pesanti; amava definirsi “l’asinello di s. Francesco”.
Pur continuando con il lavaggio dei panni del bucato, o con la borsa delle commissioni al collo, suor Maria di Santa Natalia, pensava alle missioni e così dopo aver pronunciato i voti perpetui il 17 settembre 1892, fu inviata a Cartagena in Tunisia, realizzando le sue aspirazioni; ma un’ostinata malattia le fece lasciare l’Africa e ritornare in Patria.
Dopo qualche tempo fu inserita nel gruppo di Francescane Missionarie, destinate alla missione dello Shan-si in Cina e così insieme ad un numeroso gruppo di suore e frati missionari, partì da Marsiglia il 12 marzo 1899, con la nave diretta in Cina; dopo circa 85 giorni fra navigazione, mulattiere e palanchino, con difficoltà di ogni genere, arrivarono a Tai-yuen-fu, la loro meta nella già esistente missione, denominata “Casa di S. Pasquale”.
Qui suor Maria di Santa Natalia si mise all’opera come suo solito, ma la forte fibra della giovane e fiera bretone, nei faticosi lavori espletati con ogni tempo nelle precedenti Case, alcune umide, con neve e ghiaccio, spesso all’aperto; si era indebolita e quindi qui in Cina crollò, con carie alla spina dorsale e tifo, portandola in poco tempo sull’orlo della tomba.
Ma con le energiche cure indigene che ella sopportò, sempre offrendo tutto a Dio e con la mortificazione di essere da peso in un ambiente missionario. Dopo quattro mesi lasciò il letto e ritornò per quel che poteva, alle piccole faccende della “Casa di S. Pasquale”; e in questa condizione di convalescenza, la trovarono i ‘boxers’ il 5 luglio 1900; imprigionata con le altre suore, furono poi condotte con un inganno nel cortile del tribunale di Tai-yuen-fu il 9 luglio 1900, e lì furono massacrate a sciabolate e decapitate insieme agli altri missionari e cristiani cinesi là radunati.


Autore:
Antonio Borrelli

_____________________
Aggiunto il 2003-07-30

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati