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San Sansone Abate e vescovo di Dol

28 luglio

Galles, 485 ca. – Dol, Bretagna, Francia, 565

Sansone nacque verso il 485 nel Galles. Il santo abate Iltud († 540) lo accolse nella sua scuola di Llanilltud Fawr in Galles, insieme a Gildas il Saggio. Fu ordinato prete dal vescovo Dubricio; desideroso di maggiore nascondimento, lasciò il monastero di sant'Iltud e si ritirò in quello dell'abate Pirone nell'isola di Caldey nella Manica, qui rivestì la carica di economo e poi di abate, ma non per molto; degli irlandesi di passaggio lo convinsero a tornare nella sua terra, il Galles. Venne ordinato vescovo nel 522 da Dubricio. Passando poi in vari monasteri operò miracoli e convertì dei pagani ancora legati all'idolatria, sulla costa del Galles. Imbarcatosi per una nuova fondazione sull'attuale costa francese, approdò all'imboccatura del Guyoult, dove guarì la moglie e la figlia di un possidente di nome Privatus, che gli donò un terreno per la fondazione di un monastero a Dol. Da qui i monaci si diffusero in tutti i territori della costa dell'antica Armorica. Evangelizzò anche la Normandia, fondandovi il monastero di Pental. Partecipò al II Concilio di Parigi, tenuto sotto Cariberto I (562-567); il re di Cornovaglia Juwal gli concesse per il suo monastero di Dol le Isole Normanne. Si spense a Dol nel 565. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Dol in Bretagna, san Sansone, abate e vescovo, che propagò in questa regione il Vangelo e la disciplina monastica, che aveva appreso in Galles dall’abate sant’Iltudo.


La vita di questo antico santo vescovo celtico, s’intreccia in modo rilevante con la storia della Britannia (nome latino della Gran Bretagna) e della Bretagna francese; visse nei primi tempi della diffusione del cristianesimo e fu l’evangelizzatore degli idolatri Bretoni.
La sua ‘Vita’ fu scritta, caso eccezionale per quei lontani e oscuri tempi, 50 o 60 anni dopo la sua morte, quindi molto vicino alla conoscenza reale dei fatti.
Sansone nacque verso il 485 nel Galles e lo scrittore sconosciuto della sua ‘Vita’, lo accosta da subito al suo celebre omonimo, il Sansone biblico, raccontando episodi comuni.
Un angelo e un dotto chierico intervengono a svelare il prodigioso avvenire di questo fanciullo, nato da genitori di età avanzata e sterili, ma che dopo di lui avranno altri sei figli.
Il santo abate Iltud († 540) lo accolse nella sua scuola di Llanilltud Fawr in Galles (l’antica Cambria), insieme a Gildas il Saggio e vedendo il fanciullo esclamò: “Ecco colui che diventerà vescovo, per il bene di molti uomini della sua terra e che abitano al di là del mare; ecco il grande vescovo dei Bretoni; ecco il più grande fondatore di chiese dopo gli Apostoli”.
Episodi leggendari accompagnarono il suo vivere, la sua capacità di apprendere era stupefacente, in un giorno imparò l’alfabeto e un mese bastò per il latino; innamorato dello spirito di penitenza, per riposare gli bastava appoggiare la testa al muro, bevve un potente veleno senza riceverne danni.
Fu ordinato prete dal vescovo Dubricio e come quando fu ordinato diacono, anche questa volta una colomba si poggiò sulla sua spalla; desideroso di maggiore nascondimento, lasciò il monastero di s. Iltud, dov’era troppo stimato e si ritirò in quello dell’abate Pirone nell’isola di Caldey nella Manica, qui rivestì la carica di economo e poi di abate, ma non per molto; degli irlandesi di passaggio lo convinsero a tornare nella sua terra, il Galles.
Nel suo paese natale, fece visita al padre gravemente ammalato e l’occasione gli diede la possibilità di convertire tutta la famiglia ad una vita più perfetta, mentre lui si fermò nella solitudine della zona del fiume Severn.
Un’apparizione dei ss. Pietro, Giovanni e Giacomo, gli preannunciò che sarebbe diventato vescovo, la consacrazione avvenne nel 522 da parte di Dubricio e questa volta oltre la colomba poggiatosi sulla spalla, si aggiunse un alone di fuoco intorno al suo capo.
In seguito, molto spesso il vescovo Sansone, avrà la visione di angeli che attorniavano l’altare dove stava celebrando la Messa; e ancora un angelo l’avverte che deve prepararsi ad attraversare il mare. Sansone si recò a salutare i monaci nei vari monasteri, operando nel contempo alcuni miracoli e convertendo dei pagani ancora legati all’idolatria, sulla costa del Galles.
Imbarcatosi con tutto il materiale necessario compreso dei cavalli, per una nuova fondazione sull’attuale costa francese, approdò all’imboccatura del Guyoult, appena arrivato guarì prodigiosamente la moglie e la figlia di un possidente di nome Privatus, il quale gli donò un terreno per la fondazione di un monastero a Dol, futura città bretone.
Dal monastero-vescovsdo di Dol, i monaci si diffusero sotto la guida di Sansone in tutti i territori della costa dell’antica Armorica, chiamata Britannia, dai britanni scappati dalla costa opposta; la vita religiosa di questa popolazione dipese unicamente da Dol, anche quando si crearono nuove diocesi, fino alla Rivoluzione Francese.
Sansone suo malgrado, venne coinvolto nelle vicende politiche della Cornovaglia, governata dal tiranno Commore che aveva ucciso Giona, il re legittimo, il vescovo si schierò dalla parte del figlio di questi, Juwal rifugiato a Parigi, chiedendo per lui l’appoggio di Chilberto I re merovingio.
Con l’aiuto di s. Germano di Parigi (496-576), Sansone riuscì nello scopo e il re legittimo Juwal gli concesse un vasto territorio in Normandia, che egli evangelizzò facendovi sorgere il monastero di Pental, attualmente nel Comune di Saint-Samson-sur-Risle.
La ‘Vita’ racconta che in questo monastero, il vescovo Sansone era importunato dall’assordante starnazzare di molte oche selvatiche, che si erano posate nei dintorni, allora egli le obbligò ad entrare nel monastero a fare una penitenza per una notte, l’indomani le lasciò libere, comandando loro di starsene buone e silenziose per il futuro, cosa che avvenne puntualmente.
Ancora si racconta che nella Gallia del VI secolo, vi erano tre dragoni che furono uccisi o messi in fuga in tre scontri, da un leone che obbediva al vescovo Sansone.
Partecipò al II Concilio di Parigi, tenuto sotto Cariberto I (562-567); il re di Cornovaglia Juwal gli concesse per il suo monastero di Dol le Isole Normanne, ch’egli al suo ritorno cercò di evangelizzare.
Si spense nel suo monastero di Dol nel 565 ad 80 anni; il santo vescovo ha sempre goduto di un intenso culto sulle due sponde della Manica, la Gran Bretagna lo ricordò sempre con venerazione, la Bretagna francese gli eresse ben 26 parrocchie, cappelle, località.
Le sue reliquie a Dol furono risparmiate dalle distruzioni della Rivoluzione Francese. La sua festa si celebra il 28 luglio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-10-20

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