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Servo di Dio Pirro Scavizzi Sacerdote

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Gubbio, 31 marzo 1884 - Roma, 9 settembre 1964


Il Servo di Dio Mons. Pirro Scavizzi, nasce a Gubbio, terzogenito di otto fratelli, il 31 marzo 1884. Trasferitosi a Roma con la famiglia, Pirro frequenta il liceo "Torquato Tasso" e dopo un lungo itinerario di ricerca vocazionale, nell'ottobre del 1900 fa ingresso nell'Almo Collegio Capranica. Ordinato sacerdote il 7 luglio 1907, diviene dapprima Vicario parrocchiale a San Vitale e poi Parroco a Sant' Eustachio in Roma. Successivamente, si dedica all'attività missionaria nell'Istituto "Imperiali Borromeo", dirigendo ed attuando centinaia di Missioni al popolo in Italia ed all'estero. Dopo una prima esperienza durante la grande guerra, dal 14 luglio 1940, all'età di 56 anni, don Pirro ottiene di rientrare in servizio attivo quale cappellano militare dei treni ospedale gestiti dai Cavalieri di Malta. In questa veste, egli compie sei viaggi dall' Italia fino alla Russia, attraversando i paesi dell' Est occupati dai nazisti e raccogliendo, spesso a rischio di vita, importanti e delicate informazioni circa le condizioni sociali e religiose delle popolazioni incontrate. Prima di tale esperienza, egli manifestava una visione ancora idealistica della guerra, considerata come "la lotta fra il bene ed il male", ma già durante il suo primo viaggio, questo atteggiamento viene a scontrarsi con l' esperienza diretta dell' occupazione tedesca, le cui impressioni, in un crescendo di consapevolezza ed orrore, saranno annotate in quattro relazioni riservate per Pio XII. Divenuto informatore del Pontefice, pur senza incarico ufficiale, don Pirro si trova a far da tramite, così come altri cappellani militari, tra la Santa Sede ed i vescovi dei paesi occupati dai tedeschi.
Don Pirro compare per la prima volta nei verbali unitalsiani durante la seduta del 17 novembre 1918, in rappresentanza della rivista "Il Giardinetto di Maria", ma in un altro articolo di "Fraternità" Enzo di Napoli Rampolla cita Mons. Scavizzi tra i partecipanti all'ormai famoso pellegrinaggio del 1903, del quale ricorre quest' anno il centenario (anno 2003). La carità e la dolcezza che don Pirro riserva agli ammalati sono altrettanto grandi ed evidenti quanto la discrezione e la rinuncia agli onori con cui egli agisce. Delle sue permanenze a Lourdes il Segretario Generale Rampolla ancora ricorda che "non ha mai trascorso i suoi giorni di pellegrinaggio in albergo, è sempre stato all' Asile, in una piccola cameretta" per essere sempre vicino ai malati notte e giorno. In un articolo commemorativo della sua morte, Rampolla lo ricorda ancora così: "La notte girava lungo le corsie, andava a vedere se c'era bisogno di qualcosa, avvicinava quelli che erano svegli per donare ancora in un momento di tranquillità la Sua buona parola. Era un uomo dolce, semplice, di quelli che sulla terra sono scomparsi e non li ritroveremo mai più".
Nel 1921, Mons. Luigi Ciccone, presidente dell'Unione, lo nomina direttore spirituale dell' associazione. Questa carica, trasformata poi in cappellano capo, sarà mantenuta da don Pirro fino alla morte, avvenuta a Roma il 9 settembre 1964.
Il 22 dicembre 1983, presso il Vicariato di Roma, si svolge la cerimonia dell'inizio del processo per la sua causa di beatificazione.


Autore:
Lucio Costantini


Fonte:
Fraternità, periodico U.N.I.T.A.L.S.I.

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Aggiunto/modificato il 2003-08-24

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