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Servo di Dio Vincenzo Ronca Notaio

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Lioni, Avellino, 24 settembre 1740 - Lioni, Avellino, 17 aprile 1824


Il Servo di Dio Notaio Vincenzo Ronca, nacque da Domenico Antonio Ronca, dottore in medicina, e Teresa D'Andrea. Era il loro quarto figlio, dopo Caterina, Colomba e Rebecca. Il padre morì qualche mese prima che lui nascesse. Venne battezzato lo stesso giorno della nascita. Sin da fanciullo, mettendo in pratica gli insegnamenti della madre, donna di elevate virtù cristiane, mostrò di amare e di operare cristianamente. A dodici anni mamma Teresa condusse Vincenzo nel convento francescano di Montella, per gli studi superiori. All'età di 15 anni perdette anche la sua cara mamma. La cosa gli procurò un enorme dolore. Si occuparono di Lui le sorelle e la zia materna, Bonaventura, che lo amò come un figlio. Completò gli studi a Napoli. In quella città vi rimase per 5 anni. Periodo di studi, ma anche di tante distrazioni legate alla giovinezza vissuta in una grossa città, allora capitale del Regno delle due Sicile. Sia per l'educazione ricevuta in famiglia e sia per quella ricevuta in convento non oltrè passo mai i limiti di una sana vita. In città frequentò anche e soprattutto sodalizi religiosi. Nel 1760 ritornò a Lioni con in tasca la laurea in Legge che gli permise di espletare la professione di notaio. Intanto nella sua mente stava maturando l'idea di vestire l'abito clericale e diventare sacerdote. Ma, dopo aver molto pregato e dopo consiglio del suo confessore, decise di sposarsi: obbedendo anche alle sollecitazioni dei familiari che vedevano in lui l' unico continuatore del distinto casato. Divenne compagna della sua vita Amata Nittoli, donna pia e di impareggiabili virtù. Il matrimonio fu celebrato nella chiesa di San Carlo il 6 gennaio del 1761. La loro condotta coniugale era così edificante che da tutti venivano additati come beati. Da quella unione nacquero ben 11 figli. Tutti vennero educati nel timore di Dio. Uno di loro divenne sacerdote. A 25 anni entrò a far parte della famiglia francescana come terziario. A 35 anni, a piedi ed in abito francescano si recò in pellegrinaggio a Roma per le indulgenze giubilari del 1775 . Per sua volontà, il 30.10.1774, san Rocco, del quale era gran devoto, fu acclamato patrono di Lioni. Per la sua grande devozione alle Anime Sante del Purgatorio riformò la Congrega dei Morti riconvertendola in Confraternita. Nel 1788, a 48 anni, lui e la moglie scelsero di vivere in castità coniugale. Nel 1806 rinunziò alla sua carica di notaio. Morì dopo breve e sofferta malattia all'età di 84 anni, verso le ore 15 di Sabato Santo, esattamente così come lui stesso aveva predetto. La sua salma fu, subito, trasportata in trionfo e al suono festoso delle campane nella Chiesa Madre. Là iniziò ad emanare profumo di rose. A furor di popolo, restò esposta, prima della sepoltura, per ben 10 giorni. Nel frattempo non cessò ne il profumo e né iniziò alcun processo di corruzione. Al Servo di Dio vennero, da allora, attribuite molte grazie. Furono sue virtù: la preghiera quotidiana, in casa e in chiesa; l'adorazione eucaristica; l'amore filiale verso la Madonna; la carità verso i poveri ospitandoli a pranzo a casa sua; l'accettazione gioiosa delle sue sofferenze fisiche; le virtù teologali furono praticate soprattutto nell'esercizio della professione di notaio.

Istituita una commissione per postulare la sua beatificazione

Una figura molto attuale: da post concilio Si sono riuniti, per la prima volta, presso la curia arcivescovile di Sant' Angelo dei Lombardi, i dieci membri della Commissione per la promulgazione della Causa di Canonizzazione del servo di Dio notaio Vincenzo Ronca (24 settembre1740-17 aprile 1824) . L'Organismo, nominato con decreto dell' arcivescovo della diocesi mons. Salvatore Nunnari, ha il compito di raccogliere documenti, testimonianze e quant'altro possa servire ad illuminare la vita di questo degnissimo figlio della chiesa altirpina. I membri della commissione, presieduti dallo stesso arcivescovo, sono: mons. Tarcisio Gambalonga, parroco della Chiesa Madre; fr. Roberto Luongo o.f.m., parroco del parrocchia di San Rocco in Lioni; fr. Agnello Stoia o.f.m. conventuale; Epifanio Ronca, discendente diretto del Servo Di Dio; Pasqualino Iorlano, Marco Luongo, Giovanni Orsogna, Maria Rosaria Garofano, Mario Angelone e Paolo Ciccone che hanno fatto degli studi, prodotto articoli e pubblicazioni varie sul Servo di Dio.
Il Ronca è un figlio illustre della comunità di Lioni (AV). Visse esemplarmente la sua fede cristiana nella preghiera quotidiana, ravvivata dalla penitenza e dalla mortificazione, nella santificazione del lavoro, nella carità solerte verso i poveri, nell'impegno sociale e nel servizio amoroso alla Chiesa.
La figura del Notaio Vincenzo Ronca trovò spazio nella venerazione dei lionesi fino a quando visse il vice postulatore della causa di beatificazione, padre Vincenzo Garofalo. Dopo ci fu quasi un oblio, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Il terremoto, poi, fece il resto. I resti mortali, collocati in un'urna nella Chiesa Madre di Lioni, si dispersero tra le macerie dell'Edifico completamente distrutto. Nel 2001 l'Azione Cattolica interparrocchiale, nell'ambito delle attività dettate dall'attenzione annuale che suggeriva di riscoprire testimoni della fede in ambito locale, adottò questa figura. Con la lettura delle varie biografie riprese anche la sua venerazione che si allargò a tutta la comunità lionese. L'iniziativa venne sposata anche dal arcivescovo padre Salvatore Nunnari tanto che solennizzò l'istituzione della Commissione a termine della sua visita pastorale a Lioni. All'inizio della seduta, padre Salvatore Nunnari, ha notificato ai commissari la relazione inviatagli, su sua richiesta, dall'attuale vice postulatore. Il vice postulatore ha comunicato che la Causa è allo stato "silente": è, praticamente, ferma al 1934, anno dell'apertura del Processo Ordinario da parte della Santa Congregazione dei Riti. Nella relazione, il vice postulatore, dopo aver fatto un excursus del "cammino" compiuto fino ad oggi ha suggerito, sostenuti dalla preghiera, ciò che è necessario fare e quali sono le tappe principali perché si possa arrivare alla promulgazione del Decreto pontificio sulla eroicità delle virtù del Servo di Dio , notar Vincenzo Ronca. La sua santità potrebbe essere da fulgido esempio anche per la particolare categoria dei notai che lo eleggerebbero a loro protettore.

PREGHIERA
Per ottenere la Beatificazione del Servo di Dio

SS. Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, vi preghiamo ardentemente affinché vi degnate di concedere presto, anche qui in terra, la glorificazione del Vostro Servo Vincenzo Ronca, a gloria e onore vostro, per l'esaltazione della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana e per consolazione e bene delle anime nostre. Così sia. Tre
Gloria Patri

PREGHIERA
Per ottenere grazie per la intercessione del Servo di Dio Vincenzo Ronca

SS. Trinità, con la Vostra Onnipotenza avete arricchito di tanti doni e privilegi in vita ed in morte il Vostro servo Vincenzo Ronca, vi prego di concedermi , per intercessione di Lui, la grazia .....(si esprime la grazia desiderata) se è secondo la Vostra Divina Volontà e per il bene dell'anima mia. Così sia Tre Gloria Patri

Per ciascuna preghiera: 200 gg di indulgenza. Mons. Cristofaro Carullo. Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi, 11 giugno 1959

Comunicare eventuali grazie a:
Arciprete della Parrocchia "S. M. Assunta"
Lioni (AV)
Tel. 0827 42017.


Autore:
Paolo Ciccone

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Aggiunto/modificato il 2003-11-02

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