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Beata Maria Pilar di S. Francesco Borgia (Jacoba Martinez Garcia) Carmelitana, martire

24 luglio

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Tarazona (Saragozza), 30 dicembre 1877 – Guadalajara (Spagna), 24 luglio 1936

Martirologio Romano: A Guadalajara in Spagna, beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia (Giacoma) Martínez García, Teresa di Gesù Bambino (Eusebia) García García e Mariangela di San Giuseppe (Marciana) Voltierra Tordesillas, vergini dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martiri, che in tempo di persecuzione raggiunsero la corona del martirio acclamando con gioia Cristo Sposo.


La vicenda del martirio di suor Maria Pilar di S. Francesco Borgia, al secolo Jacoba Martínez García e delle sue due compagne di martirio, suor Maria degli Angeli di S. Giuseppe, al secolo Marciana Valtierra Tordesillas e suor Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce, al secolo Eusebia García y García, tutte e tre appartenenti all’Ordine delle Carmelitane Scalze, dicevamo il loro martirio è compreso nella grande carneficina che insanguinò la Spagna con la Guerra Civile del 1936-39.
Per opportunità politiche, per lungo tempo, si è steso un velo su quegli sconvolgimenti che coinvolsero una parte della cattolicissima Spagna, ma soprattutto la Chiesa di quelle diocesi, che fra vescovi, sacerdoti diocesani, seminaristi, religiosi e suore di tanti Ordini monastici, subì la perdita di più di 7.300 membri, tutti martiri della barbarie anticattolica, che si era scatenata con la Guerra Civile, fra nazionalisti e miliziani rossi.
Nel cieco furore della caccia ai religiosi, non si badò se fossero sacerdoti o suore, se impegnati nelle corsie degli ospedali o maestri indiscussi del sapere nelle scuole, ne se fossero molto vecchi e malati o giovani studenti dei seminari e collegi, ne suore chiuse nel silenzio della clausura o dedite all’assistenza di orfani; la loro morte fu voluta perché membri della Chiesa e questo dà loro il titolo di martiri.
Cambiate le situazioni politiche in Europa, si stanno portando alla luce e quindi alla conoscenza del popolo cattolico, queste eroiche figure, che hanno subito sofferenze e morte violenta, in Spagna come in altre Nazioni europee; precorrendo il grande disastro della Seconda Guerra Mondiale, con tanti altri martiri uccisi dai regimi totalitari che si sono succeduti, nell’insanguinato Novecento.
Papa Giovanni Paolo II, durante il suo lungo pontificato ne ha beatificati a centinaia e tanti stanno per esserlo, con il completamento delle Cause accertanti il martirio, le virtù, i miracoli di ognuno.
E il 29 marzo 1987, nella Basilica di S. Pietro, beatificò le tre monache professe dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, fissandone la festa comune al 24 luglio.
Per ognuna c’è una scheda propria in questo sito, con un’introduzione unica, che comprende anche la parte finale della loro vita, perché Dio volle che morissero insieme.
La città di Guadalajara il 22 luglio 1936, cadde in mano ai miliziani rossi e la carmelitane del monastero di S. Giuseppe, dovettero abbandonarlo in abiti civili e a gruppi riparare presso conoscenti.
Il 24 luglio le tre religiose mentre cercavano un luogo più sicuro, furono riconosciute per strada da una miliziana rossa, la quale incitò i suoi compagni che erano con lei, a sparare su di loro. La prima a cadere fu Maria Angeles che morì quasi subito; poi fu la volta di Maria Pilar che morì dissanguata alcune ore dopo, nell’ospedale della Croce Rossa dove era stata trasportata, invocando da Dio il perdono per i suoi uccisori; infine per ultima venne uccisa la più giovane, Teresa del Bambino Gesù, la quale dopo aver resistito a delle offerte disoneste, fu fucilata presso il cimitero, mentre gridava: “Viva Cristo Re”.
Per fortuna in tanto orrore che imperversava nelle città e paesi, i corpi furono subito raccolti e identificati e quindi poterono essere conservati e il 10 luglio 1941 debitamente riconosciuti; due giorni dopo le salme vennero trasferite solennemente al loro Carmelo di Guadalajara, dove sono state sempre oggetto di devozione dei fedeli, che vi giungono in pellegrinaggio.
Il primo processo per il riconoscimento del martirio, venne fatto a Guadalajara - Siguenza negli anni 1955-58; dopo il ‘silenzio’ imposto a tutte le Cause relative ai martiri della Guerra Civile spagnola, essa fu ripresa nel 1982 e dopo tutti i successivi processi positivi, si giunse alla beatificazione come detto all’inizio.
Si aggiunge qualche cenno sulla vita di Maria Pilar:
Jacoba Martínez García nacque a Tarazona (Saragozza) in Spagna, il 30 dicembre 1877 e battezzata lo stesso giorno. In famiglia ci fu già la sorella maggiore che scelse il Carmelo, e che al tempo della Guerra Civile era priora del monastero di S. Giuseppe di Guadalajara.
Jacoba che aveva trascorso i primi anni in famiglia e la gioventù accanto al fratello sacerdote a Torellas e poi a Corella, collaborando attivamente all’azione pastorale, rimase commossa dalla professione carmelitana della sorella maggiore e ciò determinò la sua scelta di entrare nello stesso Carmelo il 12 ottobre 1898 a 21 anni, facendo la vestizione e prendendo il nome di Maria Pilar di s. Francesco Borgia. Dopo l’anno di noviziato fece la professione il 15 ottobre 1899; nella sua vita di religiosa ebbe l’incarico di sagrestana e di rotaria (portinaia), fu una suora di profonda fede e di grande devozione eucaristica.
Notizie su di lei ce ne sono giunte poche, del resto era una suora di clausura e la sua vita, come quelle delle consorelle si consumò nell’amore di Dio e nel nascondimento; nel 1930 scrisse: “Unione con Gesù, fare tutte le cose per Suo amore, spiritualizzandole per amore di Dio, in modo che tutto sia compiuto in Dio e per Dio”, proposito che si sforzò di vivere con una gioiosa coerenza.
Nel 1933 scrisse: “Perché sono carmelitana? Per essere un’anima tutta di Dio ed essere una grande santa”; negli ultimi giorni di quel luglio 1936, si offrì vittima a Dio, per la salvezza e l’incolumità delle consorelle, accettando anche l’idea di un possibile martirio: “Se ci porteranno al martirio, vi andremo cantando, come le nostre martiri di Compiègne. Canteremo: Cuore di Gesù, tu regnerai”.
Quando fu barbaramente uccisa aveva 59 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2004-03-10

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