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> Home > Sezione M > Beata Maria degli Angeli di S. Giuseppe (Marciana Valtierra Tordesillas) Condividi su Facebook Twitter

Beata Maria degli Angeli di S. Giuseppe (Marciana Valtierra Tordesillas) Carmelitana, martire

24 luglio

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Gerafe (Madrid), 6 marzo 1905 – Guadalajara (Spagna), 24 luglio 1936

Martirologio Romano: A Guadalajara in Spagna, beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia (Giacoma) Martínez García, Teresa di Gesù Bambino (Eusebia) García García e Mariangela di San Giuseppe (Marciana) Voltierra Tordesillas, vergini dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martiri, che in tempo di persecuzione raggiunsero la corona del martirio acclamando con gioia Cristo Sposo.


La vicenda del martirio di suor Maria degli Angeli di S. Giuseppe, al secolo Marciana Valtierra Tordesillas e delle sue due compagne di martirio, suor Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce, al secolo Eusebia García y García, e suor Maria Pilar di S. Francesco Borgia, al secolo Jacoba Martínez García, tutte e tre appartenenti all’Ordine delle Carmelitane Scalze, dicevamo il loro martirio è compreso nella grande carneficina che insanguinò la Spagna con la Guerra Civile del 1936-39.
Per opportunità politiche, per lungo tempo, si è steso un velo su quegli sconvolgimenti che coinvolsero una parte della cattolicissima Spagna, ma soprattutto la Chiesa di quelle diocesi, che fra vescovi, sacerdoti diocesani, seminaristi, religiosi e suore di tanti Ordini monastici, subì la perdita di più di 7.300 membri, tutti martiri della barbarie anticattolica, che si era scatenata con la Guerra Civile, fra nazionalisti e miliziani rossi.
Nel cieco furore della caccia ai religiosi, non si badò se fossero sacerdoti o suore, se impegnati nelle corsie degli ospedali o maestri indiscussi del sapere nelle scuole, ne se fossero molto vecchi e malati o giovani studenti dei seminari e collegi, ne suore chiuse nel silenzio della clausura o dedite all’assistenza di orfani; la loro morte fu voluta perché membri della Chiesa e questo dà loro il titolo di martiri.
Cambiate le situazioni politiche in Europa, si stanno portando alla luce e quindi alla conoscenza del popolo cattolico, queste eroiche figure, che hanno subito sofferenze e morte violenta, in Spagna come in altre Nazioni europee; precorrendo il grande disastro della Seconda Guerra Mondiale, con tanti altri martiri uccisi dai regimi totalitari che si sono succeduti, nell’insanguinato Novecento.
Papa Giovanni Paolo II, durante il suo lungo pontificato ne ha beatificati a centinaia e tanti stanno per esserlo, con il completamento delle Cause accertanti il martirio, le virtù, i miracoli di ognuno.
E il 29 marzo 1987, nella Basilica di S. Pietro, beatificò le tre monache professe dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, fissandone la festa comune al 24 luglio.
Per ognuna c’è una scheda propria in questo sito, con un’introduzione unica, che comprende anche la parte finale della loro vita, perché Dio volle che morissero insieme.
La città di Guadalajara il 22 luglio 1936, cadde in mano ai miliziani rossi e la carmelitane del monastero di S. Giuseppe, dovettero abbandonarlo in abiti civili e a gruppi riparare presso conoscenti.
Il 24 luglio le tre religiose mentre cercavano un luogo più sicuro, furono riconosciute per strada da una miliziana rossa, la quale incitò i suoi compagni che erano con lei, a sparare su di loro. La prima a cadere fu Maria Angeles che morì quasi subito; poi fu la volta di Maria Pilar che morì dissanguata alcune ore dopo, nell’ospedale della Croce Rossa dove era stata trasportata, invocando da Dio il perdono per i suoi uccisori; infine per ultima venne uccisa la più giovane, Teresa del Bambino Gesù, la quale dopo aver resistito a delle offerte disoneste, fu fucilata presso il cimitero, mentre gridava: “Viva Cristo Re”.
Per fortuna in tanto orrore che imperversava nelle città e paesi, i corpi furono subito raccolti e identificati e quindi poterono essere conservati e il 10 luglio 1941 debitamente riconosciuti; due giorni dopo le salme vennero trasferite solennemente al loro Carmelo di Guadalajara, dove sono state sempre oggetto di devozione dei fedeli, che vi giungono in pellegrinaggio.
Il primo processo per il riconoscimento del martirio, venne fatto a Guadalajara - Siguenza negli anni 1955-58; dopo il ‘silenzio’ imposto a tutte le Cause relative ai martiri della Guerra Civile spagnola, essa fu ripresa nel 1982 e dopo tutti i successivi processi positivi, si giunse alla beatificazione come detto all’inizio.
Si aggiunge qualche cenno sulla vita di Maria degli Angeli:
Marciana Valtierra Tordesillas nacque a Gerafe (Madrid) il 6 marzo 1905, poco lontano dal Cerro de los Angeles; era l’ultima dei dieci figli di una famiglia benedetta, perché ben quattro vocazioni religiose sbocciarono fra loro e dei quali due subirono il martirio, Marciana e il fratello Celestino delle Scuole Pie.
Marciana fu educata in famiglia dalla sorella Marcellina, che diventò poi monaca Concezionista; in seguito si formò presso le Suore della S. Famiglia di Gerafe. Avendo letto e meditato il libro “Storia di un’anima” di S. Teresa di Lisieux, fu attirata fin da ragazza dal Carmelo, dove non poté entrare subito, per le necessità familiari.
Si dedicò alle opere parrocchiali, collaborando alle Conferenze di S. Vincenzo, alle Missioni; diventando collaboratrice assidua del carmelitano Venerabile Giovanni Vincenzo Zengotita (1862-1943) specie nella diffusione dei “Cuori Mariani” per le missioni, di cui divenne membro il 29 marzo 1924.
A 24 anni il 14 luglio 1929 entrò nel Carmelo di S. Giuseppe di Guadalajara, dove nel 1930 iniziò il noviziato prendendo il nome di Maria degli Angeli di S. Giuseppe; il 21 gennaio 1934 fece la professione solenne.
Complessivamente visse nel monastero solo sei anni, eppure ebbe il tempo di dimostrare le virtù che possedeva e praticava; una forte carità verso Dio e il prossimo, moderazione, prudenza e una straordinaria maturità.
Quando ancora non si sapeva niente degli avvenimenti, che le avrebbe coinvolte, espresse alla priora il desiderio di morire martire. Quando fu uccisa dai miliziani rossi aveva 31 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2004-03-10

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