Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione T > Beata Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce (Eusebia Garcia) Condividi su Facebook Twitter

Beata Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce (Eusebia Garcia) Carmelitana, martire

24 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Mochales (Guadalajara), 5 marzo 1909 – Guadalajara (Spagna), 24 luglio 1936

Martirologio Romano: A Guadalajara in Spagna, beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia (Giacoma) Martínez García, Teresa di Gesù Bambino (Eusebia) García García e Mariangela di San Giuseppe (Marciana) Voltierra Tordesillas, vergini dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martiri, che in tempo di persecuzione raggiunsero la corona del martirio acclamando con gioia Cristo Sposo.


La vicenda del martirio di suor Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce, al secolo Eusebia García y García e delle sue due compagne di martirio, suor Maria Pilar di S. Francesco Borgia, al secolo Jacoba Martínez García e suor Maria degli Angeli di S. Giuseppe, al secolo Marciana Valtierra Tordesillas, tutte e tre appartenenti all’Ordine delle Carmelitane Scalze, dicevamo il loro martirio è compreso nella grande carneficina che insanguinò la Spagna con la Guerra Civile del 1936-39.
Per opportunità politiche, per lungo tempo, si è steso un velo su quegli sconvolgimenti che coinvolsero una parte della cattolicissima Spagna, ma soprattutto la Chiesa di quelle diocesi, che fra vescovi, sacerdoti diocesani, seminaristi, religiosi e suore di tanti Ordini monastici, subì la perdita di più di 7.300 membri, tutti martiri della barbarie anticattolica, che si era scatenata con la Guerra Civile, fra nazionalisti e miliziani rossi.
Nel cieco furore della caccia ai religiosi, non si badò se fossero sacerdoti o suore, se impegnati nelle corsie degli ospedali o maestri indiscussi del sapere nelle scuole, ne se fossero molto vecchi e malati o giovani studenti dei seminari e collegi, ne suore chiuse nel silenzio della clausura o dedite all’assistenza di orfani; la loro morte fu voluta perché membri della Chiesa e questo dà loro il titolo di martiri.
Cambiate le situazioni politiche in Europa, si stanno portando alla luce e quindi alla conoscenza del popolo cattolico, queste eroiche figure, che hanno subito sofferenze e morte violenta, in Spagna come in altre Nazioni europee; precorrendo il grande disastro della Seconda Guerra Mondiale, con tanti altri martiri uccisi dai regimi totalitari che si sono succeduti, nell’insanguinato Novecento.
Papa Giovanni Paolo II, durante il suo lungo pontificato ne ha beatificati a centinaia e tanti stanno per esserlo, con il completamento delle Cause accertanti il martirio, le virtù, i miracoli di ognuno.
E il 29 marzo 1987, nella Basilica di S. Pietro, beatificò le tre monache professe dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, fissandone la festa comune al 24 luglio.
Per ognuna c’è una scheda propria in questo sito, con un’introduzione unica, che comprende anche la parte finale della loro vita, perché Dio volle che morissero insieme.
La città di Guadalajara il 22 luglio 1936, cadde in mano ai miliziani rossi e la carmelitane del monastero di S. Giuseppe, dovettero abbandonarlo in abiti civili e a gruppi riparare presso conoscenti.
Il 24 luglio le tre religiose mentre cercavano un luogo più sicuro, furono riconosciute per strada da una miliziana rossa, la quale incitò i suoi compagni che erano con lei, a sparare su di loro. La prima a cadere fu Maria Angeles che morì quasi subito; poi fu la volta di Maria Pilar che morì dissanguata alcune ore dopo, nell’ospedale della Croce Rossa dove era stata trasportata, invocando da Dio il perdono per i suoi uccisori; infine per ultima venne uccisa la più giovane, Teresa del Bambino Gesù, la quale dopo aver resistito a delle offerte disoneste, fu fucilata presso il cimitero, mentre gridava: “Viva Cristo Re”.
Per fortuna in tanto orrore che imperversava nelle città e paesi, i corpi furono subito raccolti e identificati e quindi poterono essere conservati e il 10 luglio 1941 debitamente riconosciuti; due giorni dopo le salme vennero trasferite solennemente al loro Carmelo di Guadalajara, dove sono state sempre oggetto di devozione dei fedeli, che vi giungono in pellegrinaggio.
Il primo processo per il riconoscimento del martirio, venne fatto a Guadalajara - Siguenza negli anni 1955-58; dopo il ‘silenzio’ imposto a tutte le Cause relative ai martiri della Guerra Civile spagnola, essa fu ripresa nel 1982 e dopo tutti i successivi processi positivi, si giunse alla beatificazione come detto all’inizio.
Si aggiunge qualche cenno sulla vita di Teresa del Bambino Gesù:
Eusebia García y García, nacque a Mochales (Guadalajara) il 5 marzo 1909 ; fu educata in famiglia e a sette anni fu portata a Siguenza in casa dello zio materno, Florentino García, sacerdote, canonico e segretario del vescovo, che morì anch’egli vittima della persecuzione di quel tempo.
Come l’altra consorella Maria degli Angeli, anche Eusebia fu affascinata dalla lettura di “Storia di un’anima” della grande mistica carmelitana francese s. Teresa di Lisieux; con la guida dello zio s’impegnò per una vita religiosa, fra i nove e gli undici anni fece il voto di castità.
Ricevé un’educazione appropriata presso le Orsoline; quando lasciò il Collegio, con la guida del santo zio entrò nel Carmelo di Guadalajara il 2 maggio 1925, ricevendone l’abito e assumendo il nome di Teresa del Bambino Gesù e di S. Giovanni della Croce, il 4 novembre dello stesso anno.
Fece la prima professione con questo programma di vita: “Canterò in eterno le misericordie del Signore. Il mio motto: l’amore si paga con l’amore…”. Il 6 marzo 1936 fece la professione solenne, continuando nel cammino della perfezione con un impegno straordinario, stabilendosi delle norme di vita molto precise, dando ad ogni atto il sigillo di tre grandi realtà: “Amore, fedeltà, abbandono”.
Aveva un’anima di artista e grande musicista era felice di darsi e consumarsi per il prossimo. Sentendo approssimarsi la bufera della rivoluzione che l’avrebbe travolta insieme alle sue consorelle, affermò: “Potessi ripetere questo grido di ‘Viva Cristo Re’ sotto la ghigliottina”. E questa esclamazione fu veramente l’ultima cosa che poté proferire, quando fu uccisa a soli 27 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

_____________________
Aggiunto il 2004-03-10

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati