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Beata Matilde del Sagrado Corazon Tellez Robles Fondatrice

17 dicembre

Robledillo de la Vera, Spagna, 30 maggio 1841 - 17 dicembre 1902

Fondò la Congregazione delle Figlie di Maria Madre della Chiesa. Educata fin da piccola nella fede cristiana, molto giovane decise di dedicarsi totalmente al Signore, nonostante il padre volesse per lei una brillante vita sociale. Oggi la congregazione è presente in Spagna, Portogallo, Italia, Venezuela, Colombia, Perù, Messico.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Don Benito vicino a Badajoz in Spagna, beata Matilde del Sacro Cuore Téllez Robles, vergine, che, vedendo nel prossimo suo l’immagine di Cristo stesso, si dedicò con premura all’aiuto anzitutto materiale, ma anche spirituale, dei bisognosi e fondò a tal fine la Congregazione delle Figlie di Maria Madre della Chiesa.


Come da copione: un’altra vocazione forte, limpida, entusiasta, contrastata da un papà che sogna per la propria figlia un buon partito e un roseo avvenire. Matilde Téllez Robles nasce nel 1841 in Spagna, nei pressi di Cáceres, ma quasi subito la famiglia si trasferisce vicino a Salamanca.
In famiglia si respira un clima profondamente cristiano, soprattutto per merito di mamma, che ai suoi quattro figli insegna subito ad amare il Signore e ad essere attenti ai bisogni dei poveri. Anche papà, notaio famoso e facoltoso, è un buon cristiano, ma per i suoi figli vuole una brillante vita sociale e resta profondamente deluso dalla sua secondogenita, che invece manifesta fin da bambina i chiari segni della vocazione religiosa. E dato che questa con il passar degli anni non accenna a diminuire, anzi arriva quasi al punto di concretizzarsi, papà passa all’attacco cronometrando il tempo che la figlia passa in chiesa e costringendola ad entrare nella vita di società.
Ma non è certamente tutto questo che può incrinare una vocazione solida, anzi alla fine chi deve cedere è proprio papà, che si vede costretto a lasciar libera Matilde di seguire la sua inclinazione. Il che equivale a lasciare un puledro a briglie sciolte: la ragazza si tuffa nell’apostolato, è presidentessa delle Figlie di Maria, infermiera per le Conferenze di San Vincenzo, catechista e insegnante volontaria, in una vorticosa attività che ha come centro e motivo ispiratore un solo pensiero: portare le anime a Cristo. Soprattutto, quella giovane ragazza si sente attirata dall’Eucaristia, brucia di amore per quella silenziosa Presenza nel tabernacolo, trascorre intere ore in adorazione, coniugando in modo intelligente azione e contemplazione.
A poco più di 30 anni scrive al papa Pio IX per confidargli il desiderio, coltivato da anni, di fondare un istituto religioso, ma è di nuovo papà ad ostacolarla, questa volta a causa del clima anticlericale che si respira in Spagna. Quando è finalmente libera di realizzare la sua vocazione, delle sette compagne disposte a seguirla ne è rimasta una sola, con la quale accoglie in casa un gruppo di orfanelle, si dedica all’insegnamento delle bambine povere e passa di casa in casa a curare i malati.
Nascono così, in mezzo alle critiche di chi ritiene quella fondazione un’autentica pazzia, le “Amanti di Gesù e Figlie di Maria Immacolata”. Nella loro casa si respira lo spirito di Nazaret, tutta la vita ruota attorno al tabernacolo, la Madonna è amata in modo particolare. Così le suore trovano il coraggio di tuffarsi anche in una terribile epidemia di colera, di trascorrere tanto tempo in adorazione, di dedicarsi interamente ai poveri e ai malati, fedeli al motto “Preghiera, azione, sacrificio” trasmesso loro da Matilde. Che a soli 61 anni è completamente consumata dalla sua dedizione, dall’intenso lavoro, dalle malattie e muore improvvisamente il 17 dicembre 1902, attorniata dalle sue figlie.
Queste, oggi, si chiamano “Figlie di Maria Madre della Chiesa, sono presenti in Europa e in America Latina e continuano ad essere una “eucaristia perenne” come ha insegnato loro la fondatrice, che Giovanni Paolo II ha beatificato il 21 marzo dello scorso anno.


Autore:
Gianpiero Pettiti

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Aggiunto il 2007-05-27

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