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Santa Paolina Vergine e martire

31 dicembre

Venerata a Borgosesia.


La Collegiata dei Santi Pietro e Paolo in Borgosesia ebbe in dono le reliquie di questa santa, estratte, in un anno non precisato, dalla catacomba di Priscilla, grazie a don Carlo Gibellini canonico a Novara, appartenente alla nobile famiglia del luogo, che lo ottenne attraverso non meglio specificate conoscenze negli ambienti della curia romana, al tempo del pontificato di papa Clemente IX. Per collocare la reliquia, donata nel 1668, venne scelta la cappella di San Francesco, di patronato della stessa famiglia Gibellini e fu realizzata un’apertura sopra la mensa dell’altare, penalizzando la pala che vi è ancora conservata. Tale sistemazione risultò presto inadeguata e, seguendo il gusto dell’epoca, si progettò la costruzione di un apposito ambiente da destinare esclusivamente al culto della santa. Lo scurolo, realizzato nella zona sottostante il presbiterio, fu portato a termine nel 1712, ma soltanto nel 1821 si trasportò il corpo di Paolina, ricomposto in una ricca urna di legno dorato e cristalli. L’attuale sistemazione, nuovamente nel loculo originario della cappella di San Francesco, risale al 1948, quando, senza una ragione precisa, si decise di rimuovere l’urna dallo scurolo; l’ambiente, decorato con affreschi che riproducono le allegoriche figure delle Virtù Cristiane e la gloria della presunta martire, venne inopportunamente destinato a ripostiglio della chiesa, funzione che svolge ancora attualmente. Questo nuovo ulteriore spostamento, poco consono, comportò la sostituzione dell’urna antica con l’attuale di più modesta fattura. Nel dicembre dello stesso anno, il teschio venne ricoperto da un leggero strato di cera e dotato di capelli veri, donati dalla bambina Giuliana Pagani, l’anello, il braccialetto d’oro e la corona d’argento, furono invece donati nel 1921; nell’urna venne sistemato anche il “vaso di sangue” racchiuso in un cilindro di vetro. Le reliquie vennero attribuite all’omonima presunta vergine e martire di Roma, ricordata con altre compagne al giorno 31 dicembre e indicata, sia dal Martirologio Geronimiano sia dall’itinerario De locis sanctis martyrum, deposta nella catacomba dei Giordani. Una tale identificazione non sembra però del tutto sostenibile in quanto, a prescindere dalla storicità del gruppo di vergini e martiri di cui Paolina farebbe parte, la reliquia conservata a Borgosesia non proviene dalla catacomba dei Giordani ma da quella di Priscilla, come indicato nei documenti: due complessi cimiteriali che, pur situati entrambi sulla Via Salaria Nova, sono distinti. Inoltre, la prima attestazione in età moderna del complesso dei Giordani risale al 1720, in un’opera del Marangoni, quando già da tempo il corpo santo era presente nel borgo valsesiano. Confusione tra le due catacombe venne compiuta anche dal Baronio nella compilazione del Martirologio Romano cui poi si attinsero le notizie per promuovere in loco il culto di Paolina. Nemmeno le indagini archeologiche, compiute negli anni sessanta del novecento all’interno del complesso dei Giordani, hanno permesso di fare maggiore chiarezza sul gruppo delle sette giovani che le fonti vorrebbero lì venerate, né di localizzare l’eventuale loro sepoltura. Nel 1683 la comunità borgosesiana fece richiesta alla curia diocesana di poter celebrare la festa in onore della santa nell’ultima domenica di settembre, anniversario della sistemazione della reliquia nella cappella di San Francesco (1682). La motivazione presentata per lo spostamento di data rispetto alla ricorrenza del 31 dicembre, giorno a cui il martirologio assegna il ricordo del gruppo di martiri cui si credeva facesse parte anche Paolina, fu che in tale data ricorreva già la memoria del pontefice San Silvestro. In realtà dietro a questa richiesta è forse possibile vedere un tentativo di slegare, almeno a livello liturgico, il legame tra questo corpo santo e la santa omonima, in conformità, come si vedrà, con la prassi che regolava il recupero dei corpi santi; non si comprende, infatti, perché il ricordo di San Silvestro, che non ha mai goduto di particolare culto a Borgosesia, fosse d’impedimento alla celebrazione della presunta martire. Avendo ricevuto il benestare della curia, da quell’anno la festa di Santa Paolina è stata celebrata nell’ultima domenica di settembre, questo fino agli anni settanta del secolo scorso, quando è cessata ogni forma pubblica di culto nei suoi confronti. Particolari festeggiamenti, che prevedevano il solenne trasporto dell’urna per le vie della città, si tennero in occasione dello spostamento della reliquia nello scurolo (29 giugno – 1 luglio 1821), nell’anno seguente al centenario di tale spostamento (1 – 3 luglio 1922) ed infine dopo venticinque anni (27 – 29 giugno 1948). A curare l’organizzazione di queste manifestazioni e per promuovere il culto della santa era attiva in parrocchia un’associazione che ne portava il nome, tra i cui membri vi erano molte ragazze e giovani non sposate della città.


Autore:
Damiano Pomi

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Aggiunto il 2004-10-28

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