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Beata Maria Ludovica (Antonina) De Angelis Missionaria

25 febbraio

San Gregorio (L’Aquila), 24 ottobre 1880 – La Plata (Argentina), 25 febbraio 1962

Antonina (1880-1962), è nata in Italia ma, dopo aver aderito alla Congregazione delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, si trasferì nell'ospedale pediatrico de La Plata, in Argentina, dove trascorse il resto della sua vita. Fu amministratrice dell'ospedale e, per qualche tempo, anche superiora. La sua specialità fu la carità verso i malati e verso il personale ospedaliero, medici ed infermieri. L'eroicità delle sue virtù è stata riconosciuta nel 2001.


Antonina De Angelis, questo il suo nome da laica, nacque il 24 ottobre 1880 a San Gregorio in provincia de L’Aquila; primogenita degli otto figli di Ludovico De Angelis e Santa Colaianni, umili e religiosi contadini, i quali seppero infondere nei numerosi figli, i principi del cristianesimo.
Come primogenita Antonina fin da bambina aiutò la madre nell’accudire i suoi fratelli, divenendone così balia, maestra e modello, in pratica una seconda madre.
Per questi impegni non riuscì a frequentare con assiduità la scuola, ciò nonostante imparò a leggere e scrivere recandosi a casa di una maestra; sia in famiglia sia in chiesa, imparò il catechismo che non smise mai d’insegnare; altro amore che portò sempre con sé, fu la dedizione ai lavori nei campi; già adolescente aiutava il padre nei lavori agricoli e nella vendita dei prodotti.
Nel contempo cresceva robusta e carina e pretendenti al matrimonio non mancarono, anche se Antonina li rifiutò sistematicamente; nel suo animo c’era un’inquietudine, perché avvertiva il desiderio di farsi religiosa, la madre si opponeva perché suo desiderio era di vederla sposata e avere tanti nipoti.
Antonina parlò di ciò con il parroco Samuel Tarquini che la guidò e l’aiutò in tutto, tanto da farle conoscere le Suore della Misericordia, e le fornì anche la dote.
Il 14 novembre del 1904 entrò come postulante nel noviziato delle Suore della Misericordia, fondate da s. Maria Giuseppa Rossello (1811-1880), nella Casa madre di Savona nell’incantevole Riviera Ligure; nell’anno successivo, con il nome di Maria Ludovica fece la sua prima professione il 3 maggio 1905, ricevendo il mandato missionario.
Il 14 novembre 1907 s’imbarcò a Genova per l’Argentina insieme a tanti emigranti, raggiunse Buenos Aires e si soffermò con le consorelle già in missione in quella città fin dopo il Natale, poi si trasferì a La Plata nel piccolo Ospedale de Ninos (dei bambini) che consisteva a quel tempo in due sale in legno circondate da una recinzione di filo spinato.
Venne assegnata in cucina e nella dispensa, ovviamente per la sua scarsa istruzione non poteva essere né infermiera né maestra; ma s’impegnò a gestire il suo compito in modo così perfetto che il dottor Carlos S. Cometto la propose come amministratrice, carica che mantenne fino ai suoi ultimi giorni.
E l’amministrazione dell’Ospedale sarà il campo della sua santificazione, non un chiostro silenzioso, ma il contatto giornaliero con fornitori, nel controllo delle merci, nel disporre il cibo per i bambini ammalati, nel controllare le pulizie, nell’evitare sprechi, nell’incoraggiare il personale dell’Ospedale a svolgere i loro compiti con responsabilità e sollecitudine.
In definitiva mettere in pratica, lei quasi analfabeta, le tre caratteristiche principali di ogni buon amministratore: Vedere, prevedere, provvedere.
Madre Ludovica lottò per ampliare l’Ospedale, dotandolo di attrezzature moderne e di personale qualificato, stimolando il contributo di tanti benefattori. L’Ospedale per Bambini di La Plata su disposizione del Ministro della Sanità argentino è oggi intitolato “Superiora suor Maria Ludovica”.
Fondò inoltre il sanatorio di Punta Magotes a Mar del Plata per assistere i bambini affetti da tubercolosi e dalle malattie respiratorie; desiderando che ai bambini non mancasse nulla, con l’aiuto della Provvidenza acquistò alcuni ettari di terreno a City Bell, costruendo una fattoria e istituendo un centro di produzione di prodotti freschi per i bambini, frutta, verdure, latte, farinacei; compreso un centro di spiritualità con chiesa e parrocchia, catechesi, missioni popolari.
Si occupò dei bambini orfani e abbandonati, allevandoli e educandoli, trasformando l’ospedale in un focolare e in una scuola. Come molti santi, suor Ludovica sperimentò ‘la croce’ di Gesù nel corpo e nello spirito, afflitta da malattie, angosciata da incomprensioni e calunnie, fece fronte a ciò con il silenzio, il perdono e la preghiera.
Soffrì per molti anni dei postumi di una malattia renale acuta, che nel 1935 le causò l’asportazione di un rene, ipertensione alta e edemi polmonari; l’insonnia l’accompagnò per buona parte della sua vita, occupava quelle ore notturne con la preghiera e con il cucire abiti liturgici per le varie cappelle, oppure girando per le sale di degenza a controllare i piccoli pazienti.
All’inizio del 1962 si manifestò un tumore all’addome; accettò con profonda pace la volontà di Dio, dicendo spesso: “Dio lo vuole! Lui sa quello che fa! Sia fatta la Sua volontà!”.
Il 25 febbraio 1962 morì a La Plata nell’Ospedale dei Bambini, circondata dall’affetto e dalla riconoscenza della popolazione. Il suo motto più incisivo fu: “Fare del bene a tutti, non importa a chi”; aveva guidato con energia e amore l’Ospedale per 54 anni.
Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata il 3 ottobre 2004 in Piazza S. Pietro a Roma.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2004-11-06

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