Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Gabriele Taborin Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Gabriele Taborin Fondatore

.

Belleydoux, Francia, 1 novembre 1799 – Belley, Francia, 24 novembre 1864


Per beatificare fratel Gabriele Taborin manca soltanto il miracolo. È ciò che attendono i suoi eredi, i Fratelli  della Sacra Famiglia, che seguono il suo carisma da più di 160 anni, ancorati ad una spiritualità ispirata alla Santa Famiglia di Nazaret, Trinità terrena e prima chiesa. I ministeri che Taborin ha esercitato fin da ragazzo, quello di catechista e di insegnante, lo hanno reso missionario a tutto campo, testimone e banditore instancabile di Vangelo e di fraternità, portatore di un messaggio  di profonda e forte attualità.
Fratel Gabriele nasce il 1° novembre 1799 nel piccolo paese di Belleydoux, in Francia. Sono trascorsi appena dieci anni dallo scoppio della Rivoluzione fratricida che, in nome della libertà, dell’uguaglianza, della fraternità, azionava senza sosta la ghigliottina e perseguitava la Chiesa di Cristo. Proprio quando Gabriele viene al mondo il suo paese  non ha parroco, unito alla sorte degli altri sacerdoti, costretti all’esilio o alla clandestinità. Nella diocesi non c’è neppure il vescovo e nella Chiesa la Cattedra di Pietro è vacante: Pio VI era deceduto a Valence il 29 agosto e il suo successore, il grande Pio VII, sarà eletto soltanto il 14 marzo del 1800.
Ultimo di sette fratelli, Gabriele cresce in una famiglia economicamente solida e profondamente cattolica. Sin dai primi anni assorbe il clima di ricostruzione della società e della comunità cristiana, profondamente trasformate, secolarizzate e deteriorate nel corso di quei tragici anni. Nel 1813 il cardinale Fesch, zio di Napoleone, gli conferisce la cresima ad Oyonax. Giovane brillante e preparato, Gabriele apre una scuola nella casa paterna e diventa maestro: è il primo a diventarlo a Belleydoux, ma è anche catechista, cantore, sagrestano della sua parrocchia.
Pochi mesi dopo la fondazione dei Fratelli della Sacra Famiglia alcuni francesi dissero: «Questo Istituto risponde pienamente ai bisogni del nostro Paese». Oggi questo stesso Istituto risponde pienamente alle istanze annunciate nel Concilio Vaticano II: una maggiore valorizzazione del laicato con la sua inserzione sempre più viva nella parrocchia e con la formazione di testimoni che a contatto con la gioventù la «inquietino e la formino non tanto con le parole quanto piuttosto con la vita». Fratel Gabriele ebbe idee intuitive e in anticipo per i propri tempi. Conobbe  per esperienza le necessità delle parrocchie e comprese l’esigenza di affiancare al sacerdote qualcuno per aiutarlo nel suo compito pastorale. Occorreva aiutare, alleggerire, facilitare, completare e assicurare la funzione  del prete, il più delle volte sovraccarico di mansioni che non gli appartenevano e sciupando di conseguenza le forze del suo ministero.
Non fu compreso, anzi venne ostacolato. Nel XIX secolo l’idea di una collaborazione fra laico e prete veniva interpretata come usurpazione dell’autorità sacerdotale. Perciò si tentò di distogliere e dissuadere fratel Gabriele dal suo obiettivo, oppure si abusò dei servizi dei Fratelli, trasformandoli a volte in una specie di impiegati parrocchiali, a volte in servi a buon mercato, ai quali si domandavano i lavori più ingrati.
Già negli anni Venti, prima della vestizione e della nascita ufficiale dei Fratelli della Sacra Famiglia, che avverrà il 23 aprile 1835, Taborin indica che cosa deve essere la vocazione religiosa di ausiliario: non si tratta della tranquillità di un funzionario ligio al suo dovere, ma la consacrazione totale della persona votata all’impegno attivo e spirituale nella comunità ecclesiastica. Una vera e propria lezione contro l’imborghesimento dei religiosi, un ammaestramento alle necessità di tutti e di generosità da rinnovare giorno per giorno. Comprese che il prete è troppo solo e che l’ausiliare avrebbe potuto accompagnarlo nel suo cammino di pastore, preservandolo dalle tentazioni di autoritarismo. L’ausiliare dunque, intermediario ideale fra prete e popolo, è colui che prosegue e prolunga l’insegnamento del sacerdote, perciò sarà principalmente catechista ed educatore.
Insomma, in un secolo corroso dal soggettivismo, fratel Gabriele ha dato prova di senso comunitario, forte ma discreto. La catechesi e l’insegnamento furono l’idea-luce, il culto e la collaborazione parrocchiale l’idea-forza per il passaggio dal sapere all’essere autentici cristiani. Visse in pienezza il sacerdozio battesimale, comune a tutto il popolo di Dio. Far sì che tale popolo fosse veramente una stirpe regale, un’assemblea sacerdotale, fu ciò che fratel Gabriele cercò nella sua vita di promuovere.
Il 3 novembre 1838 emise i voti perpetui e fu nominato Superiore generale della congregazione. L’approvazione ufficiale dell’Istituto avvenne il 28 agosto del 1841 a firma di papa Gregorio XVI. L’anno dopo re Carlo Alberto approvò la congregazione e fece aprire a Torino le attività di fratel Taborin.
In una circolare stilata il 15 agosto 1853 da fratel Gabriele, egli constata che gli vengono richiesti «più di undicimila fratelli»: l’opera appare necessaria al clero e alla società. Eppure, precisa con vigore: «non teniamo tanto al numero quanto alla qualità dei soggetti», facendo intendere che i Fratelli devono restare, anche dopo la sua morte,  non una massa che si impone, bensì un lievito portatore dello spirito di Nazaret, fatto di fede, umiltà, carità.
Il venerabile fratel Gabriele conobbe personalmente il santo Curato d’Ars, il quale definì l’unico fondatore di un Istituto religioso nella Francia del XIX secolo «Amico di Dio». Morì il 24 novembre 1864, a 65 anni, restando religioso laico. Nonostante l’aria anticlericale e anticattolica che spirava sulla Francia dopo la caduta di Napoleone III, l’Istituto ricevette finalmente nel 1874 il riconoscimento legale dal governo. Ciò che il fondatore non aveva ottenuto in vita lo ottenne in morte; aveva detto: «Se Dio mi fa la grazia di andare in Paradiso, non dimenticherò nel riposo della gloria eterna, la cara Comunità della Sacra Famiglia, né coloro che ne sono stati i protettori e benefattori».
La sua santità è stata riconosciuta dalla Chiesa nel 1991. I Fratelli di Gabriele Taborin sono ora poche decine in Italia e poche centinaia nel mondo: la crisi vocazionale all’interno della Chiesa cattolica non li ha lasciati immuni, ma continuano, instancabili, nel determinante compito di educare i giovani all’interno delle loro scuole, dove si annuncia la buona novella, si insegna a vivere  e ad «inquietarsi di non essere inquieti».

Autore: Cristina Siccardi

 


 

Gabriele Taborin nacque a Belleydoux (Ain, Francia) il 1° novembre 1799, quindi negli ultimi giorni della Rivoluzione Francese, terminata con il colpo di stato del 9 novembre, che portò Napoleone a proclamarsi Primo Console.
Settimo ed ultimo figlio di Claudio Giuseppe Taborin e di Maria Giuseppina Poncet-Montage, assorbì dai genitori il dono della fede e ricevé dal parroco le prime istruzioni della vita cristiana.
Fu un precoce chierichetto, crebbe nell’amore alle funzioni liturgiche, preferì tutto quello che riguardava la Chiesa, la preghiera, la devozione a Maria.
Accondiscendendo alle sue inclinazioni religiose, i genitori lo mandarono convittore a Plagne e poi per tre anni a frequentare la scuola parrocchiale di Chatillon-de-Michaille, che in quel tempo di turbolenze fungeva da “piccolo seminario” per preparare i ragazzi al sacerdozio.
Tornato a Belleydoux si mise al servizio della sua parrocchia, facendo il sacrestano, il catechista e l’insegnante; ben presto si rese conto che in quel periodo uscito dalla grande Rivoluzione del 1798, esisteva un’ignoranza generalizzata e tanto disordine morale e religioso, quindi c’era tanto da rifare e in questo contesto il giovane Gabriele volle cercare di essere attivo e disponibile strumento di bene e di rinascita.
Lasciò quindi Belleydoux e si recò nel vicino capoluogo di St.-Claude, dove diede inizio ad un’esperienza di vita comune, secondo la sua spiritualità e aiutato da qualche sacerdote, chiamò quel gruppo “Fratelli di S. Giuseppe”.
Il gruppo era composto da cinque giovani, che nel 1824 vestirono l’abito religioso, assumendo il compito di servire nella chiesa cattedrale e di gestire una scuola a St.-Claude, con il permesso del vescovo mons. de Chamon.
Ma l’esperienza durò poco, perché le difficoltà fecero naufragare il tentativo, per cui i giovani si dispersero e Gabriele Taborin passò tra i Fratelli della Croce di Menestruel e come catechista a Chátillon-des-Dombes.
Era il 1827 quando nella canonica di Genay incontrò il vescovo di Belley Raymond Devie e gli espose i suoi disegni per il futuro, ne ricevé incoraggiamento ed aiuto, così nel 1829 poté aprire un convitto a Belmont nella diocesi di Belley e poi nel 1835 si adunarono i primi sei novizi del nuovo Istituto dei Fratelli della S. Famiglia e tre anni dopo vi furono le prime professioni, mentre Gabriele Taborin pronunciò i voti perpetui.
Nel 1840 lasciò Belmont per Belley sede del vescovo, espletando il suo apostolato fra i giovani e guidando la sua Istituzione, finché morì il 24 novembre 1864.
Benché sprovvisto di titoli accademici e autodidatta e rimasto in definitiva un fratello laico, seppe reggere una nascente famiglia religiosa, avendo relazioni con autorità civili ed ecclesiastiche per le necessità organizzative.
Si recò a Roma due volte e nel 1841 ottenne da papa Gregorio XVI l’approvazione del suo Istituto; riuscì ad aprire nel 1854 una missione nel Minnesota (Stati Uniti), poi chiusa; fu disponibile a tutte le richieste provenienti dalla Savoia e dalla Francia.
I suoi Fratelli della S. Famiglia, congregazione laicale, sono impegnati ad evangelizzare la gioventù nelle scuole e movimenti giovanili, a svolgere attività catechistiche e d’insegnamento nelle parrocchie e sono sparsi in quattro Continenti.
È stato definito: “Tonaca senza prete”, “Fratel Gabriele Amico di Dio”; il primo decreto per la lunga procedura per la sua beatificazione si ebbe il 13 giugno 1966 e il 14 maggio 1991 è stato dichiarato ‘venerabile’.


Autore:
Antonio Borrelli


Note:
Per approfondire: Cristina Siccardi - Semplicemente Fratello. Gabriele Taborin, amico del Curato d’Ars - Ed. San Paolo, 2010

______________________________
Aggiunto/modificato il 2011-12-28

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati . Pubblicità