La sua fanciullezza fu tutta un’avventura in continui trasferimenti familiari, influenzati dai grandi sovvertimenti della Rivoluzione Francese. Adele de Batz de Trenquelléon nacque il 10 giugno 1789 nel castello di Trenquelléon, nei pressi di Nérac in Francia. Il padre barone Carlo era comandante delle Guardie francesi, la madre era discendente da un’antica famiglia del Rouergue e di s. Luigi re di Francia. A seguito dello scioglimento del Corpo delle Guardie francesi il 31 agosto 1789, la famiglia dovette lasciare Versailles e Parigi per andare in provincia. Ma infuriando la Rivoluzione, verso la fine del 1791, suo padre il barone dovette andare in esilio per salvarsi la vita. Il resto della famiglia compresa Adele, ritornò nel castello di Trenquelléon, ma nel 1797 anche loro dovettero lasciare la Francia, andando prima in Spagna e poi in Portogallo. Verso la metà del 1800 comunque si riavvicinarono tutti verso la Francia, andando ad abitare nei dintorni della frontiera franco-spagnola a San Sebastián (Guipúzcoa) e qui il 6 gennaio 1801 Adele Batz fece la Prima Comunione. Quando fu il momento di rientrare in Francia, l’adolescente Adele chiese di restare in Spagna per entrare nel Carmelo (in Francia era stato abolito); la madre promise di farla rientrare in Spagna quando avrebbe raggiunto l’età richiesta e se nel frattempo il Carmelo non fosse stato ripristinato in Francia. Questo ci fa rendere conto che la vita interiore occupava nella dodicenne Adele una posizione primaria; ad ogni modo il 14 novembre 1801, tutta la famiglia ritornò nel castello di Trenquelléon. Poi nel 1802 si verificò un’incontro importante, giunse al castello come precettore di Carlo, il fratello minore di Adele, un certo signor Ducourneau quasi quarantenne e aspirante al sacerdozio, il quale prese ad incoraggiare Adele nella sua vocazione religiosa e compilando per lei una regola di vita, improntata alla spiritualità del Carmelo. Dopo un ritiro effettuato tra le Carmelitane, Adele ricevé la Cresima il 6 febbraio 1803; nel convento incontrò Giovanna Diché con la quale iniziò una corrispondenza settimanale stimolandosi a vicenda sulla via della perfezione spirituale; dopo nel 1804, costituirono un’associazione che prese il nome di “Piccola Società” con lo scopo di ricristianizzare le campagne; gli associati aumentarono di numero notevolmente, passando dai sette del 1805 ai 60 del 1808, fra cui anche dei preti. I membri praticavano l’esortazione reciproca aggiungendo alcune pratiche semplici, come l’appuntamento spirituale della Via Crucis o Calvario, ogni giorno alle 15; meditazione sulla morte e resurrezione con Cristo ogni venerdì; mettere in comune i propri meriti; la parola d’ordine “Mio Dio”, ecc; il contatto fra i membri era costituito da una lettera settimanale; della venerabile Adele Batz se ne conservano inedite ben 737. Al tempo della fondazione di quest’associazione, Adele aveva 15 anni e mezzo, in seguito visto la somiglianza fra la “Piccola Società” e la “Società di Maria” (Marianisti) di Bordeaux, si mise in contatto con il fondatore, il beato padre Guglielmo Giuseppe Chaminade (1761-1850). Il 20 novembre 1808 rinunciò definitivamente al matrimonio e si consacrò a Maria Immacolata, secondo i dettami del “Manuale del Servo di Maria” dello Chaminade, si votò all’assistenza dei malati, fece scuola e catechismo ai più piccoli e per tre anni curò il padre paralizzato. Pian piano maturò in lei l’ideale di fondare una comunità religiosa fra le più fedeli associate per la loro santificazione, con la preghiera, i voti religiosi, le opere indispensabili per sollevare dalla miseria fisica e morale la gente di campagna. Abbandonò così l’ideale del Carmelo e si associò con padre Chaminade nel suo progetto dei ‘Marianisti’. Il 14 giugno 1814 insieme a due compagne presero il nome di religione, Adele si chiamò Maria della Concezione, la nuova Istituzione ricevette incoraggiamento dal vescovo di Agen mons. Jacoupy, che poi l’approvò. Padre Chaminade dimorò con loro per un mese, nominando Maria della Concezione superiora del gruppo; il 27 luglio 1817, lei e le prime otto compagne fecero la loro professione. Nel 1824 il nuovo Istituto delle “Figlie di Maria Immacolata “ (Marianiste), ebbe l’approvazione ufficiale e cominciò ad espandersi in tante altre località, le attività si moltiplicarono, scuole, catechismo, ritiri di gruppo o personali, laboratori di apprendistato, attività in favore delle mendicanti (100 donne riunite ogni settimana), preparazione alla Cresima e Prima Comunione. Oltre le suore vere e proprie, la Congregazione delle Figlie di Maria era divisa in tre categorie: madri di famiglia, signorine anziane chiamate “Dame del Ritiro”, giovani e domestiche. Madre Maria della Concezione morì molto giovane a soli 38 anni, il 10 gennaio 1828 ad Agen e riposa nel coro della cappella dell’Istituto Sainte-Foy della stessa città. Il processo diocesano per la sua beatificazione si è svolto nel 1965-1966; è stata dichiarata ‘venerabile’ il 6 gennaio 1986.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2004-11-06
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