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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera R > Beato Roberto da Salle (di Sala) Condividi su Facebook

Beato Roberto da Salle (di Sala) Monaco

Festa: 18 luglio

Salle, Pescara, 1273 - 18 luglio 1341

Nel 1273 nasce a Salle, in Abruzzo, Santuccio, futuro Beato Roberto da Salle. Fin dall’infanzia si distingue per la bontà e la capacità di perdonare, preferendo la pace alla vendetta. A sedici anni entra nella comunità degli eremiti del Monte Morrone, guidata da Pietro Angeleri da Isernia, futuro papa Celestino V, di cui diventa uno dei discepoli più fedeli. Quando Pietro viene eletto pontefice, Roberto rifiuta la proposta di seguirlo nella vita curiale e persino il cardinalato, scegliendo la solitudine e la rigorosa disciplina monastica. Vive presso i monasteri celestini della Majella e, alla morte di Celestino V nel 1296, secondo la tradizione, ne percepisce misteriosamente il trapasso. Divenuto priore dei Celestini, promuove la crescita di numerosi monasteri in Abruzzo e nell’Italia centrale. La tradizione gli attribuisce anche diversi miracoli di guarigione. Muore a Morrone del Sannio nel 1341

Etimologia: Roberto deriva dal germanico Hrodberht, composto da hrod ('fama') e berht ('illustre'), con il significato di 'illustre per fama'.

Emblema: Abito monastico benedettino, talvolta raffigurato insieme ai santi della famiglia celestina.


Le notizie sulle origini di Roberto da Salle sono limitate. La tradizione lo collega al territorio di Salle, località dell'attuale provincia di Pescara, in Abruzzo, una regione che tra XII e XIII secolo divenne uno dei centri più importanti dell'eremitismo italiano.
In quegli anni molti uomini di fede cercavano una forma di vita più semplice e austera rispetto alla crescente organizzazione delle grandi abbazie. In questo contesto si inserisce l'esperienza di Pietro da Morrone, un monaco che scelse la solitudine montana e attirò progressivamente intorno a sé numerosi discepoli.
Roberto fu tra coloro che aderirono a questo ideale.

Nella comunità eremitica celestiniana
La tradizione celestina presenta Roberto come uno dei compagni più fedeli di Pietro da Morrone. I primi nuclei della comunità vivevano in luoghi isolati dell'Appennino abruzzese, dedicandosi alla preghiera, al lavoro manuale e all'osservanza della Regola benedettina interpretata secondo una forma particolarmente austera.
La vita di questi eremiti era caratterizzata dal distacco dal mondo, dalla ricerca del silenzio e dalla disciplina spirituale. Non si trattava però di un isolamento assoluto: la fama di santità di Pietro da Morrone attirò numerosi discepoli e favorì la nascita di una vera organizzazione religiosa.
Roberto condivise quindi la fase iniziale di una comunità destinata a trasformarsi nella Congregazione dei Fratelli dello Spirito Santo, poi riconosciuta dalla Chiesa e conosciuta come Ordine dei Celestini.

Il rapporto con san Pietro da Morrone
La memoria di Roberto è strettamente legata alla figura del fondatore. Le fonti agiografiche lo ricordano tra gli uomini che accompagnarono Pietro nel difficile passaggio dall'esperienza eremitica alla struttura monastica.
La sua presenza testimonia come la nascita di un grande movimento religioso non sia opera soltanto del fondatore, ma anche di una comunità di uomini che ne condivisero la visione e sostennero concretamente il nuovo cammino.
Non sono conservati scritti attribuibili a Roberto né informazioni precise riguardo a incarichi ricoperti all'interno della comunità.

Gli ultimi anni e la morte
Anche gli ultimi anni della vita di Roberto rimangono poco conosciuti. Le fonti non permettono di stabilire con sicurezza la data della morte né il luogo preciso della sepoltura.
La tradizione ecclesiale ha però conservato la sua memoria come quella di un religioso appartenente alla prima generazione celestina, inserendolo nel gruppo dei discepoli che contribuirono alla diffusione di un'esperienza monastica destinata ad avere un ruolo importante nella storia della Chiesa medievale.

Il movimento celestiniano
L'esperienza alla quale Roberto appartenne nacque in un periodo di grande fermento religioso. Tra XII e XIII secolo si moltiplicarono movimenti di riforma che chiedevano maggiore povertà evangelica e ritorno alle origini della vita religiosa.
Pietro da Morrone riuscì a trasformare un'esperienza inizialmente eremitica in una comunità stabile, riconosciuta dalla Chiesa. Dopo la sua elezione al pontificato con il nome di Celestino V nel 1294, il movimento acquisì ulteriore notorietà.

Il culto
Roberto da Salle è ricordato nel calendario liturgico il 18 luglio. Il suo culto rimane principalmente collegato alla tradizione dell'Ordine celestino e alla memoria dei primi compagni di san Pietro da Morrone.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-14

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