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Beato Bonifacio di Valperga Vescovo

25 aprile

m. 25 aprile 1243

Nacque a Torino nella seconda metà del XII secolo. Apparteneva alla famiglia dei conti di Valperga, che viene fatta discendere dal re d'Italia Arduino d'Ivrea. In famiglia ricevette un'educazione cristiana che rafforzò presso lo zio paterno Arduino vescovo di Torino. Decise quindi, non più giovanissimo; dii intraprendere la vita religiosa, entrando nell'abbazia benedettina di Fruttuaria. Passò in seguito al  Monastero-Collegiata di Sant'Orso dei Canonici Regolari di Aosta dove, intorno al 1210, venne nominato priore. Ben presto la sua profondità spirituale e la sua santità di vita lo resero molto popolare anche tra la gente più semplice. Quando il vescovo Giacomo fu trasferito ad Asti, il 17 luglio 1219 Bonifacio venne eletto alla sede episcopale di Aosta, diocesi che guidò per 24 anni distinguendosi per l'umiltà e l'attenzione verso i poveri. Morì il 25 aprile 1243 e fu sepolto in un primo momento nella collegiata di Sant'Orso. Il suo corpo venne poi traslato nella Cattedrale di Aosta, presso la cappella di Sant'Antonio. È stato proclamato beato da Leone XIII nel 1890. (Avvenire)

Emblema: Mitra, Pastorale

Martirologio Romano: Ad Aosta, beato Bonifacio Valperga, vescovo, insigne per caritÓ e umiltÓ.


Rampollo dell’antica famiglia dei conti di Valperga, che la tradizione fa discendere dal primo re d’Italia Arduino d’Ivrea, Bonifacio nacque a Torino nella seconda metà del XII secolo. Suoi genitori furono Matteo, sesto conte del Canavese, e Anna Levi di Villars. Ricevuta la una prima basilare educazione cristiana in famiglia, fu dunque inviato presso lo zio paterno Arduino, vescovo di Torino, che provvide ad una sua più ampia istruzione, nonché alla crescita delle virtù cristiane.
Giunto ad una certa età, Bonifacio decise di intraprendere la vita religiosa, vestendo l’abito monastico nell’abbazia benedettina di Fruttuaria, odierna San Benigno Canavese. Passò in seguito al Monastero-Collegiata di Sant'Orso dei Canonici Regolari di Aosta, rifulgendo anche qui per la sua dottrina e la santità della sua vita. Ben presto, all’incirca nel 1210, venne nominato priore. In tal veste intraprese una vigorosa direzione sia spirituale che temporale della comunità, attirando su di sé l’ammirazione e la stima popolare. Ciò fece anche sì che i fedeli prendessero maggiormente a cuore le sorti del convento, intervenendo sempre più frequentemente con cospicue donazioni.Diffusasi sempre più la sua fama nell’intera vallata, allorché il vescovo Giacomo fu trasferito ad Asti, il 17 luglio 1219 Bonifacio venne eletto alla sede episcopale di Aosta, ventesimo successore del protovescovo Sant’Eustasio.
Le numerose donazioni in favore della mensa vescovile testimoniano la buona amministrazione dei beni diocesani che seppe attuare e la fiducia che ispirò nei suoi fedeli. Profuse tutte le sue forze come pastore del gregge a lui affidato per ben ventiquattro anni, distinguendosi sempre per la sua umiltà, per l’amore verso i poveri, per la premura nella cura delle anime.
Bonifacio morì il 25 aprile 1243 e fu sepolto in un primo momento nella collegiata di Sant’Orso. Il suo corpo venne poi traslato nella chiesa cattedrale di Aosta, nella cappella di S. Antonio.Fu immediatamente venerato quale “beato”: fu fondata una prebenda a lui intitolata, 1° aprile 1291 gli fu dedicato un altare dal vescovo mons. Nicola Versatori, intorno al 1302 gli fu eretta una statua marmorea ed infine vi fu una triplice ricognizione dei suoi resti mortali nel 1551, nel 1783 e nel 1817. In quest’ultima occasione l’urna delle reliquie fu deposta in una nicchia ricavata tra il presbiterio dell’altar maggiore e la navata di destra della cattedrale aostana, ove ancora oggi sono esposte alla pubblica venerazione, accanto a quelle del Beato Emerico di Quart.Il tribunale ecclesiastico appositamente istituito ad Aosta decretò nel 1885 il culto attribuito “ab immemorabili” al vescovo Bonifacio, e tale sentenza fu confermata dalla Congregazione dei Sacri Riti e ratificata il 28 aprile 1890 dal pontefice Leone XIII.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2005-03-02

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