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> Home > Sezione Gruppi di Martiri > Beati Martiri Spagnoli Agostiniani Recolletti Condividi su Facebook Twitter

Beati Martiri Spagnoli Agostiniani Recolletti

Senza Data (Celebrazioni singole)

† Motril (Granada, Spagna), 25 - 26 luglio 1936


A più riprese la Chiesa sta proclamando Beati a gruppi più o meno numerosi, tanti suoi figli, religiosi e del clero diocesano, che persero la loro vita in odio alla fede cattolica, per mano dei miliziani rivoluzionari socialcomunisti, in quella che fu la pagina più nera della storia d’Europa, fra la prima e seconda Guerra Mondiale, cioè la Guerra Civile Spagnola (1936-39).
Nella grande disumana strage che insanguinò la Spagna, il numero delle vittime superò il milione colpendo persone di ogni classe, età e fede.
Gli storici hanno ormai riconosciuto che all’interno di questo terribile massacro, nei territori allora chiamati “zona rossa”, in mano agli anarchici ed ai socialcomunisti, si perpetrò una vera e propria persecuzione contro i cristiani cattolici.
I fedeli laici, solo perché cristiani, furono ammazzati a decine di migliaia e con loro furono massacrati 4148 sacerdoti diocesani, 12 vescovi, 283 suore, 2365 religiosi (sacerdoti e fratelli), per un totale finora riconosciuto di 6808 martiri, con la distruzione di numerose chiese.
Fra le migliaia di religiosi martiri, vi sono i sette Agostiniani Recolletti (Ordine scaturito da un ramo degli Agostiniani nel 1588 a Toledo, autonomi dal 1911, il nome ‘recolletti’ deriva dalla sentita necessità di un maggiore raccoglimento) accomunati ad un sacerdote diocesano, che sono stati beatificati il 7 marzo 1999 da papa Giovanni Paolo II nella Basilica di S. Pietro in Vaticano.
Nelle varie cause di beatificazione di martiri della Guerra Civile Spagnola, non sempre è stato facile raccogliere testimonianze dirette sull’avvenimento dell’uccisione, perché in genere le esecuzioni avvenivano di notte, in luoghi solitari e senza testimoni; a volte è stato difficile provare anche la morte, perché di molti non si seppe più nulla, scomparsi dopo l’arresto e non più ritrovati.
Nel caso dei martiri agostiniani non fu così, perché gli abitanti delle strade in cui vennero uccisi, poterono vedere tutto nascosti dietro le tendine delle finestre, inoltre nel caso di padre Vicente Soler, ci fu un giovane d'Azione Cattolica, che pur colpito da tre proiettili riuscì a scappare e salvarsi; quindi poté raccontare direttamente gli avvenimenti.
La ‘passione’ degli Agostiniani, si svolse nella città di Motril (Granada); già nei primi mesi del 1936 la loro comunità religiosa conobbe l’angoscia del futuro, con le minacce dei rivoltosi, gli insulti e perquisizioni, insieme ai fedeli che ancora andavano nella loro chiesa.
Nonostante tutto ciò, non vollero scappare e rimasero in città fra la gente della parrocchia, dove avevano sempre fatto apostolato.
All’alba del 25 luglio 1936 cinque agostiniani, ossia i padri Deogracias Palacios, León Inchausti, José Rada, Julian Benigno Moreno e il frate José Ricardo Diez, furono presi violentemente dal convento e trascinati per le strade di Motril fino ad un giardino e lì barbaramente fucilati quasi tutti alle spalle, incuranti degli inorriditi pochi passanti, i loro corpi furono lasciati sanguinanti a terra per ore.
Drammatico fu anche l’assassinio del padre Vincenzo Pinilla e del parroco diocesano don Manuel Martín Sierra; quando il 25 luglio i rivoluzionari assaltarono il convento degli Agostiniani, padre Pinilla insieme al parroco si rifugiarono nell’ospedale, dove rimasero nascosti tutto il giorno, la notte la trascorsero nella chiesa parrocchiale della Divina Pastora.
Il 26 luglio mattina don Manuel celebrò la Messa, presenti le suore del vicino ospedale che ricevettero la Comunione insieme all’agostiniano padre Pinilla; verso le 10,30 arrivarono i rivoluzionari, i quali presero i due sacerdoti rimasti in chiesa e li trascinarono fuori e davanti a molti passanti li fucilarono sul sagrato della chiesa.
Testimoni hanno asserito che probabilmente padre Pinilla non era morto subito, perché lì sul selciato dove rimasero per molte ore, si vedeva muovere il suo braccio destro in segno di benedizione, finché dopo tre ore di agonia smise di muoverlo.
L’ultimo a dare la vita per Cristo fu padre Vincenzo Soler, il quale riuscì a rifugiarsi presso una famiglia amica, ma per poco, perché il 29 luglio fu scoperto e messo in prigione, dove rifulse la sua tempra di apostolo nel confortare gli altri detenuti, dei quali molti erano politici della fazione avversa e altri per motivi di fede religiosa.
All’una di notte del 15 agosto 1936, fu fucilato insieme ad altri 18 prigionieri, davanti alle mura del cimitero cittadino.
I resti mortali degli otto martiri, sono venerati nel mausoleo riservato alle vittime della Guerra Civile, nello stesso cimitero di Motril.
Leggendo i loro dati biografici, colpisce il fatto che tutti i sei sacerdoti agostiniani, avevano speso buona parte della loro vita lavorando nelle Missioni delle Filippine e del Sud America; e quando ormai in età avanzata avevano concentrato il loro apostolato fra i fedeli di una città della loro Patria, proprio qui essi ricevettero la palma del martirio per mano di connazionali, dopo aver scampato tanti pericoli in quelle lontane terre.

Padre Vicente Soler, nacque il 4 aprile 1867 a Malón, Saragozza, nel 1882 entrò fra gli Agostiniani Recolletti. Dal 20 settembre 1889 fu mandato nelle missioni delle Filippine, dove il 31 maggio 1890 venne ordinato sacerdote; per otto anni fu parroco, subendo nel 1898 la persecuzione religiosa durante la rivoluzione filippina, nel 1906 ritornò in Spagna.
Fu superiore della Provincia di Andalusia per cinque anni e nel 1926 fu eletto Priore Generale dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti, carica a cui rinunciò dopo sette mesi.
A Motril rinnovò l’Associazione di Santa Rita, fondò nel 1914 il Circolo Cattolico dei Lavoratori e aprì una scuola serale. Morì fucilato il 15 agosto 1936, a 69 anni.

Padre Deogracias Palacios, nacque il 22 maggio 1901 a Baños de Valdearados, Burgos; a 15 anni entrò nel convento degli Agostiniani, nel 1923 fu mandato missionario in Brasile, dove venne ordinato sacerdote il 28 marzo 1925.
Negli otto anni successivi svolse la sua attività apostolica in Brasile e in Argentina. Nel 1933 ritornò in Spagna dove fu superiore della comunità di Monachil, Granada; allo scoppio della Guerra Civile nel 1936, era superiore del convento di Motril, dove d’accordo con gli altri confratelli, volle rimanere senza scappare.
Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 35 anni.

Padre Leóne Inchausti, nacque il 27 giugno 1859 in una fattoria di Ajanguiz, Vizcaya. Suo padre, uomo di profonda fede religiosa, godeva fama di santità; con il bagaglio degl’insegnamenti spirituali paterni, a 19 anni fece il suo ingresso fra gli Agostiniani Recolletti nel noviziato di Monteagudo.
Il 1° giugno 1884 fu trasferito a Manila nelle Filippine, dove venne ordinato sacerdote il 22 dicembre 1884; per 14 anni svolse il suo apostolato in diverse parrocchie filippine e a causa della rivoluzione scatenata in quel Paese, nell’ottobre 1898 fece ritorno in Spagna.
Allora fu destinato alle missioni in Brasile, svolgendo anche qui apostolato nelle parrocchie; rimase in Sud America fino al 1921 poi ritornò in Patria destinato a Granada, nel 1927 fu a Bilbao e infine nel 1928 nel convento di Motril.
Morì fucilato il 25 luglio 1936 a 77 anni.

Padre José Rada, nacque a Tarazona (Saragozza) il 17 novembre 1861. A 16 anni entrò nel Noviziato a Monteagudo; il 1° giugno 1884 partì per le Filippine insieme a padre Inchausti, fu ordinato sacerdote a Cebú nel novembre 1884.
Per 14 anni fu parroco nell’isola di Bohol e fu pure messo in carcere per tre mesi, durante la rivoluzione filippina. Nel 1912 i Superiori lo mandarono in Brasile, dove c’era molto bisogno di sacerdoti e dove resse le parrocchie di Minas Gerais e dello Spirito Santo.
Nel 1925 ritornato in Spagna ricevette l’incarico di visitare le comunità agostiniane dell’Andalusia e nel 1936 era a Montril, dedito principalmente alla confessione e predicazione.
Morì fucilato il 25 luglio 1936 a 75 anni.

Padre Julian Benigno Moreno, nacque il 16 marzo 1871 ad Alfaro (La Rioja). A 14 anni entrò nel Noviziato a Monteagudo dove era superiore suo zio sant’Ezechiele Moreno.
Fu ordinato sacerdote il 18 maggio 1894 e a settembre dello stesso anno fu trasferito nelle Filippine, dove lavorò nelle parrocchie di S. Narciso e S. Filippo.
Anche lui ritornò nel 1898 in Spagna e quattro anni dopo nel 1902, fu trasferito in Sud America, in Colombia, Panama, Venezuela e Brasile, dedito alla predicazione e all’educazione dei giovani.
Religioso molto colto, scrisse centinaia di articoli pubblicati in Venezuela e Spagna. Ritornò in Patria nel 1933 destinato al convento di Motril.
Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 65 anni.

Frate José Ricardo Diaz, nacque a Camposalinas (León) il 16 febbraio 1909. Orfano dei genitori, a 17 anni entrò nell’Ordine degli Agostiniani Recolletti e nel 1926 fece la professione religiosa a Villaviciosa (Madrid).
Dopo una parentesi di crisi vocazionale, nel 1932 ritornò a Villaviciosa, dove nel gennaio 1934 fece la professione perpetua come Fratello.
Dopo un periodo di residenza a Monachil fu mandato a Motril, dove fu fucilato il 25 luglio 1936 a 27 anni, il più giovane dei martiri.

Padre Vicente Pinilla, nacque il 5 aprile 1870 a Calatayud, Saragozza. A 15 anni entrò nel Noviziato agostiniano e il 7 novembre 1886 fece la professione religiosa a Monteagudo, nelle mani di s. Ezechiele Moreno allora Superiore della Comunità.
Il 19 agosto 1892 partì per le Filippine dove venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1893, fu parroco a Santa Cruz di Manila e poi a Caplan fino al 1898, quando fu imprigionato a causa della rivoluzione filippina.
Nel 1900 fu liberato e ritornò in Spagna da dove ripartì nel 1902 per il Brasile, dove per 25 anni profuse tutte le sue energie pastorali fra la locale popolazione; era devotissimo della Madonna della Consolazione.
Il 25 gennaio 1927 ritornò a Motril in Spagna dove espletò altri incarichi in seno all’Ordine Agostiniano. Morì fucilato con il crocifisso in mano il 26 luglio 1936 a 66 anni.

Don Manuel Martín Sierra, nacque il 2 ottobre 1892 a Churriano de la Vega (Granada). Fu ordinato sacerdote il 24 ottobre 1915, laureato in teologia ebbe vari incarichi nella diocesi, cappellano di conventi, professore di seminario, segretario nell’Università Pontificia di Granada.
Nel 1929 arrivò a Motril e dal 1930 fu parroco della chiesa della Divina Pastora.
Morì fucilato il 26 luglio 1936 a 44 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-03-14

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