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Beato Vicente Soler Agostiniano Recolletto, martire

15 agosto

Malón (Saragozza), 4 aprile 1867 – Motril (Granada), 15 agosto 1936

Martirologio Romano: Nel villaggio di Motril presso Granada sulla costa spagnola, beato Vincenzo Soler, sacerdote dell’Ordine dgli Agostiniani Recolletti e martire, che fu condannato a morte nella stessa persecuzione insieme ad altri compagni di prigionia da lui piamente preparati alla morte e trionfò in Cristo, fucilato davanti al muro del cimitero.


E' il capogruppo dei sette Agostiniani Recolletti che subirono il martirio il 25-26 luglio e il 15 agosto 1936, durante la sanguinosa Guerra Civile Spagnola (1936-39) e che papa Giovanni Paolo II ha proclamati Beati il 7 marzo 1999, insieme ad un sacerdote diocesano ucciso con loro. (Vedasi scheda Beati Martiri Agostiniani Recolletti).
Padre Vicente (Vincenzo) Soler nacque il 4 aprile 1867 a Malón (Saragozza); studiò per tre anni nel Seminario di Tarragona e deciso di entrare fra gli Agostiniani Recolletti, (ramo degli Agostiniani istituito nel 1588 a Toledo, Ordine con autonomia propria dal 1911), frequentò il loro Noviziato di Monteagudo, dove il 15 maggio 1883 emise i voti religiosi.
Ancora diacono fu destinato a Manila, capitale delle Filippine, dove fu ordinato sacerdote il 31 maggio 1890; per nove mesi fu presso il venerato santuario mariano di Antipoli dedicandosi allo studio del ‘tagalog’.
Nel marzo 1891 fu assegnato all’isola di Mindoro, che era in pieno sviluppo missionario e sociale, qui stette per sette anni reggendo la missione di Mamburao situata in un arenile, rifugio di malviventi.
Padre Vicente Soler fece costruire la chiesa in muratura con il tetto in ferro e una casa per il curato in legno; visse isolato dal mondo in questo poco più di un isolotto, andando per i boschi selvatici, per i monti scoscesi ed aspri a cercare gli abitanti per lo più rifugiati in grotte, per condurli alla vita civile del villaggio comunitario e alle sue regole e con l’unico fine di condurli a Dio.
A metà febbraio 1898 fu trasferito nella parrocchia di Taysan nella provincia di Batangas, bene strutturata e con fedeli di antica conversione, ma un paio di mesi dopo, la locale popolazione si unì alla lotta indipendentista filippina contro la Spagna, costringendolo a rifugiarsi in un’altra parrocchia e il 30 luglio 1898 cadde prigioniero dei patrioti insieme ad altri nove frati agostiniani recolletti.
Seguirono 10 mesi di continui trasferimenti da un’isola all’altra, da un villaggio all’altro, finché venne liberato per l’intervento dei nordamericani il 27 febbraio 1900 e trasferito a Manila; aveva subito maltrattamenti, minacce di morte, torture, lasciato solo nel bosco alla furia degli animali feroci e anche in balia delle onde del mare.
Ma dove potevano, gli abitanti ed i fedeli cattolici lo consolavano della sua solitudine, fornendo qualche alimento, a volte riceveva anche la comprensione di alcuni capi dei ribelli, che gli permisero di mettersi in contatto con i suoi superiori e con la madre lontana.
Nella capitale Manila risiedette per sei anni, dedito al ministero sacerdotale e rivestendo anche la carica di Priore della Casa madre della Provincia filippina.
Nel novembre 1906 ritornò in Spagna dove dopo vari incarichi di apostolato in Navarra e Granada, nel 1909 fu trasferito al convento di Motril (Granada) dove fu priore.
La comunità di Motril era fra le più affermate dell’Ordine Agostiniano Recolletto e sotto la sua guida, tutte le attività ruotanti attorno al convento ed alla chiesa annessa, ebbero un impulso eccezionale, come l’Ordine Terziario, la Confraternita della Consolazione, i “tallers di s. Rita”, il sindacato agricolo, il circolo cattolico.
Fece ristrutturare il convento e restaurare la chiesa; predicatore efficace e confessore instancabile, dispose che i padri uscissero a predicare fra le parrocchie della diocesi; fu uno storico della Provincia agostiniana, pubblicando vari saggi.
Fu Priore Provinciale dal 1915 al 1918 e dal 1924 al 1926, durante questo periodo, nel 1925, accettò la prelatura brasiliana di Marajó; ancora nel 1926 fu eletto Priore Generale dell’Ordine Agostiniano Recolletto, a cui poi rinunciò dopo sette mesi, continuando la sua vita di religioso quale esempio costante per i confratelli di Motril.
Quando nel luglio 1936 scoppiò più cruenta la Guerra Civile, anche lui visse l’angoscia di quei giorni di pericolo per tutti, ma soprattutto per i religiosi, le suore, i sacerdoti diocesani; quando all’alba del 25 luglio i miliziani rossi assaltarono il convento, trascinando fuori i religiosi per poi ammazzarli lungo le strade, padre Vicente Soler riuscì ad eludere la loro vigilanza e si rifugiò in casa di due fedeli signorine Caridad e Felisa García, dove rimase nascosto fino al 29 luglio, quando tradito da un giovane più volte aiutato, fu scoperto e rinchiuso in carcere.
In questo luogo di restrizione e sofferenza, poté espletare il suo ministero sacerdotale, confortando gli altri detenuti, molti della fazione politica avversa ai rivoltosi e altri perseguitati come lui per la fede cattolica.
Gli riuscì persino di convertire il socialista Juan Antúnez, in carcere per divergenze di carattere politico. Il 15 agosto 1936 padre Soler insieme ad altri 18 detenuti, fu trasportato presso le mura del cimitero di Motril e lì ad uno alla volta vennero fucilati dai miliziani socialcomunisti e anarchici; padre Soler benediceva e dava l’assoluzione ad ognuno dei primi nove condannati, essendo lui il decimo, ma anche al giovane d’Azione Cattolica Francisco Burgos che veniva dopo di lui.
Questo giovane, benché colpito da tre proiettili riuscì miracolosamente a sopravvivere e diventerà il testimone diretto del martirio.
Padre Vicente Soler, in carcere aveva già tentato di salvare un detenuto padre di otto figli, Manuel Pérez Reina, facendosi passare per lui quando fu chiamato per l’esecuzione nei giorni precedenti, ma il miliziano preposto si accorse che il suo nome era già inserito nella successiva lista e quindi rifiutò.
Questo vigoroso religioso aragonese, che aveva superato pericoli di ogni genere in terra di missione, finì la sua vita come martire della fede, proprio nella sua patria e per mano di fratelli spagnoli.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2005-03-14

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