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San Giovanni de Ribera

6 gennaio

Siviglia, 27 dicembre 1532 - 6 gennaio 1611

Martirologio Romano: A Valencia in Spagna, san Giovanni de Ribera, vescovo, che svolse anche la funziona di viceré e, devoto della santissima Eucaristia e difensore della verità cattolica, educò il popolo con solidi insegnamenti.


In un periodo confuso e drammatico della storia della Chiesa, come fu quello della Riforma Protestante, lo Spirito Santo suscitò una straordinaria fioritura di santi, artefici della rinascita spirituale sancita dal Concilio di Trento: San Giovanni de Ribera fu, per la Spagna, uno di questi.
Nacque a Siviglia il 27 dicembre 1532 da illustre e importante famiglia, il padre Pedro era Duca di Alcalà, Vice Re di Catalogna e, per quattordici anni, Vice Re di Napoli; i Ribera si distinguevano per la generosità verso i poveri. Destinato alla carriera ecclesiastica, Giovanni ricevette all’età di dodici anni la tonsura. Dopo gli studi umanistici, si iscrisse all’Università di Salamanca e, alla cattedra di illustri prelati, conseguì la laurea in teologia. Ordinato sacerdote nel 1557, per cinque anni fu insegnante: era in pieno svolgimento il Concilio di Trento. Nel 1562, con dispensa papale perché aveva solo trent’anni, grazie alla posizione del padre e su interessamento del Re Filippo II, Papa Pio IV lo nominò Vescovo di Badajoz. Ebbe iniziò così un’instancabile attività pastorale che durerà tutta la vita. Visitò le varie parrocchie della diocesi e convocò un sinodo, secondo l’energico programma del Concilio. Le sue attenzioni erano anche rivolte ai poveri, destinando in elemosine parte del proprio patrimonio. Suoi consiglieri erano S. Giovanni d’Avila e Padre Luigi de Granata. Tanto zelo spinse S. Pio V, nel concistoro del 30 aprile 1568, a promuovere Giovanni de Ribera Patriarca di Antiochia e, due mesi dopo, Arcivescovo della grande diocesi di Valencia, dove era ancora vivo il ricordo di S. Tommaso da Villanova. Il neo-arcivescovo aveva solo trentasei anni.
Valencia, per un lungo periodo in mano araba, fu riconquistata definitivamente dai cristiani nel XIII secolo. Era però la roccaforte dei moriscos, i discendenti degli arabi solo nominalmente cristiani. Questi erano mal visti anche perché, essendo loro vietati gli impieghi pubblici, si erano notevolmente arricchiti con le attività commerciali legate alla scoperta del nuovo mondo. Giovanni trovò dunque una situazione complessa. Dopo qualche mese fu sul punto di ritirarsi, ma il Papa lo esortò a continuare: guiderà la diocesi per quarantadue anni e i frutti saranno grandi, soprattutto dopo la sua morte. Nessun ambito ecclesiale venne trascurato. Conobbe personalmente tutti i sacerdoti della diocesi, puntando molto sulla loro elevazione teologica e morale, a quei tempi estremamente necessaria. A tale scopo organizzò sette sinodi e scrisse molte lettere pastorali. Fece undici volte la visita completa di tutte le parrocchie, di cui duecentonovanta rurali, adattandosi alle situazioni più disagiate. Fu esigente con se stesso imponendosi, di nascosto, molte discipline. Il suo collaboratore testimoniò che molte volte non riposava neppure di notte. Uomo di intensa preghiera, era molto devoto dell’Eucaristia e, in suo onore, costruì una bellissima chiesa-monumento, affiancandovi un seminario. Aprì un collegio per i nobili, dove studiarono i più importanti uomini del tempo, ma era spesso visto catechizzare i bambini nella pubblica piazza. Provvide ai poveri ma, vista la sua indole modesta, senza alcuna ostentazione. Ottimo esegeta e studioso della Sacra Scrittura, meritò da Padre De Granata l’appellativo di “perfetta immagine del predicatore evangelico”. Amante delle arti, commissionò alcuni dipinti a El Greco.
Dal 1602 al 1604 venne nominato Vice Re di Valencia e Capitano Generale della Città per contrastare la piaga del brigantaggio. In quegli anni si cercava di uniformare la società composta da cristiani, giudei e mussulmani, imponendo a questi ultimi la conversione. Il De Ribera si adoperò a tale scopo, senza però alcun risultato e Filippo III, nel 1609, ne decretò l’espulsione. Fu un errore anche politico ed economico, da valutare, però, con la mentalità di quei tempi. San Giovanni favorì costantemente le congregazione religiose, il cui ruolo considerava molto importante: sorsero in diocesi ben trentatre conventi. Ebbe rapporti con molti santi suoi contemporanei: S. Carlo Borromeo, S. Francesco Borgia, S. Lorenzo da Brindisi, S. Pasquale Baylon, S. Luigi Bertran, S. Teresa di Gesù, S. Pietro d’Alcantara, S. Salvatore da Horta, S. Alfonso Rodriguez, S. Roberto Bellarmino, B. Gaspare de Bono, B. Nicolas Factor, B. Andrean Hibernon, oltre che S. Pio V e S. Giovanni d’Avila.
Morì il 6 gennaio 1611, all’età di settantanove anni, nel Collegio Corpus Christi, e fu seppellito nell’adiacente chiesa monumentale. Immediata fu la fama di santità. Iniziò il processo per la sua glorificazione che lo vide dichiarato beato nel 1796 e poi canonizzato, dal Beato Giovanni XXIII, il 12 giugno 1960.


PREGHIERA
O Signore,
che hai reso mirabile San Giovanni de Ribera,
Vescovo e Confessore,
per il suo zelo pastorale
e per il suo amore al Divin Sacramento del Tuo Corpo
e del Tuo Sangue fa, Te ne preghiamo,
che per sua intercessione siamo sempre partecipi
dei frutti della Tua redenzione.
Tu che vivi e regni con Dio Padre,
nell’unità dello Spirito Santo,
per i secoli dei secoli.
Amen.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2005-04-16

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