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Servo di Dio Pietro Nolasco Perra Mercedario

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Gergei (Nuoro), 1574 – Valenza (Spagna), 15 giugno 1606


L’Ordine dei Mercedari fu fondato in Spagna da s. Pietro Nolasco (1180-1245), con lo scopo principale della ‘redenzione’ dei cristiani fatti schiavi dai Mori arabi e portati nei Paesi musulmani dell’Africa Settentrionale.
Passata l’epoca della dominazione araba, l’Ordine continuò la sua opera apostolica e di evangelizzazione, diffondendosi in tutte le realtà nazionali d’Europa, ma anche in America (con Cristoforo Colombo c’erano anche alcuni Mercedari come cappellani); ormai la ‘redenzione’ era intesa soprattutto come liberazione dal peccato delle anime traviate.
Per quanto riguarda l’Italia, il primo convento fu fondato a Cagliari in Sardegna, a quel tempo soggetta al dominio aragonese e fu proprio re Alfonso IV d’Aragona nel 1335, a farne dono all’Ordine.
Poi nel 1442 seguì Napoli e nel 1463 Palermo e man mano seguirono fondazioni in altre città d’Italia, fra cui nel 1569 quella di S. Rufina a Roma, seguita dal convento di S. Adriano.
E dall’antico convento di Nostra Signora di Bonaria in Cagliari, l’Ordine ebbe il dono di una santa figura di frate mercedario, Pietro Nolasco Perra, il quale nacque ai primi del 1574 a Gergei (Nuoro) in Sardegna e battezzato il 15 febbraio di quell’anno.
Di lui non si sa molto; attratto dalla spiritualità dei Mercedari che particolarmente in Sardegna operavano sin dal XIV secolo, volle seguire il loro esempio e il 14 febbraio 1598 a 24 anni, vestì l’abito della Mercede nel convento di Bonaria a Cagliari e un anno dopo, il 19 febbraio 1599, emise la professione.
Successivamente fu inviato a Valencia per proseguire gli studi e in questa città fu ordinato sacerdote nel 1603, documenti dell’epoca attestano la sua presenza a Valencia il 6 luglio 1604 e anni seguenti, nelle riunioni capitolari per l’ammissione di altri religiosi all’Ordine.
Fu esempio di vita interiore, di obbedienza e di delicatezza nell’amore fraterno; durante la celebrazione della sua Messa i fedeli che vi partecipavano, si commuovevano per la grande devozione con cui pregava.
Aveva parole di conforto e di incoraggiamento per chiunque lo avvicinava, specialmente durante la confessione.
Morì a Valenza a soli 32 anni, il 15 giugno 1606, lasciando di sé la fama di santo; un suo compagno, fra’ Machin, esimio studioso, narrò che fra’ Pietro Nolasco Perra in punto di morte, chiese ai suoi superiori di comandargli di morire, affinché la sua morte fosse figlia dell’ubbidienza e avere così maggiori meriti davanti a Dio. Due anni dopo la sua dipartita, furono aperte delle raccolte di documentazioni e testimonianze di quanti l’avevano conosciuto, per ordine dell’arcivescovo di Cagliari mons. Francesco Desquivel.
Il Maestro Generale dell’Ordine fra’ Filippo Guimeran, nel 1610 pubblicò una ‘Vita’ da lui scritta, di fra’ Pietro Nolasco Perra, al secolo Pietro Giovanni Perra.
Nel suo paese di origine Gergei, fu eretta una chiesa chiamata in dialetto sardo Sant’Impera (San Pietro) in suo ricordo, oggi ancora esistente e dedicata a S. Carlo Borromeo; nel 1652 una reliquia del braccio fu trasferita da Valenza a Gergei.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-04-27
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