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Beata Alfonsa Maria (Elisabeth) Eppinger Fondatrice

31 luglio

Niederbronn-les-Bains, Francia, 9 settembre 1814 31 luglio 1867

Elisabeth Eppinger, nata nella regione francese dell’Alsazia, fin dalla sua giovinezza ebbe una salute molto cagionevole: imparò a sopportare le sue sofferenze meditando sul mistero della Croce e della misericordia divina. Per i fenomeni mistici che l’avevano resa nota come “l’estatica di Niederbronn”, il suo paese di nascita, ricevette numerose visite dal vescovo di Strasburgo, monsignor André Raess. Il vescovo riconobbe la bontà dei suoi intenti, incluso quello di fondare una nuova congregazione per la cura degli ammalati senza distinzione di ceto sociale o di confessione religiosa. Nel 1849, quindi, Elisabeth fondò le Suore del Santissimo Salvatore: con la vestizione religiosa, cambiò nome in suor Alfonsa Maria. Per diciott’anni guidò la congregazione, impegnandosi a diffondere il messaggio che tutti gli uomini sono amati da Dio misericordioso. Anche le Suore del Redentore di Würzburg e le Suore del Divin Redentore dette di Giavarino, sorte da comunità della congregazione originaria diventate autonome, la riconoscono come fondatrice. Morì il 31 luglio 1867 a Niederbronn. È stata beatificata il 9 settembre 2018, nella cattedrale di Strasburgo, sotto il pontificato di papa Francesco. I resti mortali di madre Alfonsa Maria sono custoditi presso il castello di Oberbronn, sede della Casa madre delle Suore del Santissimo Salvatore.

Etimologia: Alfonsa = valorosa e nobile, dal gotico


Infanzia e primi anni
Elisabeth Eppinger nacque il 9 settembre 1814 a Niederbronn-les-Bains, nel nord dell’Alsazia (oggi in Francia), primogenita degli undici figli di Jean-Georges Eppinger e Barbe Vogt, agricoltori; fu battezzata il giorno seguente alla nascita. Crebbe nell’ambito familiare, condividendone le fatiche di ogni giorno, e frequentando la parrocchia del paese.
Essendo di fragile salute, sin dalla sua infanzia conobbe la malattia. Questo comportò che non potesse frequentare la scuola: benché debole e quasi analfabeta, Elisabeth fu attratta dalla contemplazione della Passione del Signore, dalla quale attinse forza, sotto la guida del suo parroco Jean-David Reichard.

La Prima Comunione
La Domenica “in albis” del 1828, Elisabeth, ormai quattordicenne, ricevette la Prima Comunione. Il parroco le aveva concesso di accostarsi all’Eucaristia ogni quindici giorni, ma lei chiese ed ottenne di farlo anche più spesso: la sua insistenza era indizio di un’intensa devozione al Santissimo Sacramento.
Di carattere forte e generoso, superò prove di ogni genere, sia fisiche che morali, cercando di non scoraggiarsi. Da ribelle e recalcitrante divenne, col tempo, ubbidiente e fiduciosa nella misericordia divina.

“L’estatica di Niederbronn”
Nel 1846, durante il decorso di una malattia più lunga e dolorosa delle precedenti, a Elisabeth parve di avvertire la presenza di Gesù che le appariva, le parlava e la confortava dandole estasi profonde.
A seguito di ciò ebbe il dono della profezia: i fatti che annunciava si avveravano in breve tempo. Dotata anche della facoltà di scrutare i cuori, dava saggi consigli. La sua fama si estese anche al di là della Francia, giungendo fino a Roma: da ogni parte giungevano persone desiderose di vedere quella che era chiamata “l’estatica di Niederbronn”.
I fenomeni mistici che la riguardavano furono narrati da un testimone oculare, il sacerdote Claude-Ignace Busson, che dal 1849 fino al 1853, pubblicò tre serie di scritti su di lei. Anche don Reichard continuava a seguirla, annotando le sue parole e aiutandola a comporre la storia della sua vita.

L’ispezione del vescovo di Strasburgo
Il vescovo di Strasburgo, monsignor André Raess, che fu pastore della diocesi dal 1842 al 1887, era tenuto aggiornato, tramite don Reichard, dei fatti di Niederbronn. Tuttavia, quando il movimento di popolo attorno a Elisabeth fu considerato un “disturbo di ordine pubblico” da parte del sindaco Albert de Dietrich, si recò personalmente a Niederbronn, nel luglio 1848.
Sottopose Elisabeth a vari esami che erano stati sollecitati anche dalla Santa Sede: ogni volta riportò l’impressione di trovarsi davanti ad un’anima forte, capace di virtù eccezionali, che rifuggiva dal clamore della folla. Anzi, la donna era desiderosa di entrare fra le Suore della Divina Provvidenza di Ribeauvillé, ma il vescovo, anche per prudenza, le disse di attendere.

L’ispirazione per una nuova congregazione
Nel settembre 1848 monsignor Raess comprese più a fondo l’ansia che l’animava Elisabeth, cioè di alleviare le sofferenze umane, principali ostacoli a comprendere l’amore che Dio offre a tutti gli uomini; lei aveva ben presente di cosa parlava, avendo sperimentato nella sua persona la condizione di malattia.
Intuì anche di dover fondare un’opera per l’assistenza dei malati a domicilio, senza distinzione di ceto sociale o di confessione religiosa. Ebbe così origine la congregazione delle Figlie del Divino Redentore, approvata dallo stesso monsignor Raess il 22 gennaio 1849.
La congregazione fu messa sotto il patrocinio di sant’Alfonso Maria de’ Liguori: il 10 settembre 1849, Elisabeth ricevette l’abito religioso e, proprio in onore del fondatore dei Redentoristi, prese il nome di suor Alfonsa Maria, lo stesso che le era stato proposto dal superiore ecclesiastico delle Suore della Divina Provvidenza.

Lo sviluppo delle Suore del Santissimo Salvatore
Suor Alfonsa Maria emise i voti religiosi il 2 gennaio 1850 a Niederbronn. In quel luogo, il 28 agosto 1849, aveva iniziato a far vita comune con alcune compagne. A partire dal 1863, la famiglia religiosa assunse un nuovo nome, quello di congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore, per evitare il rischio di confusione con un’altra congregazione.
Le comunità ben presto si moltiplicarono in Francia, Germania, Austria, Ungheria, allargando gli scopi caritativi alle necessità locali. Le suore si distinsero in particolare durante l’epidemia di colera del 1854, anno nel quale, il 6 novembre, furono riconosciute “di utilità pubblica” con decreto dell’imperatore Napoleone III. Il 7 maggio 1863 la fondazione ottenne il Decreto di Lode e tre anni dopo, l’11 aprile 1866, ricevette l’approvazione pontificia definitiva.

La nascita di congregazioni indipendenti
Tuttavia, nel marzo dello stesso anno, si produsse la separazione della comunità di Vienna: il vescovo del luogo eresse la congregazione delle Figlie del Divino Salvatore, dal 1984 denominata Suore del Divino Redentore. Una situazione simile si produsse nello stesso anno, quando le comunità della diocesi di Würzburg furono rese autonome dalla Casa madre di Oberbronn, formando le Suore del Redentore.
Nel giugno 1867, poi, fu operato il distacco delle comunità di Raab, in Ungheria, che passarono a comporre la congregazione delle Figlie del Divino Redentore, che cambiò poi nome in Suore del Divin Redentore, dette di Giavarino (nome in italiano storico della città di Györ).
Madre Alfonsa Maria, come superiora generale e fondatrice, soffriva per la divisione delle comunità e tra le suore, ma allo stesso tempo si sentiva consolata dal pensiero che il suo progetto, guidato da Dio, aveva assunto dimensioni a cui mai lei stessa avrebbe pensato.

Lo stile di madre Alfonsa Maria
Madre Alfonsa Maria diresse la congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore per diciotto anni, infondendo in donne di diverse nazionalità il suo ardente desiderio di far conoscere l’amore di Cristo a tutti gli uomini. Supplicava il Signore di proteggere le giovani suore in formazione: «Gesù, mio Divino Sposo, adotta queste figlie, prendi i loro cuori come tuo possesso… e formale secondo la Tua volontà».
Certa, come ripeteva spesso, che «La misericordia di Dio non ha confini», proseguì la cura degli ammalati, raccomandando alle suore: «Non negate nulla ai malati, perché quanto negate loro, lo negate al Salvatore».
Accolse anche bambini abbandonati e poveri, provvedendo in tutto a loro e fornendo un’adeguata educazione. Tutto senza dimenticare la cura della propria interiorità: «La preghiera sincera viene dal cuore» era uno dei suoi pensieri principali.

La morte
Madre Alfonsa Maria morì a Niederbronn il 31 luglio 1867 a 53 anni, a distanza di pochi giorni da don Jean-David Richard. Il 2 agosto seguente, il suo corpo fu sepolto nel cimitero cittadino, ma in seguito fu traslato presso il castello di Oberbronn, sede della Casa madre delle Suore del Santissimo Salvatore.

Il processo di beatificazione
A fronte della perdurante fama di santità e di segni per madre Alfonsa Maria, le Suore del Santissimo Salvatore si adoperarono per l’avvio della sua causa di beatificazione. Il processo informativo diocesano fu aperto quindi il 29 gennaio 1951 nella diocesi di Strasburgo, sotto la quale cade Niederbronn, e si concluse il 12 gennaio 1955.
Dal 18 febbraio 1955 la avuto inizio la fase romana della Causa presso la Sacra Congregazione dei Riti, all’epoca competente in fatto di cause di beatificazione, da dove, il 6 luglio 1963, è uscito il decreto sugli scritti.

La ripresa del processo e il decreto sulle virtù eroiche
Dopo quarant’anni il processo diocesano è ripreso, con la nomina di una nuova postulatrice, in base alle nuove normative riguardanti le cause di beatificazione e canonizzazione. Il 30 agosto 2005 fu ottenuto il nulla osta da parte della Santa Sede: il 7 giugno 2006, quindi, si è svolta la prima sessione del processo diocesano, concluso il 25 giugno 2007.
Dopo il passaggio alla fase romana della causa, il 29 febbraio 2008 è stato rilasciato il decreto di convalida dei due processi, sia quello degli anni ’50 del secolo scorso, sia quello degli anni 2000.
La “Positio super virtutibus” è stata presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi il 18 marzo 2009 ed esaminata dai Consultori storici, dato che la causa era diventata ormai “causa antica”, il 1° dicembre 2009.
Sono quindi seguiti i pareri positivi dei Consultori teologi, il 29 gennaio 2011, e dei Cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, il 10 ottobre 2011. Infine, il 19 dicembre 2011, papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Alfonsa Maria veniva dichiarata Venerabile.

Il miracolo per la beatificazione
Come possibile miracolo per ottenere la beatificazione di madre Alfonsa Maria è stato preso in esame il caso della signora Marie Thérèse Schild, coniugata Guyot, avvenuto nel 1939. A causa di un rigonfiamento massiccio della pancia, fu ricoverata nella clinica del Santissimo Salvatore a Mulhouse. Le furono riscontrati un’ulcera e la perforazione dell’appendice: quest’ultima comportò l’asportazione di un ovaio e di una tuba. Le furono inoltre tolti venti centimetri d’intestino e le relative aderenze.
Dopo la seconda operazione, i medici cominciarono a disperare della sua guarigione. La superiora delle Suore del Santissimo Salvatore in servizio presso l’ospedale, a quel punto, propose d’iniziare una novena alla sua fondatrice e di mettere una reliquia sotto il cuscino della malata.
Dopo qualche tempo, fu notato un leggero miglioramento, che crebbe giorno dopo giorno. La stessa Marie Thérèse non riusciva a capire cosa stesse succedendo: anche coloro che venivano a visitarla e i medici erano meravigliati.

Il riconoscimento del miracolo e la beatificazione
Il processo sull’asserito miracolo è quindi iniziato il 19 novembre 1962, ma la documentazione relativa ha ottenuto il decreto di convalida solo il 10 ottobre 2008. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui il fatto prodigioso era da attribuire alla sua intercessione.
La beatificazione di madre Alfonsa Maria è stata celebrata il 9 settembre 2018, nella cattedrale di Strasburgo. A presiedere il rito, come inviato del Santo Padre, il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Le figlie di madre Alfonsa Maria oggi

Le Suore del Santissimo Salvatore, che hanno la Casa generalizia a Niederbronn-les-Bains e la Casa madre a Oberbronn, sono attualmente presenti in quattro continenti: Europa (Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo), Africa (Angola, Camerun), Sud America (Argentina, Bolivia) e Asia (India). Continuano la loro missione di assistenza ad anziani, disabili e ammalati, sia a domicilio, sia in strutture, come case di riposo e ospedali, dirette da loro stesse.
Quanto alle varie diramazioni, tutte diffuse anche in altri Paesi, le Suore del Divino Redentore di Vienna si sono rifuse con la congregazione originaria, come anche le Figlie del Santissimo Salvatore, nate nel 1916 dalla congregazione viennese ma con casa madre a Bratislava, nell’attuale Slovacchia.
Le Suore del Redentore di Würzburg e le Suore del Divin Redentore dette di Giavarino (queste ultime, dal 1955, hanno la casa generalizia a Roma) sono invece rimaste autonome, ma riconoscono ugualmente madre Alfonsa Maria come fondatrice.


Autore:
Antonio Borrelli ed Emilia Flochini

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Aggiunto/modificato il 2018-09-07

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