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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Alfonsa Maria (Elisabeth) Eppinger Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Alfonsa Maria (Elisabeth) Eppinger Fondatrice

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Niederbronn-les-Bains, Francia, 9 settembre 1814 31 luglio 1867

Elisabeth Eppinger, nata nella regione francese dell’Alsazia, fin dalla sua giovinezza ebbe una salute molto cagionevole: imparò a sopportare le sue sofferenze meditando sul mistero della Croce e della misericordia divina. Per i fenomeni mistici che l’avevano resa nota come “l’estatica di Niederbronn” (il suo paese di nascita), ricevette numerose visite dal vescovo di Strasburgo, monsignor André Raess, il quale riconobbe la bontà dei suoi intenti, incluso quello di fondare una nuova congregazione per la cura degli ammalati senza distinzione di ceto sociale o di confessione religiosa. Nel 1849, quindi, Elisabeth fondò le Suore del Santissimo Salvatore: con la vestizione religiosa, cambiò nome in suor Alfonsa Maria. Per diciott’anni guidò la congregazione, impegnandosi a diffondere il messaggio che tutti gli uomini sono amati da Dio misericordioso. Morì il 31 luglio 1867 a Niederbronn. La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è svolta nella diocesi di Strasburgo negli anni 1951-1955, ma è stata ripresa negli anni 2006-2007. Il 19 dicembre 2011 papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Alfonsa Maria veniva dichiarata Venerabile. Anche le Suore del Redentore di Würzburg e le Suore del Divin Redentore dette di Giavarino, sorte da comunità della congregazione originaria diventate autonome, la riconoscono come fondatrice. I suoi resti mortali sono custoditi presso il castello di Oberbronn, sede della Casa madre delle Suore del Santissimo Salvatore.

Etimologia: Alfonsa = valorosa e nobile, dal gotico


Infanzia e primi anni
Elisabeth Eppinger nacque il 9 settembre 1814 a Niederbronn-les-Bains, nel nord dell’Alsazia (oggi in Francia), primogenita degli undici figli di Georges Eppinger e Barbe Vogt, agricoltori; fu battezzata il giorno seguente alla nascita. Crebbe nell’ambito familiare, condividendone le fatiche di ogni giorno, e frequentando la parrocchia del paese.
Essendo di fragile salute, sin dalla sua infanzia conobbe la malattia. Questo comportò che non potesse frequentare la scuola: benché debole e quasi analfabeta, Elisabeth fu attratta dalla contemplazione della Passione del Signore, dalla quale attinse forza, sotto la guida del suo parroco Jean-David Reichard. Fu lui a concederle, dopo la Prima Comunione, di accostarsi più frequentemente all’Eucaristia, contrariamente alle usanze del tempo: la sua insistenza era indizio di un’intensa devozione al Santissimo Sacramento.
Di carattere forte e generoso, superò prove di ogni genere, sia fisiche che morali, cercando di non scoraggiarsi. Da ribelle e recalcitrante divenne, col tempo, ubbidiente e fiduciosa nella misericordia divina.

“L’estatica di Niederbronn”
Nel 1846, durante il decorso di una malattia più lunga e dolorosa delle precedenti, a Elisabeth parve di avvertire la presenza di Gesù che le appariva, le parlava e la confortava dandole estasi profonde.
A seguito di ciò ebbe il dono della profezia: i fatti che annunciava si avveravano in breve tempo. Dotata anche della facoltà di scrutare i cuori, dava saggi consigli. La sua fama si estese anche al di là della Francia, giungendo fino a Roma: da ogni parte giungevano persone desiderose di vedere quella che era chiamata “l’estatica di Niederbronn”.
I fenomeni mistici che la riguardavano furono narrati da un testimone oculare, il sacerdote Claude-Ignace Busson, che dal 1849 fino al 1853, pubblicò tre serie di scritti su di lei.

L’ispezione del vescovo di Strasburgo
Avvertito dal parroco Reichard, il vescovo di Strasburgo monsignor André Raess, pastore della diocesi dal 1842 al 1887, si recò personalmente a Niederbronn nel luglio 1848 per verificare i fenomeni.
Sottopose Elisabeth a vari esami che erano stati sollecitati anche dalla Santa Sede: ogni volta riportò l’impressione di trovarsi davanti ad un’anima forte, capace di virtù eccezionali, che rifuggiva dal clamore della folla. Anzi, la donna era desiderosa di entrare fra le Suore della Divina Provvidenza di Ribeauville, ma il vescovo, per prudenza, le disse di attendere.

L’ispirazione per una nuova congregazione
Nel settembre 1848 monsignor Raess comprese più a fondo l’ansia che l’animava Elisabeth, cioè di alleviare le sofferenze umane, principali ostacoli a comprendere l’amore che Dio offre a tutti gli uomini; lei aveva ben presente di cosa parlava, avendo sperimentato nella sua persona la condizione di malattia.
Intuì anche di dover fondare un’opera per l’assistenza dei malati a domicilio, senza distinzione di ceto sociale o di confessione religiosa. Ebbe così origine la congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore, approvata dallo stesso monsignor Raess il 22 gennaio 1849.
La congregazione fu messa sotto il patrocinio di sant’Alfonso Maria de’ Liguori: il 10 settembre 1849, Elisabeth ricevette l’abito religioso e, proprio in onore del fondatore dei Redentoristi, prese il nome di suor Alfonsa Maria. Il 28 agosto 1849, suor Alfonsa Maria iniziò a far vita comune con alcune compagne. Emise i voti religiosi il 2 gennaio 1850 a Niederbronn e fu nominata prima Superiora generale.

Lo sviluppo delle Suore del Santissimo Salvatore
Le comunità ben presto si moltiplicarono in Francia, Germania, Austria, Ungheria, allargando gli scopi caritativi alle necessità locali. Le suore si distinsero in particolare durante l’epidemia di colera del 1854, anno nel quale, il 6 novembre, furono riconosciute “di utilità pubblica” con decreto dell’imperatore Napoleone III. Il 7 maggio 1863 la fondazione ottenne il Decreto di Lode e tre anni dopo, l’11 aprile 1866, ricevette l’approvazione pontificia definitiva.
Tuttavia, nel marzo dello stesso anno, si produssero le separazioni di due comunità, quelle di Würzburg in Germania e di Györ (oggi in Ungheria): i vescovi locali le eressero in Congregazioni autonome, ossia le Suore del Redentore di Würzburg e le Suore del Divin Redentore della diocesi di Györ. Altre comunità, in seguito, si resero indipendenti dalla Casa madre.

Lo stile di madre Alfonsa Maria
Madre Alfonsa Maria diresse la congregazione per 18 anni, infondendo in donne di diverse nazionalità il suo ardente desiderio di far conoscere l’amore di Cristo a tutti gli uomini. Supplicava il Signore di proteggere le giovani suore in formazione: «Gesù, mio Divino Sposo, adotta queste figlie, prendi i loro cuori come tuo possesso… e formale secondo la Tua volontà».
Certa, come ripeteva spesso, che «La misericordia di Dio non ha confini», proseguì la cura degli ammalati, raccomandando alle suore: «Non negate nulla ai malati, perché quanto negate loro, lo negate al Salvatore».
Accolse anche bambini abbandonati e poveri, provvedendo in tutto a loro e fornendo un’adeguata educazione. Tutto senza dimenticare la cura della propria interiorità: «La preghiera sincera viene dal cuore» era uno dei suoi pensieri principali.

La morte
Madre Alfonsa Maria morì a Niederbronn il 31 luglio 1867 a 53 anni, a distanza di pochi giorni da don Jean-David Richard. Il 2 agosto seguente, il suo corpo fu sepolto nel cimitero cittadino, ma in seguito fu traslato presso il castello di Oberbronn, sede della Casa madre delle Suore del Santissimo Salvatore.

Il processo di beatificazione
A fronte della perdurante fama di santità e di segni per madre Alfonsa Maria, le Suore del Santissimo Salvatore si adoperarono per l’avvio della sua causa di beatificazione. Il processo informativo diocesano fu aperto quindi il 29 gennaio 1951 nella diocesi di Strasburgo, sotto la quale cade Niederbronn, e si concluse il 12 gennaio 1955.
Dal 18 febbraio 1955 la avuto inizio la fase romana della Causa presso la Sacra Congregazione dei Riti, all’epoca competente in fatto di cause di beatificazione, da dove, il 6 luglio 1963, è uscito il decreto sugli scritti.

La ripresa del processo e il decreto sulle virtù eroiche
Dopo quarant’anni il processo diocesano è ripreso, con la nomina di una nuova postulatrice, in base alle nuove normative riguardanti le cause di beatificazione e canonizzazione. Il 30 agosto 2005 fu ottenuto il nulla osta da parte della Santa Sede: il 7 giugno 2006, quindi, si è svolta la prima sessione del processo diocesano, concluso il 25 giugno 2007.
Dopo il passaggio alla fase romana della causa, il 29 febbraio 2008 è stato rilasciato il decreto di convalida dei due processi, sia quello degli anni ’50 del secolo scorso, sia quello degli anni 2000.
La “Positio super virtutibus” è stata presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi il 18 marzo 2009 ed esaminata dai Consultori storici, dato che la causa era diventata ormai “causa antica”, il 1° dicembre 2009.
Sono quindi seguiti i pareri positivi dei Consultori teologi, il 29 gennaio 2011, e dei Cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, il 10 ottobre 2011. Infine, il 19 dicembre 2011, papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Alfonsa Maria veniva dichiarata Venerabile.

Le suore di madre Maria Alfonsa oggi
Le Suore del Santissimo Salvatore, che hanno la Casa generalizia a Niederbronn-les-Bains e la Casa madre a Oberbronn, sono attualmente presenti in quattro continenti: Europa (Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo), Africa (Angola, Camerun), Sud America (Argentina, Bolivia) e Asia (India). Continuano la loro missione di assistenza ad anziani, disabili e ammalati, sia a domicilio che in case di riposo e ospedali diretti da loro stesse. Portano avanti anche compiti educativi e di assistenza agli emarginati e ai senza tetto.
Delle varie diramazioni, alcune si sono rifuse con la congregazione originaria, mentre le Suore del Redentore di Würzburg e le Suore del Divin Redentore di Györ si sono espanse in altri Paesi: le prime negli Stati Uniti d’America e in Tanzania, le seconde in Italia (hanno la casa generalizia a Roma), Slovacchia, Ucraina, Ungheria e Stati Uniti d’America. Pur riconoscendo madre Alfonsa Maria come fondatrice, mantengono la loro autonomia.


Autore:
Antonio Borrelli ed Emilia Flochini

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Aggiunto il 2017-08-17

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