Elisabetta Eppinger nacque il 9 settembre 1814 a Niederbronn Les Bains, nel nord dell’Alsazia (Francia), primogenita degli undici figli della sua modesta famiglia di agricoltori, crebbe nell’ambito familiare condividendone le fatiche di ogni giorno e frequentando la parrocchia del paese. Essendo di fragile salute, sin dalla sua infanzia conobbe la malattia e fin dalla prima giovinezza, benché debole e quasi analfabeta, fu attratta dalla contemplazione della Passione del Signore, dalla quale attinse la forza per salire la perfezione, sotto la guida del suo parroco Jean David Reichard. Di carattere forte e generoso superò prove di ogni genere, sia fisiche che morali, senza scoraggiarsi e nel 1846 durante il decorso di una malattia più lunga e dolorosa delle precedenti, Elisabetta Eppinger avvertì la presenza mistica di Gesù che le appariva, le parlava e la confortava dandole estasi profonde. A seguito di ciò ebbe il dono delle profezie che si avveravano in breve tempo, scrutava i cuori, dava saggi consigli; la sua fama si estese anche al di là della Francia, giungendo fino a Roma e da ogni parte giungevano persone desiderose di vedere quella che era chiamata “l’estatica di Niederbronn”. I fenomeni mistici che la riguardavano, furono narrati da un testimone oculare, il sacerdote Claudio Ignazio Busson, che dal 1849 fino al 1853, pubblicò tre serie di scritti su Elisabetta Eppinger. Avvertito dal parroco Reichard, il vescovo di Strasburgo mons. André Raess, pastore della diocesi dal 1842 al 1887, si recò personalmente a Niederbronn nel luglio 1848 per verificare i fenomeni mistici; sottopose Elisabetta a vari esami che erano stati sollecitati anche dalla Santa Sede e ogni volta ne riportò l’impressione di trovarsi davanti ad un’anima forte di virtù eccezionali, che rifuggiva dal clamore della folla, anzi era desiderosa di entrare fra le Suore della Divina Provvidenza di Ribeauville, ma il vescovo per prudenza le disse di attendere. Nel settembre 1848 comprese più a fondo l’ansia che l’animava, cioè di alleviare le sofferenze umane, principali ostacoli a comprendere l’amore che Dio offre a tutti gli uomini, difficoltà che lei aveva ben provato nella sua lunga esperienza di malata sofferente. Questa intuizione divenne il fondamento della sua opera, tesa all’assistenza dei malati poveri e di tutti i poveri in generale; ebbe così origine la Congregazione delle “Suore del SS. Salvatore” approvata dallo stesso mons. Raess il 22 gennaio 1849. La Congregazione fu messa sotto il patrocinio di s. Alfonso Maria de’ Liguori e proprio in onore del santo, Elisabetta Eppinger prese il nome di suor Alfonsa Maria; emise i voti religiosi il 2 gennaio 1850 a Niederbronn, dove sorse la Casa Madre della Congregazione, denominata anche “Suore del Divino Redentore”. Eletta prima superiora generale, madre Alfonsa Maria diresse l’Istituzione per 18 anni, infondendo in donne di diverse nazionalità, il suo ardente desiderio di far conoscere l’amore di Cristo a tutti gli uomini. Le comunità ben presto si moltiplicarono in Francia, Germania, Austria, Ungheria, allargando gli scopi caritatevoli alle necessità locali. Madre Alfonsa Maria morì a Niederbronn il 31 luglio 1867 a 53 anni; il processo per la sua beatificazione fu aperto solo il 29 gennaio 1951 e dal 18 febbraio 1955, gli Atti sono presso la competente Congregazione Vaticana, da dove il 6 luglio 1963 è uscito il decreto sugli scritti.
Autore: Antonio Borrelli
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
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Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
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- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
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Aggiunto il 2005-04-27
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