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San Pietro II di Tarantasia Vescovo

14 settembre

Saint-Maurice-de-l’Exil (Delfinato, Francia), 1102 – Bellevaux (Francia), 14 settembre 1174

Desiderando appartarsi da ogni gloria mondana, si fece cistercense. Si distinse nella stretta osservanza della Regola e diresse l'abbazia di Tamié. Per le sue eccelse qualità, il Papa lo nominò arcivescovo di Tarentaise in Francia.

Martirologio Romano: Nel monastero di Beauvale nel territorio di Besançon in Francia, transito di san Pietro, che, da abate cistercense passò a reggere con ardente zelo la sede di Moûtiers, alla quale era stato elevato, promuovendo con fervore la concordia tra le popolazioni.


Nella storia della Chiesa ben tre omonimi savoiardi, conosciuti come Pietro di Tarantasia, sono stati riconosciuti degni degli onori degli altari. Il più importante, seppur ultimo in ordine di tempo, fu il papa Beato Innocenzo V, al secolo Pietro di Tarantasia, che sedette sul trono di Pietro per soli quattro mesi dal 22 febbraio 1276 al 22 giugno del medesimo anno. E' ricordato nel calendario al 23 giugno. Gli altri due furono entrambi arcivescovi della Tarentaise, sub-regione della Savoia, con sede episcopale sita nell'antica cittadina di Moutiers.
Il secondo di essi in ordine temporale, san Pietro II, nacque nel 1102 a Saint-Maurice-de-l'Exil, nel territorio della diocesi di Vienne, nei pressi dell'abbazia cistercense di Bonnevaux. Questo piccolo pastore originario della regione francese del Delfinato si rivelò rapidamente un ragazzo prodigio, riuscendo addirittura a memorizzare l'intero salterio.
All'età di circa vent'anni decise di entrare nel monastero suddetto e non tardarono poi a seguirlo anche suo padre e due fratelli. La madre ed una sorella optarono invece per l'abbazia di San Paolo presso Izeaux.
Nel 1132 Pietro ricevette la nomina a primo abate della nuova abbazia di Tamié, in Savoia, appena fondata dall'arcivescovo di Tarantasia Pietro I. Proprio con questo evento ha inizio il rischio di un'inevitabile confusione tra i due personaggi omonimi. Merita dunque specificare che l'abbazia di Tamié fu fondata dal Beato Pietro I di Tarantasia, mentre il personaggio ora in questione ne fu il primo abate col nome di Pietro I.
Dopo una decina d'anni giunse però per lui la promozione, su interessamento di San Bernardo, alla cattedra episcopale precedentemente occupata dall'ormai defunto beato predetto. Il proto-abate di Tamié divenne così arcivescovo col nome di Pietro II e proprio con questa nuova numerazione divenne noto alla Chiesa universale come San Pietro II di Tarantasia. Insediatosi dunque nell'antica diocesi dell'alta valle dell'Isère, con il prezioso ausilio dei Canonici Regolari poté riformare il capitolo della cattedrale di Moutiers. Con i religiosi di questa congregazione Pietro II era solito condurre una vita comune. Per far sentire maggiormente la sua vicinanza ai fedeli, intraprese la visita pastorale di tutte le parrocchie sottoposte alla sua giurisdizione. In tal modo si diffuse però rapidamente nei suoi confronti la fama di operatore di grandi miracoli. Ciò lo portò a meditare di fuggire in segreto dalla diocesi, per ritirarsi a vita più tranquilla nel monastero svizzero di Lucelle, vicino a Basilea, e come un comune monaco dedicarsi al lavoro nei campi.
Inaspettatamente scoperto dai suoi fedeli, dovette suo malgrado far ritorno in Tarantasia e rimettersi all'opera. Architettò dunque l'adattamento del palazzo vescovile per l'assistenza dei poveri e dei bisognosi, con i quali pensò di condividere quotidianamente i pasti. La più celebre opera di carità da lui istituita è il “Pane di maggio”, tradizione che sopravvisse sino all'infuriare della Rivoluzione Francese, consistente nella distribuzione di minestra da parte del vescovo stesso. Si narra che proprio in una di queste occasioni il santo vescovo operò una miracolosa moltiplicazione del cibo a disposizione. Dal punto di vista materiale, ricostruì la vecchia cattedrale e nel 1150 si recò a Tamiè, con cui anche durante il suo lungo ministero episcopale conservò degli stretti legami, per la consacrazione della nuova chiesa. Si adoperò per incrementare e rendere maggiormente efficiente l'assistenza dei viandanti presso il colle del Piccolo San Bernardo, che congiungeva la sua diocesi e, più in generale, la Savoia con l'adiacente Valle d'Aosta, la Francia con l'Italia.
La sua figura non poté così non acquistare prestigio anche agli occhi dei vicini potenti dell'epoca. Ricorsero sempre più frequentemente al suo aiuto i conti di Savoia, il papa e gli abati dei monasteri dei dintorni.
Il vescovo Pietro II si trovò a doversi opporre addirittura all'imperatore Federico I Barbarossa, fervido sostenitore dell'antipapa Vittore IV, e a dover peregrinare fra numerosi paesi e città predicando la fedeltà al legittimo papa Alessandro III, in nome dell'unità della Chiesa. Lo scisma ebbe fine solo con la morte di Vittore IV nel 1139. Ancora ben trentun anni dopo dovette nuovamente incontrarsi con l'imperatore presso Besancon per farlo desistere dai suoi malvagi propositi di nuocere la cristianità. Nel 1173 a Roma il papa Alessandro III gli affidò il delicato incarico di mediatore tra i sovrani Luigi VII di Francia ed Enrico II d'Inghilterra, alle prese con antiche controversie relative alla sovranità su alcuni territori francesi. Tentando dunque di raggiungere l'Inghilterra, ormai di salute malferma ed accolto ovunque come un vero e proprio santo, la morte lo colse presso l'abbazia di Bellevaux il 14 settembre 1174. Ricevette così degna sepoltura nella chiesa di tale monastero. Il pontefice Celestino III non tardò a canonizzarlo ufficialmente nel 1191. Visti i legami storici tra le due regioni, ancora oggi in Italia la diocesi di Aosta celebra la memoria di San Pietro (II) di Tarantasia vescovo nella data tradizionale del 6 maggio.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2005-05-01

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