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San Martin (Buenos Aires), 17 agosto 1897 – Vallenar, Atacama (Cile), 20 maggio 1932
E’ nata in Argentina, ma è morta in Cile. All’età di diciotto anni entrò nella Congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell’Orto, fondata a Chiavari da S. Antonio Maria Gianelli, vescovo di Bobbio. La Serva di Dio visse nel nascondimento, adempiendo con straordinaria carità umili mansioni. Coniugò l’apostolato e il servizio con una intensa interiorità.
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È uno dei primi fiori di santità delle Suore Gianelline in terra Sudamericana. Maria Angelica Pérez, terza degli otto figli di Agostino Pérez ed Emma Rodriguez, nacque a San Martin (Buenos Aires) il 17 agosto 1897, ma ben presto si trasferì con tutta la famiglia a Pergamino sempre in Argentina, dove trascorse l’adolescenza e la prima giovinezza in un clima di profonda religiosità. Il padre era lavoratore nelle sterminate pampas argentine, ora come agricoltore, ora come mandriano, secondo le richieste; poi anche Angelina come i fratelli, prese a lavorare nei campi e contemporaneamente negli studi, conseguendo il diploma di maestra dei lavori domestici. A 18 anni, essendo maturata la sua vocazione allo stato di religiosa consacrata a Dio, Maria Angelica Pérez, il 31 dicembre 1915 entrò nella Congregazione delle “Figlie di Nostra Signora dell’Orto”, nella città di Buenos Aires, suore che aveva conosciuto verso i 10 anni a Pergamino, indossandone l’abito il 2 settembre 1916 e prendendo il nome di suor Maria Crescenzia; dopo un esemplare noviziato, pronunciò i voti il 7 settembre 1919. La Congregazione era stata fondata il 12 gennaio 1829 da s. Antonio Maria Gianelli (Cerreta, 12 aprile 1789 – Piacenza, 7 giugno 1846), beatificato il 19-4-1925 da papa Pio XI e proclamato santo il 21-10-1951 da papa Pio XII; cofondatrice e continuatrice della sua opera fu madre Caterina Podestà (Chiavari, 9-10-1809 - Roma 24-9-1884). Le suore “Figlie di Nostra Signora dell’Orto” dette poi suore ‘Gianelline’, sbarcarono per la prima volta in America Latina nel settembre 1856 a Montevideo (Uruguay), espandendosi poi nel Continente Sudamericano; capeggiava il coraggioso drappello missionario suor Chiara Podestà, sorella della cofondatrice († 1869) Nei primi anni della sua vita religiosa, suor Maria Crescenzia si dedicò ai bambini come maestra del cucito e insegnando il catechismo, prima nella Casa Provinciale, poi nel Collegio dell’Orto in Buenos Aires. Successivamente si dedicò con zelo agli ammalati, specialmente ai tubercolotici ricoverati nel sanatorio marittimo “Solarium” di Mar del Plata; nonostante che la TBC fosse una malattia che aveva colpito più persone della sua famiglia, il padre e due sorelle Luisa e Sofia, tutti morti in giovane età. L’intensa assistenza durò tre anni, suor Crescenzia mise a repentaglio la sua vita e il suo fisico già predisposto a quel male, cominciò a declinare velocemente. La superiora la inviò a Vallenar in Cile, dove alcune suore della Congregazione prestavano servizio nel locale ospedale. Qui trascorse l’ultimo periodo della sua breve vita, vivendo con gioia la vita comunitaria e dedicandosi totalmente al servizio degli infermi e crescendo incessantemente nell’amore di Dio; furono anni di sofferenza silenziosa, lavorava come poteva, sempre più affaticata, non si lamentava, aveva accortezza a non fare gesti, o atti affettuosi che potevano contagiare le consorelle. Insegnava il canto ai bambini suonando il piccolo armonium della Cappella, ma con voce flebile e sempre più stanca, nella totale accettazione della volontà di Dio e nell’offerta della sua giovane esistenza, specie nei lunghi periodi di doloroso isolamento. Minata dal male, suor Maria Crescenzia morì il 20 maggio 1932 a soli 35 anni, tra il generale compianto della popolazione di Vallenar, che aveva preso ad identificarla come la “santina”. Era tale la devozione per suor Maria Crescenzia Pérez, che i fedeli locali riuscirono ad impedire per 34 anni la traslazione della salma, del resto era stata sepolta nel cimitero di Vallenar in modo non riconoscibile, in un sepolcro con undici casse sovrapposte di poveri deceduti. Quando nel 1966 la tomba venne individuata, la cassa fu aperta e il suo corpo risultò incorrotto; fu traslata a Quillata nella nuova Cappella cimiteriale della Congregazione e poi dal 1983 riposa nella Cappella del ‘Collegio dell’Orto’ a Pergamino. Il 5 dicembre 1989, la Santa Sede diede il nulla osta per l’avvio del processo di beatificazione di suor Maria Angelica Pérez; dopo i vari gradi dell’istruttoria, sia in fase diocesana che presso la Congregazione Vaticana, il 22 giugno 2004, è stato emesso il decreto sull’eroicità delle virtù e proclamata venerabile.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2006-02-16
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