Alcuni la definirono la “don Orione in abito da suora”, tanto lo spirito del fondatore del “Piccolo Cottolengo”, aveva trovato in lei una interpretazione al femminile, fedele ed eloquente.
Lucia Cavallo nacque il 18 novembre 1913 nella frazione rurale Roata Chiusani del Comune di Centallo (provincia di Cuneo); i suoi genitori erano poveri contadini e i sei figli crescevano con molti sacrifici.
Da fanciulla riordinava la casa, portava le poche bestie al pascolo, accudiva i fratellini, inoltre frequentava la parrocchia e amava particolarmente pregare, era iscritta all’Azione Cattolica locale.
Alla morte della mamma, Lucia aveva dodici anni e dovette badare da sola ai piccoli fratelli e alla casa; gli anni della prima giovinezza trascorsero così nell’impegno familiare, anche se nel suo intimo aveva il desiderio di consacrarsi totalmente al Signore, ma le evidenti difficoltà familiari non lo consentivano.
Solo a 20 anni, il 3 novembre 1933 Lucia fu accettata nella Casa Madre delle “Piccole Suore Missionarie della Carità” a Tortona, fondate da san Luigi Orione (1872-1940).
Come postulante venne inviata a Genova - Marassi, fra le ammalate del Piccolo Cottolengo, frequentando il corso per infermiera e distinguendosi per capacità e zelo.
Dopo circa due anni rientrò a Tortona, dove ricevette l’abito da suora con il nome di Maria Plautilla, la notte di Natale del 1935; trascorso il prescritto anno di Noviziato, fu desinata all’Istituto Paverano, nucleo centrale del grosso centro assistenziale di Genova, denominato come tante altre Case di carità “Piccolo Cottolengo” e il 7 dicembre 1937, emise i voti nelle mani di don Luigi Orione il Fondatore.
Trascorse praticamente tutta la vita nell’Istituto Paverano, dove erano ospitate oltre 500 malate fisiche e psichiche ed un gruppo di orfanelle. L’infermeria di quel “Piccolo Cottolengo” la vide sempre presente, unendo alla competenza curativa e alla sollecitudine, una preziosa carità.
Come una farfalla svolazza sui fiori così suor Maria Plautilla si recava dalle malate, riceveva parenti e visitatori aiutava le consorelle, sempre attenta e con il sorriso sulle labbra, avendo parole di fede e di incoraggiamento per tutti.
Di indole generosa, prolungava liberamente l’orario del suo servizio, trascorrendo spesso le notti a vegliare le pazienti più gravi; intraprese anche una catechesi per i minorati, raccogliendo buoni risultati.
Ma il suo fisico, sotto stress per l’intenso lavoro e già provato per i disagi della Seconda Guerra Mondiale, con le ansie e le paure per i bombardamenti, nell’autunno del 1945 ebbe un collasso cardiaco, rientrando in comunità dopo un lungo e pesante giorno di lavoro.
Aveva 32 anni e le fu diagnosticata una poliartrite reumatica, nonostante le cure ricevute le condizioni generali restarono traballanti, soprattutto il cuore fu compromesso, e inesorabilmente continuò ad indebolirsi senza segnali allarmanti.
Era ritornata fra le ammalate a continuare il suo lavoro, ma sul finire del 1946 dovette intervenire per salvare una malata di mente che voleva gettarsi da una finestra, per il trambusto e la concitazione suor Maria Plautilla Cavallo ebbe un nuovo e più grave collasso cardiaco, che la costrinse a letto definitivamente.
Trascorse così gli ultimi 14 mesi della sua vita, in un’alternarsi di crisi e di riprese ma indebolendosi sempre più; i trapianti di cuore erano ancora da venire; il 14 agosto 1947 ricevé l’unzione degli infermi e il 15 agosto emise la professione perpetua nella sua Congregazione.
Morì il 5 ottobre 1947 nella Casa di Genova, lasciando non solo il rimpianto per la sua ancor giovane vita di 34 anni spezzata, ma la consapevolezza di una vita eroica impregnata della “spiritualità delle straccio”, trasmessa da don Orione come via di santificazione.
Il processo per la sua beatificazione si aprì il 2 ottobre 1986 e prosegue speditamente presso la competente Congregazione Vaticana.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2005-06-03
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