Ogni Fondatore o Fondatrice di Famiglia Religiosa, ha avuto un’altra venerabile figura, che sin dai primi tempi, li ha affiancati nell’opera costitutiva, nella guida spirituale e pratica, nel sostenere i primi passi più incerti e difficili della nuova Fondazione, spesso succedendo ai carismatici Fondatori. E tale fu il venerabile don Carlo Sterpi per s. Luigi Orione (1872-1940), fondatore della “Piccola Opera della Divina Provvidenza” e delle Famiglie religiose maschili e femminili scaturite per l’attuazione e conduzione dell’Opera stessa. Carlo Sterpi, figlio primogenito di Giovanni Battista Sterpi e di Caterina Raviolo, nacque a Gavezzana (Alessandria) diocesi di Tortona, il 13 ottobre 1874. Dodicenne, il 2 novembre 1886 rispondendo alla chiamata al sacerdozio che sentiva dentro di sé, entrò nel Seminario vescovile di Tortona, dove compì i prescritti studi con capacità e volontà. Il Signore volle che in quel tempo e in quell’ambiente, conoscesse il chierico futuro santo, Luigi Orione, col quale strinse una forte amicizia. E nell’ottobre 1895 a 21 anni, si associò definitivamente al fondatore della “Piccola Opera della Divina Provvidenza”, che allora era ai primissimi inizi; venne ordinato sacerdote il 12 giugno 1897. E dal 1895 don Carlo Sterpi divenne il fedelissimo, obbediente, devotissimo realizzatore, di quanto il fondatore andava suscitando. Svolse con competenza e umiltà tutte le mansioni che gli furono affidate; dal 1899 al 1908 nella Casa di Sanremo; dal 1908 al 1919 a Tortona nella Casa Madre e dal 1919 al 1927 a Venezia dove, pioniere nell’educazione degli artigianelli, fu apprezzatissimo dal cardinale La Fontaine. Era tanta la considerazione e la stima che godeva nella Piccola Opera della Divina Provvidenza, che alla morte del fondatore don Orione, avvenuta a Sanremo il 12 marzo 1940, fu chiamato a succedergli, venendo eletto Superiore Generale il 3 agosto 1940. La sua opera di primo successore, si svolse soprattutto nel convulso e drammatico periodo della Seconda Guerra Mondiale, che vide l’Italia in guerra proprio due mesi prima della sua elezione (10 giugno 1940); fu tutto un frenetico adoperarsi nell’accogliere e soccorrere, feriti, profughi e soprattutto orfani e disabili nelle Case della Piccola Opera, che don Orione aveva voluto chiamare ognuna “Piccolo Cottolengo”, in omaggio e devozione verso il grande santo torinese. Come logica conseguenza di tanto lavoro fuori del normale, che vide impegnati i sacerdoti e le suore della Piccola Opera, al limite delle forze, anche don Carlo Sterpi nel maggio 1944 a 70 anni fu vittima di un grave malore, che gli impedì nei due anni successivi di espletare la sua carica di Superiore Generale. In prossimità del secondo Capitolo Generale, resosi conto della gravità delle sue condizioni di salute, rinunciò alla carica e da quel momento, sempre comportandosi con molta discrezione, rifiutò di interferire nella conduzione della Piccola Opera; una volta eletto il suo successore, ritornò al suo paese natio Gavezzana alloggiando nella casa paterna, dove istituì anche nel 1946-47 un piccolo orfanotrofio. Poi si trasferì nella Casa Madre di Tortona, dove dal 1947 al 1951, si occupò degli orfani e nel contempo si preparò alla sua fine immergendosi nella preghiera. Morì a Tortona il 22 novembre 1951. Per la sua fama di santità, fu aperto il 28 novembre 1958 il primo processo per la sua beatificazione. La Causa prosegue a Roma presso la competente Congregazione e il 7 settembre 1989 è stato dichiarato Venerabile.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2005-06-03
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