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San Bononio Abate

30 agosto

Bologna, X sec. - Bologna, 30 agosto 1026

Nasce a Bologna nella seconda metà del X secolo. Trascorre la giovinezza nella sua città e successivamente parte per l'oriente; decide di stabilirsi a Il Cairo per fare l'eremita. Qui Bononio si dedica a opere di carità a sostegno delle popolazione, con cui costruisce anche alcune chiese. Contribuisce alla liberazione del vescovo di Vercelli, Pietro, fatto prigioniero dagli arabi dopo la sconfitta subita da Ottone II a Stilo. Ritornato in patria il vescovo in segno di riconoscenza nomina Bononio - che nel frattempo si ritira sul Sinai - abate del monastero di Lucedio. Il santo risponde alla chiamata del vescovo e accetta il nuovo incarico.A Bononio si attribuiscono alcuni miracoli compiuti a Bologna, la sua città natale, dove fa tappa durante il viaggio verso Lucedio. Si ferma anche in Toscana, nel monastero di San Michele di Marturi nel territorio di Poggibonsi. A Lucedio, forte della sua profonda spiritualità, il santo ripristina la disciplina dei religiosi e si adopera per aiutare la popolazione locale. Bononio muore il 30 agosto del 1026; le sue reliquie si trovano nella chiesa di Fontanetto Po, in provincia di Vercelli. È canonizzato da papa Giovanni XIX. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Lucedio in Piemonte, san Bononio, abate, che condusse vita eremitica prima in Egitto e poi sul monte Sinai.


Bononio, come il nome stesso tradisce, nacque a Bologna, nella seconda metà del X secolo. Dopo aver trascorso in città la giovinezza, partì per l’oriente e si stabilì presso Il Cairo, in Egitto, a condurre vita eremitica.
Durante la sua permanenza nel paese del Nilo si distinse per la sua pietà e devozione e per la sua dedizione a favore delle locali popolazioni, per le quali anche collaborò alla costruzione di alcune chiese.
Quando Pietro, vescovo di Vercelli, venne catturato dagli arabi, in seguito alla sconfitta subita da Ottone II a Stilo, Bononio si interessò per la sua liberazione che si concretizzò prima del 990. Al suo ritorno in patria, Pietro per riconoscenza nominò il santo, nel frattempo ritiratosi a vita eremitica sul Sinai, abate del monastero di Lucedio.
Nel suo viaggio verso il nuovo impegno, si fermò prima in Toscana, presso il monastero di San Michele di Marturi, nel territorio di Poggibonsi e successivamente nella sua città natale, ove compì dei miracoli. Giunto a Lucedio Bononio, ricco della sua esperienza monastica, di profonda spiritualità e dotato di singolari capacità pratiche, si dedicò al governo della fondazione monastica, cercando di ripristinare la disciplina e moralizzando i costumi dei monaci. Si adoperò anche per il bene materiale delle popolazioni che vivevano nei territori posti sotto la sua giurisdizione, dimostrandosi all’altezza dell’incarico ricevuto
La tradizione locale piemontese ricorda suoi viaggi attraverso le varie affiliazioni del monastero lucediese. In Valsesia, egli si sarebbe recato in visita all’abbazia di Parone dedicata ai Santi Pietro e Paolo e poco lontano dal detto monastero, a Doccio, sorse poi una chiesa, oggi parrocchiale del paese, sul luogo in cui il santo si sarebbe fermato a riposare. In un altro luogo poco distante egli avrebbe suggerito la costruzione di una chiesa in onore della Vergine, oggi in forme seicentesche dedicata alla Madonna del Rosario, ma che nella sua struttura evidenzia tracce di fasi più antiche.
Morì in fama di santità a Lucedio il 30 agosto del 1026, in tale giorno se ne celebra la festa nel calendario liturgico piemontese. Il suo impegno ed il suo operato a servizio della Chiesa, in un’epoca non certo facile, furono pubblicamente riconosciuti sia dal pontefice Giovanni XIX, che lo canonizzò, sia dal vescovo di Vercelli Arderico, che monumentalizzò la sua sepoltura con la costruzione di un altare. Le sue reliquie, dopo la soppressione del monastero, sono oggi venerate nella chiesa parrocchiale di Fontanetto Po. L’iconografia, per altro limitata ai luoghi in cui è presente il suo culto, Bononio è raffigurato genericamente come un abate, senza particolari attributi che ne facilitino l’identificazione.


Autore:
Damiano Pomi

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Aggiunto il 2005-07-03

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