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Serva di Dio Luigia Tincani Fondatrice

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Chieti, 25 marzo 1889 – Roma 31 maggio 1976


Fu una degna rappresentante dell’entusiasmante Movimento Cattolico, che sulla scia delle tante figure di santità, operanti nel sociale e nella contemplazione, sorte a fine Ottocento, proseguì nel Novecento l’opera riformatrice e innovatrice, a favore della Chiesa, del laicato cattolico e della diffusione in ogni strato sociale dei principi cristiani.
Per citarne qualche esempio nel campo femminile, la venerabile Tecla Merlo (1894-1964) cofondatrice col beato Giacomo Alberione della Congregazione delle Figlie di S. Paolo (Paoline); la fondatrice del Movimento dei Focolari (Focolarini) Chiara Lubich; la Serva di Dio Armida Barelli (1882-1952) cofondatrice dell’Istituto Missionario della Regalità di Gesù Cristo e del Policlinico Gemelli e le centinaia di fondatrici di Opere e Istituzioni religiose, che hanno costellato tutto il secolo con la loro preziosa, caritatevole, sociale e spirituale presenza.
Luigia Tincani nacque a Chieti il 25 marzo 1889, ultima dei cinque figli di Carlo Tincani e di Maria Mazzucotelli, il padre modenese era professore di latino e greco, inoltre Provveditore agli Studi, la madre bergamasca, era donna intelligente e profondamente religiosa; Luigia fu educata in un ambiente denso di gioia, di fiducia e di libertà, operando il bene.
Trascorse la fanciullezza nelle varie città italiane, dove il padre veniva trasferito per la sua professione, Cuneo, Bologna, Messina, Roma. Quand’era a Cuneo, dal 1894 al 1900, poté ricevere la Prima Comunione e Cresima, frequentò la scuola dell’obbligo, imparò a conoscere Gesù, la natura, la Patria.
Dal 1901 al 1909 visse a Bologna gli anni decisivi della sua vita, conseguì il diploma di maestra e prese ad insegnare nel Collegio ‘S. Luigi’ dei Barnabiti; frequentò l’ambiente domenicano ed entrò nel Terz’Ordine, ma furono soprattutto gli anni della vocazione religiosa.
Nella Basilica di S. Domenico di Bologna, maturò questo dono di Dio e la sua risposta entusiasta; in Luigia Tincani fu viva la chiamata alla contemplazione, all’apostolato, alla ricerca di una nuova forma di vita domenicana, per attuare ciò che il Signore andava manifestandole.
Nel 1910 seguendo la famiglia trasferitasi a Messina, dove il padre Carlo era stato mandato come Provveditore a riorganizzare le scuole, dopo il disastroso terremoto del 28 dicembre 1908, Luigia Tincani si incontrò con situazioni di estremo dolore, povertà, ignoranza.
In questo disastrato territorio, già operavano alla ricostruzione morale e sociale della comunità messinese, sant’ Annibale Maria di Francia (1851-1927) e s. Luigi Orione (1872-1940) e proprio con quest’ultimo prese a collaborare, per l’educazione degli orfani e l’insegnamento del catechismo; in questo periodo comprese che consacrarsi a Dio voleva dire dedicarsi completamente alle anime, inoltre che il primo mezzo per aiutare i giovani era istruirli.
A Messina collaborò alla fondazione dell’Unione Donne di Azione Cattolica. Nel 1912 Luigia con la famiglia si trasferì a Roma dove s’iscrisse all’Università e conseguì la laurea in Pedagogia nel 1916, con la tesi “Azione intellettuale del maestro secondo s. Tommaso”.
Nel campo universitario, prese a frequentare a Roma la Facoltà di Filosofia, conseguendo la relativa laurea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1925.
La lunga permanenza come studentessa in campo universitario, le diede l’opportunità d’incontrare il mondo dei giovani nella sua complessità e desiderio di verità.
Con la sua intelligenza, allegria, carità, formò intorno a sé un gruppo di ragazze universitarie, di cui divenne guida cercata ed amata, denominato Circolo Universitario Femminile Cattolico Romano, primo nucleo della FUCI femminile a Roma; per loro nel 1913 diede inizio ad un Corso Superiore di Cultura Religiosa, che diventerà l’attuale Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mater Ecclesiae”, inserito nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università S. Tommaso.
Nell’ambiente della FUCI romana ebbe a collaborare con mons. Giovanni Battista Montini futuro papa Paolo VI, che ne apprezzò l’ideale e la seguì incoraggiandola.
Dal 1916 prese a insegnare pedagogia e filosofia nella Scuola Normale dell’Istituto S. Caterina in Roma e poi al Liceo di Gubbio, questa esperienza durata fino al 1929, le fece scoprire la grandezza e la nobiltà dell’educazione “vera arte e poesia della vita” e nel contempo si fece più chiara la chiamata di Dio ad essere “luce che arde e brilla perché al suo fuoco possa accendersi un’altra luce”.
Raccolse intorno a sé altre insegnanti, animate dal medesimo ideale e attratte dalla spiritualità domenicana e con loro intraprese la fondazione di una nuova Famiglia religiosa: Insegnanti domenicane con un’intensa vita interiore di preghiera e di studio, che entrassero nel mondo dei giovani e della cultura per essere ‘segni’ della presenza di Dio.
Così il 30 aprile 1917 in S. Sabina a Roma, padre Ludovico Fanfani domenicano, suo consigliere nella vita spirituale e nell’attività apostolica, ricevette la consacrazione a Dio di Luigia Tincani, della sorella Bice e di altre tre Terziarie domenicane.
Il fine era chiaro, la consacrazione religiosa in mezzo ai fratelli, nel mondo della scuola pubblica, per andare a cercare, come s. Domenico, i “poveri di verità e di amore” là dove si trovano.
Le insegnanti, impegnate nelle carriere statali, avrebbero alternato l’attività professionale con la sosta nel convento, per riposare l’anima nell’armonia della vita regolare e comunitaria, con la bellezza della liturgia solenne. Non avrebbero portato un abito religioso visibile, per raggiungere più facilmente i lontani.
Il 28 agosto 1924 a Gubbio nel convento domenicano, si costituì la nuova Famiglia religiosa denominata “Unione S. Caterina da Siena” con la professione delle prime cinque sorelle; papa Pio XI le diede il nome di “Missionarie della Scuola”. Nella stessa data la Congregazione ebbe l’approvazione diocesana e accolta dal Maestro Generale dei Domenicani.
Luigia Tincani fu instancabile nel guidare le sorelle, impegnate nell’insegnamento a Roma ed a Gubbio; divenne collaboratrice dei papi Pio XI e Pio XII, che le affidarono un’opera di consulenza e di mediazione nelle problematiche della scuola cattolica; ricevé vari incarichi, cooperò alla crescita del laicato cattolico e dell’associazionismo, alla valorizzazione della donna e alla formazione delle religiose.
Negli anni 1926-38 avviò l’apostolato per le universitarie, aprendo i pensionati di Milano, Roma, Palermo, Bologna, dove le giovani erano accolte ed educate in una atmosfera di fiducia e di gioia, di studio serio e condivisione spirituale. Nel 1933 accolse le prime sorelle indiane, che dal 1948 sarebbero state le pioniere della Congregazione in India e Pakistan.
La sua instancabile attività fu tale che riesce faticoso qui registrare tutte le sue tappe; nel 1931 a Loreto diresse l’Istituto per gli Orfani degli Aviatori “Francesco Baracca”; nel 1939 fondò a Roma l’Istituto Universitario pareggiato di Magistero “Maria Ss. Assunta” per le religiose, che diventerà poi la Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA).
Nel 1949 madre Luigia Tincani, fu nominata da Pio XII superiora a vita dell’Unione S. Caterina da Siena (Missionarie della Scuola); ritiratosi per le sofferenze fisiche, nel convento sull’Appia Antica, ‘Villa Ave Maria’, diresse ed educò con energia le nuove generazioni di missionarie, aprendo nuove fondazioni in Italia, Pakistan e India, inviò temporaneamente le sue figlie per missioni individuali, così come previsto dalle Costituzioni, in America, Europa, Africa, nelle Università, ospedali e periferie di città.
Negli anni 1956-57 costituì gruppi missionari a Taranto, Bologna, Palermo, Roma e Stati Uniti; partecipò con gioia al grande evento del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Intanto le sue condizioni fisiche erano sempre più gravi, con una cecità quasi totale e negli ultimi anni con un tumore devastante, madre Luigia Tincani, offrì le sofferenze al papa Paolo VI per la Chiesa, sull’esempio di s. Caterina da Siena, ispiratrice e maestra di tutta la sua vita.
Donna dotata di intensa gioia interiore, tendeva a trasmetterla alle sue figlie: “Il nostro apostolato di insegnanti e di professioniste, a cui si uniscono i viaggi missionari, è penitenziale. Non facciamoci eroi, però possiamo dire che fatiche ne abbiamo e ci aggiungiamo le pratiche della vita consacrata. Si deve tendere con gioia a questo apprendimento, come scolare felici, con tutto l’amore e soprattutto con tutta la gioia possibile”.
Sollecitava le sue missionarie ad esprimere la gioia, per fare tanto bene intorno a loro, con “quel respiro largo che ci dà la gioia e la dà agli altri; con il sorridere e guardare negli occhi che mette in comunione le anime”.
Madre Luigia Tincani morì a Roma il 31 maggio 1976 ad 87 anni; la Santa Sede ha concesso il 5 dicembre 1987 il nulla osta per l’avvio della causa di beatificazione della Serva di Dio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-07-25

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