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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera T > Santi Taraco, Probo e Andronico Condividi su Facebook

Santi Taraco, Probo e Andronico Martiri

Festa: 11 ottobre

† Anazarbo, Cilicia, nell'odierna Turchia, circa 304

Sono tre martiri cristiani dell'Asia Minore, venerati fin dall'antichità e associati alla persecuzione di Diocleziano. Le fonti agiografiche li presentano come uomini di diversa origine e condizione: Taraco, anziano ed ex soldato, proveniente dall'Isauria; Probo, originario di Side in Panfilia; Andronico, appartenente secondo la tradizione a una famiglia importante di Efeso. La loro passione è legata soprattutto ad Anazarbo, in Cilicia, dove la tradizione colloca il martirio intorno al 304. Gli Atti conservati con i loro nomi descrivono tre interrogatori e numerose torture, conclusi con la condanna alle fiere e la decapitazione. La valutazione storica di questi racconti richiede tuttavia prudenza: la reale esistenza dei tre martiri è generalmente riconosciuta, mentre l'autenticità letteraria degli Atti è stata discussa dagli studiosi. Il loro culto è antico e ampiamente attestato nei martirologi latini e nei calendari greci; la memoria liturgica latina è fissata all'11 ottobre.

Etimologia: Probo deriva dal latino probus, con il significato di buono, onesto, virtuoso; Andronico deriva dal greco Andronikos, composto da aner, uomo, e nike, vittoria, con il significato di uomo vittorioso. Per Taraco l'etimologia del nome non è sufficientemente

Martirologio Romano: Ad Ainvarza in Cilicia, nell’odierna Turchia, santi Táraco, Probo e Androníco, martiri, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano diedero la vita per testimoniare la fede in Cristo.


Le informazioni biografiche più antiche sono strettamente legate agli Atti della loro passione, trasmessi in greco e in traduzioni latine e catalogati nella Bibliotheca Hagiographica Latina con i numeri BHL 7981, 7982 e 7983. Una testimonianza manoscritta della Passio sanctorum martyrum Tarachi presbyteri et Andronici è conservata anche nella Bibliothèque nationale de France.
Secondo il racconto degli Atti, Taraco era originario di Claudiopoli in Isauria e aveva prestato servizio nell'esercito romano. Probo era nato a Side, in Panfilia, mentre Andronico proveniva da Efeso ed era di famiglia socialmente distinta. Questi dati appartengono alla tradizione degli Atti e non sono confermati da documenti indipendenti contemporanei. La tradizione più antica li presenta tuttavia con caratteristiche individuali ben definite e non come un gruppo anonimo di martiri.
Taraco viene rappresentato come un uomo anziano, già inserito nella vita militare e ormai cristiano. Probo e Andronico appartengono invece a condizioni sociali differenti. La diversità delle loro origini e dei loro profili costituisce uno degli elementi caratteristici del racconto della passione.

Arresto e interrogatori
Gli Atti riferiscono che i tre furono arrestati in Cilicia durante la persecuzione di Diocleziano e condotti davanti al governatore chiamato Numeriano Massimo. Il racconto li presenta sottoposti a tre distinti interrogatori, associati a diversi luoghi della Cilicia. La tradizione manoscritta collega in particolare la vicenda a Tarso, Mopsuestia e Anazarbo.
La ricostruzione precisa degli spostamenti presenta però problemi testuali. Gli stessi Acta Sanctorum segnalano divergenze tra il testo greco e la traduzione latina riguardo al luogo di alcuni interrogatori e osservano che alcune forme del testo risultano posteriori o corrotte. Anche l'identificazione di Anazarbo come luogo finale della passione è sostenuta dalla tradizione complessiva degli Atti e dai martirologi, ma la trasmissione testuale non è uniforme.
Il racconto insiste sulla fermezza dei tre di fronte alle richieste di sacrificare agli dèi. Taraco rifiuta di rinnegare la fede cristiana; Probo e Andronico fanno altrettanto. Seguono, secondo gli Atti, varie forme di tortura. La narrazione è particolarmente dettagliata e comprende per ciascun martire differenti supplizi. Questi particolari appartengono al genere della passione martiriale e non possono essere considerati automaticamente una cronaca contemporanea degli eventi.

Il martirio ad Anazarbo
La tradizione colloca il martirio ad Anazarbo, importante centro della Cilicia. I tre furono condannati alle fiere nell'anfiteatro. Secondo gli Atti, gli animali non li uccisero e alla fine furono eliminati con la spada. Il Martyrologium Romanum ricorda la loro morte come martirio durante la persecuzione di Diocleziano e la tradizione latina stabilisce la memoria all'11 ottobre.
La data precisa del martirio non è certa. La tradizione agiografica lo colloca generalmente nel 304, data considerata verosimile dagli studi moderni, ma non è possibile stabilire con sicurezza il giorno dell'evento. Gli Acta Sanctorum collocano infatti il martirio, con maggiore probabilità, all'inizio del IV secolo e indicano il 304 come data verosimile.
Un punto importante riguarda il titolo di presbitero attribuito talvolta a Taraco o ad Andronico in alcuni manoscritti martirologici. Gli Acta Sanctorum rilevano esplicitamente che tale qualificazione è erronea e che gli Atti più attendibili non presentano i tre come presbiteri.

Le fonti della passione
La passione dei tre martiri presenta una particolare struttura documentaria. Un testo tramandato come lettera della comunità di Anazarbo ai cristiani di Iconio afferma che una relazione sulla loro passione sarebbe stata trascritta da uno degli esecutori, chiamato Sebasto, e inviata alle comunità cristiane delle regioni vicine. Questa dichiarazione appartiene però al testo stesso della passione e non costituisce, da sola, una prova indipendente della sua origine contemporanea agli eventi. Gli Atti sono stati infatti sottoposti a valutazione critica molto diversa dagli studiosi.
Thierry Ruinart considerò autentico il nucleo degli Atti; Adolf von Harnack espresse invece dubbi sulla loro genuinità e Hippolyte Delehaye inserì la passione tra i racconti martiriali caratterizzati da una forte elaborazione narrativa. La critica non mette per questo necessariamente in dubbio l'esistenza storica dei tre martiri. La questione riguarda soprattutto la possibilità di utilizzare tutti i particolari degli Atti come testimonianza storica diretta del loro martirio.

Culto
Il culto di Taraco, Probo e Andronico è attestato da una pluralità di antichi calendari e martirologi. Il Martyrologium Hieronymianum li ricorda in più date e in relazione a diversi luoghi, mostrando una trasmissione non perfettamente uniforme della memoria dei martiri. Una delle più antiche attestazioni li colloca ad Anazarbo in Cilicia.
Il Martyrologium Romanum li celebra l'11 ottobre. La tradizione greca li commemora invece il 12 ottobre. La differenza di un giorno tra i calendari occidentale e orientale è antica e non implica l'esistenza di due gruppi distinti di martiri.
La venerazione si diffuse anche oltre la Cilicia. Gli Acta Sanctorum ricordano una chiesa dedicata ai tre martiri presso Mopsuestia, nella quale furono trasferite reliquie provenienti da Anazarbo. È inoltre attestata una chiesa dedicata a Probo, Taraco e Andronico a Costantinopoli, collegata alla fondazione di edifici religiosi attribuita a Narsete nel VI secolo. Queste attestazioni documentano l'antichità e l'ampiezza geografica del culto.

Cronologia
- 284-305 - Regno dell'imperatore Diocleziano, nel cui contesto storico si colloca il martirio di Taraco, Probo e Andronico.
- circa 304 - Taraco, Probo e Andronico subiscono il martirio durante la persecuzione di Diocleziano. La tradizione li collega alla Cilicia e, nella forma più diffusa degli Atti, ad Anazarbo. La data dell'anno 304 è ritenuta verosimile, ma non è possibile stabilire il giorno preciso del martirio.
- V-VI secolo - La memoria dei tre martiri è attestata nella tradizione martirologica e liturgica antica; le fonti ricordano il loro culto in diverse località dell'Oriente cristiano.
- 11 ottobre - I tre martiri sono commemorati nel calendario liturgico latino.
- 12 ottobre - Taraco, Probo e Andronico sono commemorati nei calendari e nei sinassari di tradizione greca.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Taraco, Probo e Andronico e il loro culto antico sono sostenuti dalla presenza dei loro nomi in differenti tradizioni martirologiche e liturgiche.
- La data del martirio intorno al 304 è ritenuta verosimile, ma il giorno preciso non è documentato con certezza.
- Gli Atti della passione costituiscono la principale fonte narrativa sulla vicenda, ma la loro autenticità e la loro composizione sono state oggetto di discussione. Harnack ne mise in dubbio la genuinità, mentre Delehaye li considerò un esempio di elaborazione narrativa della tradizione dei martiri.
- La provenienza di Taraco da Claudiopoli, quella di Probo da Side e quella di Andronico da Efeso appartengono alla tradizione degli Atti e non sono confermate indipendentemente da documenti contemporanei.
- La qualificazione di Taraco, Probo e Andronico come presbiteri presente in alcuni manoscritti martirologici è considerata erronea dagli Acta Sanctorum; gli Atti non li presentano come presbiteri.
- Il luogo del martirio è tradizionalmente identificato con Anazarbo in Cilicia. La trasmissione dei martirologi presenta tuttavia diverse forme toponomastiche e alcune evidenti corruzioni testuali.
- Le descrizioni particolareggiate delle torture e dell'intervento delle fiere appartengono alla narrazione degli Atti e non possono essere assunte integralmente come cronaca storica indipendente.
- Il culto è documentato in Oriente e in Occidente attraverso martirologi, calendari, chiese e tradizioni relative alle reliquie.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, ottobre V, 11 ottobre, commento e Acta SS. Tarachi, Probi et Andronici martyrum, BHL 7981-7983.
- J. P. Kirsch, Sts. Tarachus, Probus, and Andronicus, in The Catholic Encyclopedia, vol. XIV, 1912.
- Adolf von Harnack, Geschichte der altchristlichen Literatur bis Eusebius, discussione sull'autenticità degli Atti dei tre martiri, citata negli studi agiografici moderni.
- Hippolyte Delehaye, Les légendes hagiographiques, analisi critica della tradizione narrativa dei martiri.
- Bibliothèque nationale de France, ms. lat. 14652, ff. 44v-52v, contenente una versione della Passio dei martiri.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Esisteva originariamente una “passio” greca dei santi martiri Taraco, Probo ed Andronico, poi tradotta in latino, dalla qualòe fu tratto l’elogio inserito nel Martirologio d’Usuardo ed in seguito anche nel Martyrologium Romanum. Non pochi studiosi ritennero tale narrazione autentica e degna di fede, anche se molti dettagli in essa contenuti sono frutto dei luoghi comuni dell’agiografia leggendaria, così come la comparsa dei martiri in tre differenti città sarebbe inspiegabile dal punto di vista giuridico.
Pare che Taraco fosse cittadino romano di Claudianopoli in Isauria ed aveva lasciato l’esercito in quanto cristiano., Probo era di Side ed Andronico proveniva da una nobile famiglia di Efeso. In odio alla loro fede i tre vennero processati e torturati barbaramente a Tarso ed a Mopsuestia, per essere infine decapitati presso Anazarbo il 10 ottobre 304. Non a torto Taraco, Probo ed Andronico possone essere considerati i più celebri martiri della Cilicia, il cui culto in breve tempo si diffuse in tutto l’Oriente ed in molte altre lontane regioni.
I martirologi geronimiano e romano li commemorano all’11 ottobre, ma il primo li menzziona anche in altre date: 5 aprile, 13 maggio, 27 settembre, 9, 10 e 12 ottobre. In quest’ultima data i tre martiri sono commemorati dai sinassari bizantini. Aussenzio, vescovo di Mopsuestia, nel V secolo edificò una basilica in loro onore fuori le mura della città, facendo pervenire da Anazarbo alcune reliquie. Il 7 maggio 483 anche Martirio, vescovo di Gerusalemme, depose sotto l’altare del monastero di Sant’Eutimio alcune reliquie dei tre martiri. Severo di Antiochia il 6 settembre 515 pronunziò un panegerico in loro onore. A Costantinopoli, capitale imperiale, furono dedicate ben due chiese alla loro memoria.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2026-09-23

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