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Santa Caritina Martire

Festa: 5 ottobre

Amiso, Ponto, Asia Minore, III sec. - Corycus, Cilicia, Asia Minore, IV sec.

Il suo culto appartiene alla tradizione cristiana orientale e la sua figura è associata alla persecuzione dell'imperatore Diocleziano, all'inizio del IV secolo. Le fonti agiografiche greche la presentano come una giovane cristiana affidata a un uomo di nome Claudio, che l'avrebbe allevata nella fede cristiana. Il racconto del martirio descrive una serie di torture e il successivo tentativo di eliminarla gettandola in mare. La tradizione più diffusa in Oriente la identifica con una cristiana originaria di Amiso, nel Ponto, mentre il Martirologio Romano colloca il martirio a Corycus, in Cilicia, l'odierna Gorgos in Turchia. Questa differenza geografica costituisce uno dei principali problemi storico-critici della sua tradizione. Gli Acta Sanctorum considerarono probabile l'origine di Amiso, ma sottolinearono anche la natura tarda e agiografica delle fonti narrative.

Etimologia: Dal greco χάρις, cháris, 'grazia', 'benevolenza', 'favore'; Χαριτίνη è una forma femminile derivata dalla stessa radice.

Martirologio Romano: A Gorgos in Cilicia, nell’odierna Turchia, santa Caritína, martire.


Le notizie sulla vita di Caritina (Charitina, Charitine, Charitini) derivano soprattutto da una passione greca attribuita dalla tradizione editoriale a Simeone Metafraste e trasmessa in manoscritti medievali. Gli Acta Sanctorum, pubblicando il testo nel volume dedicato al 5 ottobre, lo sottoposero a un'ampia analisi critica e considerarono plausibile, ma non certa, l'identificazione della martire con una Caritina originaria di Amiso, nel Ponto.
Secondo il racconto agiografico, Caritina rimase orfana in giovane età e fu affidata a un cristiano di nome Claudio, che la trattò come una figlia. La giovane avrebbe scelto di vivere nella castità e nella pratica della fede cristiana, dedicandosi alla preghiera e all'insegnamento della religione. La tradizione la presenta inoltre come una persona capace di attirare altri alla fede cristiana. Questi elementi appartengono alla narrazione agiografica e non possono essere verificati indipendentemente attraverso testimonianze contemporanee.

La persecuzione
Il racconto colloca il martirio nel periodo della persecuzione di Diocleziano. La passione indica come autorità persecutrice un funzionario chiamato Domizio, mentre alcune tradizioni posteriori utilizzano la forma Dometio o Dometius. Gli Acta Sanctorum collegano cronologicamente la passione alla grande persecuzione avviata nell'Impero romano all'inizio del IV secolo, ma non ritengono possibile stabilire con certezza l'anno preciso della morte. La loro ricostruzione considera probabile che Caritina abbia subito il martirio prima del 304.
La passione racconta che Caritina fu condotta davanti all'autorità e rimase ferma nella professione della fede cristiana. Il racconto prosegue con una serie di supplizi miracolosi dai quali la martire sarebbe stata ripetutamente liberata. Tra questi figurano l'esposizione al fuoco e il getto in mare con una pietra legata al corpo. In seguito sarebbe stata sottoposta ad altri tormenti e infine privata della vita mentre pregava. Il Martirologio Romano conserva in forma estremamente sintetica il nucleo del racconto: Caritina fu sottoposta al fuoco, gettata in mare, ne uscì illesa e infine morì dopo ulteriori mutilazioni.

La morte
La data precisa della morte non è documentata. Il Martirologio Romano la colloca genericamente nel IV secolo, mentre gli Acta Sanctorum considerano probabile una data anteriore al 304, in relazione alla persecuzione dioclezianea. Non è quindi sostenibile indicare il 304 come data certa del martirio.
Anche il luogo presenta una difficoltà significativa. La tradizione orientale identifica Caritina con la martire di Amiso e collega alla città del Ponto la sua origine e, in alcune versioni, l'intera vicenda del martirio. Il Martirologio Romano, invece, afferma esplicitamente che Caritina subì il martirio a Corycus, in Cilicia, identificata nella redazione italiana con Gorgos, nell'odierna Turchia.

La passione attribuita a Simeone Metafraste
Gli Acta Sanctorum pubblicarono una versione della passione sotto il nome di Simeone Metafraste, tratta da un manoscritto della Biblioteca Regina di Svezia. Il testo presenta una narrazione articolata del processo e dei tormenti della martire. La stessa analisi bollandista, tuttavia, esamina criticamente l'attendibilità degli Acta e osserva che molti particolari appartengono alla forma letteraria delle passioni dei martiri e non possono essere automaticamente assunti come testimonianze storiche contemporanee.
Il valore storico della passione consiste quindi soprattutto nella testimonianza della tradizione agiografica e del culto della martire, mentre i singoli particolari dei supplizi non possono essere considerati documentati allo stesso livello del suo ricordo liturgico.

Il problema di Amiso e Corycus
La principale questione storico-critica riguarda la collocazione geografica. Il titolo dello studio degli Acta Sanctorum parla prudentemente di Caritina 'forse ad Amiso nel Ponto', mentre il Martirologio Romano moderno la colloca a Corycus in Cilicia.
Gli Acta Sanctorum esaminarono anche tradizioni che cercavano di trasferire la martire in altri luoghi e respinsero le ricostruzioni prive di sufficiente sostegno nei martirologi antichi. La conclusione rimase prudente: Amiso poteva rappresentare la patria della martire, ma la documentazione non permetteva di stabilire con certezza il luogo del martirio.
La redazione attuale del Martirologio Romano ha invece fissato la memoria liturgica a Corycus. La località è identificata con Gorgos, nella Cilicia dell'odierna Turchia.

Il culto
La memoria di Caritina è attestata nei calendari cristiani orientali e nei testi liturgici greci. Gli Acta Sanctorum registrano la presenza del suo nome nei calendari e nei menologi e pubblicano la sua passione per il 5 ottobre.
Il 5 ottobre è anche la data della commemorazione nel Martirologio Romano. L'attuale formulazione latina è molto breve e si limita a ricordare Caritina come martire a Corycus in Cilicia.
La tradizione ortodossa celebra inoltre la sua memoria con testi liturgici propri e conserva la tradizione di frammenti delle sue reliquie presso il monastero di Kykkos a Cipro e presso il monastero di Gerusalemme in Beozia.

Cronologia
- III secolo - Nascita di Caritina, secondo la tradizione ad Amiso nel Ponto; la data precisa non è documentata.
- Inizio IV secolo - La tradizione agiografica colloca la vita di Caritina nel periodo della persecuzione dell'imperatore Diocleziano.
- Prima del 304 - Gli Acta Sanctorum considerano probabile il martirio di Caritina in questo periodo.
- IV secolo - Il Martirologio Romano colloca a Corycus in Cilicia il martirio di Caritina.
- Età medievale - La passione attribuita a Simeone Metafraste viene trasmessa nella tradizione manoscritta greca e successivamente raccolta negli studi agiografici.
- Età moderna - La memoria di Caritina viene mantenuta nei calendari liturgici orientali e nel Martirologio Romano.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza di una martire di nome Caritina e la sua memoria liturgica sono saldamente attestate dalla tradizione ecclesiastica antica e medievale, mentre le notizie biografiche dettagliate dipendono principalmente da una passione agiografica.
- Il Martirologio Romano attuale ricorda Caritina come martire a Corycus in Cilicia e data il suo martirio genericamente al IV secolo.
- L'attribuzione di Amiso come patria della martire è sostenuta dalla tradizione agiografica orientale e fu considerata plausibile, ma non certa, dagli Acta Sanctorum.
- La collocazione del martirio ad Amiso e quella a Corycus rappresentano due tradizioni geografiche differenti. La divergenza non è risolta dalle fonti antiche. La tradizione liturgica romana attuale adotta Corycus.
- L'anno 304, frequentemente associato a Caritina nelle fonti divulgative orientali, non è documentato con certezza. Gli Acta Sanctorum propongono una collocazione anteriore al 304, mentre il Martirologio Romano si limita al IV secolo.
- I dettagli relativi ai singoli supplizi appartengono alla passione agiografica e non sono confermati da testimonianze contemporanee indipendenti. Il nucleo liturgico del martirio è invece stabilmente conservato nel Martirologio Romano.
- La tradizione relativa alle reliquie conservate a Kykkos e a Gerusalemme in Beozia è attestata in fonti ortodosse contemporanee, ma non è accompagnata, nelle fonti storiche qui esaminate, da una documentazione antica che permetta di stabilirne l'autenticità.
- Gli Acta Sanctorum esaminarono inoltre la distinzione di Caritina da una figura omonima presente in altri calendari, mostrando che la trasmissione del nome nei martirologi richiedeva già in antico un controllo delle identificazioni.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Romanum, editio typica 2004, memoria del 5 ottobre: 'Coryci in Cilicia, sanctae Charitinae, martyris'.
- Martirologio Romano, Libreria Editrice Vaticana, 2004, memoria del 5 ottobre: 'A Gorgos in Cilicia, nell'odierna Turchia, santa Caritína, martire'.
- Bolland, Johannes et al., Acta Sanctorum, Octobris, t. III, Parisiis et Romae, 1866, pp. 20-24: De S. Charitina Virg. Mart. Forte Amisi in Ponto. Commentarius praevius; Acta auctore Symeone Metaphraste.
- Simeone Metafraste, Passio sanctae Charitinae, tradizione greca trasmessa nei manoscritti e pubblicata negli Acta Sanctorum con traduzione latina.
- Orthodox Church in America, Martyr Charitina of Amisos, memoria liturgica del 5 ottobre e tradizione relativa alla vita, al martirio e alle reliquie.

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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