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Beata Maria degli Apostoli (Therese von Wullenweber)

25 dicembre

Mönchengladbach, Germania, 19 febbraio 1833 – Roma, 25 dicembre 1907

Martirologio Romano: A Roma, beata Maria degli Apostoli (Maria Teresa) von Wüllenweber, vergine, di origine tedesca, che, accesa da ardore missionario, fondò a Tivoli nel Lazio l’Istituto delle Suore del Divino Salvatore.


La notte di Natale del 1907 il cuore generoso di Madre Maria degli Apostoli cessava di battere. Concludeva a Roma la sua vita operosa, lasciando un’eredità che ancora oggi attraverso le Suore Salvatoriane produce abbondanti frutti nella Chiesa, in ventisette paesi del mondo.
Therese (questo era il suo nome) nacque in Germania nel castello di Myllendonk, nei pressi di Mönchengladbach, il 19 febbraio 1833. Primogenita delle cinque figlie del Barone Theodor von Wüllenweber, crebbe in un ambiente profondamente religioso, per certi aspetti austero ma caratterizzato da forti legami di affetto familiare. Il padre, uomo retto e affabile, era ben voluto da tutti. Therese ricevette la prima istruzione in casa da parte della madre e di alcuni sacerdoti. All’età di quindici anni perfezionò la propria educazione ed istruzione dalle Benedettine di Liegi dove, pensando a Roma come cuore della cristianità, volle studiare anche l’italiano.
Tornata in famiglia aiutò per alcuni anni il padre nell’amministrazione del patrimonio familiare, anche se maturava in lei il desiderio di consacrarsi al Signore. Componendo una poesia confidò: “E’ cosa davvero tempestosa, il cuore, raramente ha un quieto dì sereno”. Nel 1853 e nel 1857 partecipò con la madre e la sorella ai ritiri spirituali dei Gesuiti (consuetudine, all’epoca, prettamente maschile) durante i quali nacque il grande amore per le missioni. Scrisse: ”E’ tutto inganno quel che non porta a Dio”, “Mi piaceva soprattutto studiare nel Vangelo i passi che ci dicono come ai tempi di Gesù gli apostoli e le pie donne lavoravano insieme per Cristo”. A ventiquattro anni, contro il volere del padre ma con il permesso della madre, che da lì a breve morì improvvisamente, entrò nel convento del Sacro Cuore a Blumenthal, vicino ad Aquisgrana. Ricoprì vari incarichi a Warendolf e ad Orleans (in Francia) ma, sebbene fosse felice per il proprio apostolato e ormai vicina alla professione solenne, sentiva in cuor suo che il Signore aveva per lei disegni differenti. Lasciò amichevolmente l’Istituto nel marzo 1863. Nella nota di dimissione la fondatrice, S. Maddalena Sofia Barat, annotò: “pia e di buon carattere … non si è riscontrata in lei la disposizione per essere educatrice”. Fu un’esperienza molto importante, per tutta la vita fu grande devota del Sacro Cuore. Col padre si recò il giorno stesso dalle Suore della Visitazione, anch’esse impegnate nell’istruzione delle giovani, ma pure questa esperienza durò poco, nell’imbarazzo comprensibile della famiglia. Per qualche tempo si preoccupò della casa e delle sorelle fino a quando, nel 1868, fece il suo ingresso nella Congregazione dell’Adorazione Perpetua di Bruxelles, con incarichi anche a Liegi. Constatò di persona quanto fosse necessario l’apostolato tra gli indigenti. Scrisse: “Migliaia di tedeschi poveri emigrano a Liegi perché, non essendovi l’obbligo scolastico per i bambini, li mandano a lavorare nelle miniere di carbone. Divengono, così, vittime della corruzione, senza religione, rovinati spiritualmente e fisicamente”. Si pensava ad una fondazione in Germania che non si poté fare. Erano gli anni della kulturkampt con persecuzioni anticlericali, diocesi vacanti, seminari chiusi, sacerdoti in esilio. Due anni dopo fece nuovamente ritorno a casa.
Nel 1872 Therese conobbe il parroco di Neuwerk che divenne suo direttore spirituale. Tutti i giorni andava a trovarlo a piedi, con qualsiasi tempo. Si cominciò a parlare di una nuova fondazione. Tra i suoi scritti leggiamo: “Voglio donarmi interamente a te, totalmente, per quel che vuoi tu, voglio sparire in piena umiltà quale povero tuo strumento”, “O Signore! Tu devi aver buttato una scintilla d’amore nel mio cuore – e quando penso ai non credenti sento un profondo dolore”. Nel 1876 prese in affitto (l’avrebbe poi comprato) una parte dell’ex monastero benedettino di Neuwerk e vi aprì l’Istituto S. Barbara per l’assistenza agli orfani, alle ragazze e alle donne sole. Visti i tempi difficili tentò, senza successo, l’unione con un istituto simile. Tra gli altri conobbe S. Arnold Janssen.
La svolta arrivò finalmente dopo aver letto un annuncio sul giornale della Società Apostolica Istruttiva ! Il 4 luglio 1882 incontrò il giovane sacerdote Giovanni Battista Jordan (Francesco della Croce) che sei anni prima aveva fondato a Roma l’Istituto (in seguito il termine Apostolica sarà sostituito da Cattolica). La differenza d’età tra i due era di quindici anni e anche l’estrazione sociale era differente (Padre Jordan era di umili origini) ma subito i due cuori iniziarono a battere all’unisono. Nel suo diario Therese scrisse: “Difficilmente poteva esserci per me gioia più grande! Mi ha fatto l’impressione di un apostolo con grande zelo. Il mio unico e sincero desiderio è di appartenere sempre più saldamente a questa Società fino alla morte. Buon Dio, a Te grazie in eterno”.
Padre Jordan era nato in un piccolo villaggio della Foresta Nera e fin da giovane aveva dovuto provvedere alle necessità familiari a causa dell’infermità del padre. Lavorò come pittore edile per poi intraprendere gli studi liceali e finalmente entrare nel seminario di Friburgo. Ordinato sacerdote nel 1878, andò a Roma col desiderio di fondare un’opera apostolica per il rinnovamento cattolico, composta sia da uomini che da donne, consacrati e laici, di tutte le estrazioni sociali. In un mondo sempre più secolarizzato ogni cristiano doveva sentirsi un apostolo. Un’importanza particolare aveva la diffusione della buona stampa.
Due mesi dopo il primo incontro Therese (che aveva quarantanove anni) si legò con voti privati alla Società, donandole “il suo convento”. A Roma Superiora delle Suore della Società era Madre Streitel. Nel luglio 1884 Therese soggiornò brevemente nella città eterna, in un periodo di contrasti tra Padre Jordan e Madre Streitel che, volendo dare un’impronta francescana alla sua opera, da lì a poco si staccherà dalla Società dando vita alle Suore dell’Addolorata. Therese intanto, tornò a Neuwerk e trascorse alcuni anni nell’incertezza fino al novembre del 1888 quando, con un piccolo gruppo di consorelle, fu chiamata da Padre Jordan a Tivoli. L’8 dicembre 1888 nacque il nuovo ramo femminile della Società Cattolica Istruttiva, Therese fu eletta Superiosa col nome di Suor Maria degli Apostoli.
La nuova congregazione fu presto benvoluta dalla gente mentre arrivarono vocazioni dalla Germania, dalla Svizzera, dall’Austria, dall’Ungheria e dal Tirolo del Sud. Fin dai primi tempi, quindi, lo spirito fu internazione e missionario, tanto che dopo pochi anni Madre Maria inviò le prime suore in India ed in Ecuador, seguendole sempre, con grande impegno, attraverso la corrispondenza. A Tivoli, nel 1894, aprì il seminario magistrale per una maggiore preparazione delle suore, sotto l’occhio vigile di padre Jordan. Dopo poco tempo scoppiò un’epidemia di tifo e alcune suore furono alloggiate a Roma mentre dalla Germania giungeva la triste notizia della morte del padre della Beata. Mentre l’opera prendeva il nome definitivo di Società del Divin Salvatore si realizzò il desiderio di trasferire la casa madre vicino a S. Pietro. Tivoli resterà, per anni, sede del noviziato dove, più volte, Madre Maria manifestò una materna attenzione per le novizie (arrivando persino a giocare con loro a “mosca cieca”).
L’obbedienza al Fondatore fu per Maria degli Apostoli sempre un dovere. Quando a Tivoli ci furono alcune incomprensioni e malcontenti si superarono con amore e umiltà. Nel frattempo si aprirono case negli Stati Uniti, in Svizzera, in Ungheria, in Austria e in Belgio. Verso la fine del 1905 si tenne il Primo Capitolo con la Madre ormai malata e anziana, che aveva quasi perso la vista. Venne rieletta ma purtroppo le condizioni di salute, sopportate con religiosa pazienza, peggiorarono progressivamente con attacchi di asma e problemi di mobilità. Due anni dopo una meningite fu letale: sorella morte le venne incontro proprio mentre le sue suore erano in chiesa per la Messa della notte di Natale. Il 4 agosto 1903 aveva scritto il suo testamento spirituale: “Spero umilmente che le mie buone Suore pregheranno molto per me. Che continueranno a lavorare con santo zelo alla propria perfezione, cercando sempre di fare del vero bene al prossimo, tenendosi ferme allo Spirito del Fondatore”.
Madre Maria è stata beatificata il 13 ottobre 1968 da Papa Paolo VI, con festa al 5 settembre. Le sue reliquie sono venerate nella chiesa della Casa Generalizia di Roma, in Via Mura Gianicolensi 67.



PREGHIERA
Beata Maria degli Apostoli
ottienici da Dio
la tua forte immutabile fede,
la tua incrollabile speranza,
il tuo amore universale
verso tutti gli uomini,
la tua intrepida pazienza
nella sofferenze e nelle prove,
il tuo zelo ardente
per il regno di Dio,
il tuo spirito tutto apostolico.
Prega per noi
Beata Maria degli Apostoli.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto il 2005-10-11

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