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> Home > Sezione F > Beata Francesca Anna della Vergine Addolorata (Francisca Maria Cirer y Carbonell) Condividi su Facebook Twitter

Beata Francesca Anna della Vergine Addolorata (Francisca Maria Cirer y Carbonell) Fondatrice

27 febbraio

Sencelles, Isole Baleari, Spagna, 1 giugno 1781 - Sencelles, 27 febbraio 1855

Nella diocesi di Maiorca, la beata spagnola Francesca Anna della Vergine Addolorata (al secolo Francisca Maria Buenaventura Cirer y Carbonell), completamente analfabeta, non sapendo né leggere né scrivere, fondò la Comunità delle Suore della Carità. Giovanni Paolo II la beatificò il 1° ottobre 1989.

Martirologio Romano: Nella cittadina di Sencelles sull’isola di Maiorca, beata Francesca Anna dell’Addolorata Cirer Carbonell, vergine, che, analfabeta, ma animata da divino zelo, si dedicò a opere di apostolato e di carità e istituì la comunità delle Suore della Carità.


La beata Francesca Anna è uno degli esempi più eclatanti, di quanto la volontà di Dio, opera fra le anime a Lui care; perché fu fondatrice di un Istituto religioso nell’avanzata età di 72 anni, pur non sapendo né leggere né scrivere.
Francisca Maria Cirer Carbonell, nacque nel Comune di Sencelles, nell’isola di Mallorca (Maiorca), arcipelago spagnolo delle Baleari, il 1° giugno 1781; ultima dei sei figli di Paulo Cirer e Giovanna Carbonell, agiati contadini, onesti e molto religiosi.
Della sua fanciullezza, si sa solo che ebbe un’ottima educazione morale e religiosa in famiglia, ma non frequentò nessuna scuola, rimanendo praticamente un’analfabeta; ciò non le impedì in seguito d’insegnare il catechismo ai bambini ed agli adulti del paese.
A 7 anni, il 9 maggio 1788, ricevé la Cresima e secondo l’uso del tempo, a 10 anni nel 1791, si accostò alla Prima Comunione.
La preghiera, le opere di carità, specialmente la cura degli infermi, furono le occupazioni preferite della sua giovinezza; a 17 anni, nel 1798 si fece Terziaria francescana e nel 1813 si iscrisse alla Confraternita del SS. Sacramento della sua parrocchia.
In gioventù si dedicava ai lavori domestici e dei campi, coltivando nel contempo una profonda devozione alla SS. Trinità, alla Passione del Signore, all’Addolorata e alle anime del Purgatorio; recitava il rosario con gioia e digiunava durante il sabato.
Maturò ben presto in lei la vocazione allo stato religioso, quindi espresse il desiderio di farsi suora in un convento di Palma, il capoluogo dell’isola di Maiorca, ma il padre si oppose decisamente, allora Francesca Maria, ligia all’obbedienza, vide in ciò la volontà di Dio e decise di essere monaca nella propria casa; era una scelta non rara in quei tempi, che interessò molte ragazze e donne in Spagna, Francia e Italia, istituendo un nuovo filone della religiosità consacrata femminile, il cui maggiore esempio fu santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Anna Maria Gallo, Napoli, 25-3-1715 – 6-10-1791), la “Santa dei Quartieri Spagnoli di Napoli”.
La vita in famiglia non fu serena, con contrarietà, solitudine, dolore; a partire dalla perdita dei suoi familiari in pochi anni, con i cinque fratelli morti dal 1788 al 1804, poi la madre deceduta nel 1807 e infine il padre nel 1821; Francesca a 40 anni si ritrovò completamente sola, confidando essenzialmente nella Vergine Addolorata alla quale era particolarmente devota.
Continuò, più libera da obblighi familiari, a condurre vita monastica in casa, insieme ad una compagna Magdalena Cirer Bennassar († 1870) e a lavorare nei campi, il cui ricavato tolto il necessario per sostenere lei e la compagna, veniva offerto ai poveri, che insieme agli ammalati, costituivano il campo privilegiato del suo apostolato.
Obbediente ai consigli e alle disposizioni dei parroci, che nel tempo si succedettero anche come suoi direttori spirituali, Francesca Maria Cirer Carbonell, era al centro dell’attenzione ed ammirazione dei suoi compaesani di Sencelles, ai cui occhi ella appariva come una persona desiderosa di nascondersi e condurre una vita ritirata, povera e laboriosa, fatta di preghiera e dedita alle opere di misericordia spirituali e corporali.
Sempre disponibile a consigliare ed ascoltare tutti, prediligeva interessarsi dei ragazzi insegnando loro il catechismo, ma particolarmente delle ragazze, che conosceva tutte e delle quali si sentiva responsabile del loro comportamento, diveniva loro confidente e guida.
Per i giovani organizzava nella sua piccola casa di campagna, allegre riunioni e feste da ballo, durante le quali i giovani si frequentavano in maniera lecita, sotto la sua discreta sorveglianza, comunque accettata da tutti.
Nel suo intimo, rimase in contatto con il Signore, in modo tanto profondo che specie durante i suoi ultimi anni, il suo spirito rimaneva estasiato in preghiera e spesso perdeva l’uso dei sensi, entrando in uno stato di autentica estasi.
Ben presto, prima a Sencelles poi in tutta l’isola di Maiorca, dalla quale non si era mai allontanata, si cominciò ad attribuirle visioni, profezie e soprattutto guarigioni miracolose.
Aveva ormai 72 anni, quando con il consiglio del parroco di Sencelles suo direttore spirituale, si convinse che il Signore le manifestava il suo volere, chiedendole di fondare nel suo amato paese un convento di Suore della Carità; in pratica un ramo della Congregazione fondata da S. Vincenzo de’ Paoli (1581-1660); per tale scopo impegnò i suoi beni e trasformò la sua casa, denominandola “Casa de las Hermanas de la Caridad”.
Affidò la fondazione alla protezione della Vergine Addolorata; lei stessa prese il nome di Francesca Anna della Vergine Addolorata; e il 7 dicembre del 1851, insieme a due compagne, prese l’abito religioso e pronunziò i voti, nello stesso, giorno giunse anche l’approvazione della fondazione da parte del vescovo locale; gli scopi fondamentali della nuova Famiglia religiosa erano tre: servire i malati nelle loro case, istruire la gioventù femminile, insegnare il catechismo sia alla gioventù sia agli adulti; nel convento e nei diversi borghi.
Fu superiora della piccola comunità, prudente e amorosa verso le sue suore, dando loro l’esempio di una intensa preghiera, di una pratica fedele dei voti religiosi, di uno zelo esemplare nell’espletare i compiti caritativi dell’Istituzione.
Il 27 febbraio 1855, mentre assisteva alla celebrazione della S. Messa nella chiesa parrocchiale di Sencelles, fu colpita da apoplessia, decedendo qualche ora dopo.
Fu un giorno di “costernazione e pianto” per tutta l’isola di Maiorca; la sua salma fu esposta all’omaggio di amici e compaesani per tre giorni e il suo funerale si trasformò in una manifestazione commossa e trionfale, per la partecipazione di una moltitudine di persone di ogni condizione sociale.
La sua tomba si trova nel suo convento “Hermanas de la Caridad” a Sencelles, divenuta da subito meta di affettuosa devozione.
Il 4 dicembre 1940 fu introdotta la Causa per la sua beatificazione e il 28 novembre 1988, fu approvato un miracolo attribuito alla sua intercessione; madre Francesca Anna della Vergine Addolorata è stata proclamata Beata in Roma, il 1° ottobre 1989, da papa Giovanni Paolo II; la ricorrenza liturgica è il 27 febbraio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2006-12-14

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