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Don Marcello Pagliero Sacerdote

Testimoni

Settimo Torinese (TO), 10 dicembre 1853 - Torino, 10 marzo 1926


Nel secolo d’oro della santità e operosità cattolica in Piemonte, ogni Comune fece inconsapevolmente a gara, nel donare alla Chiesa e alla società italiana allora nascente, qualche suo figlio o figlia, che nei più svariati campi d’azione, apostolato, educazione, missionario, fondazioni, assistenza e formazione, vita contemplativa, ecc., potesse dare onore e vanto alla sua terra d’origine.
Basti ricordare Castelnuovo d’Asti, dove nacquero s. Giovanni Bosco, s. Giuseppe Cafasso, il primo cardinale salesiano Giovanni Cagliero missionario; Chieri dove nacque s. Domenico Savio; Moncalieri patria del beato Giovanni Boccardo e del venerabile Luigi Boccardo, la stessa Torino dove nacquero s. Leonardo Murialdo, la Serva di Dio suor Benigna Consolata Ferrero, ecc.
Non è possibile elencare tutti i Comuni che hanno generato sante e generose figure di apostoli, si finirebbe a torto di dimenticare qualcuno.
Anche il Comune di Settimo Torinese, posto sulla sponda sinistra del Po e nella cintura industriale del capoluogo, ebbe nell’Ottocento vari campioni di fede e carità, ricordiamo il missionario salesiano in Patagonia don Domenico Milanesio (1843-1922) e il sacerdote ‘giuseppino’ don Marcello Pagliero, oggetto di questa scheda.
Marcello Pagliero nacque il 10 dicembre 1853 a Settimo Torinese da Giovanni Battista Pagliero e Rosa Converso, genitori profondamente cristiani; il padre introdusse a Settimo l’industria dei bottoni, da lui appresa in Spagna agli inizi del 1800 e questo primo stabilimento, era denominato dai vecchi settimesi “Ciabot di anime”.
Marcello fu battezzato l’11 dicembre 1853 nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, costruzione dell’XI secolo ma rifatta in epoca barocca; iniziò i suoi studi elementari nel paese natio, proprio quando da lì presero a transitare i soldati francesi, diretti ai campi della battaglia di Solferino e S. Martino.(24 giugno 1859).
Marcello Pagliero aveva 13 anni quando s. Leonardo Murialdo (1828-1900), lo accolse nel Collegio degli ‘Artigianelli’, situato in corso Palestro a Torino, iscrivendolo come allievo tipografo e dove si distinse subito per le sue doti di apprendimento.
Il Collegio degli Artigianelli, fondato da don Giovanni Cocchi, era stato preso in gestione completa, da san Leonardo Murialdo, il quale affrontando difficoltà di ogni genere, volle assicurare all’Opera una gestione oculata e dinamica, dandole una continuità e stabilità nell’avvenire, quindi consigliato e spronato dai sacerdoti torinesi don Eugenio Reffo (1843-1926) e don Giulio Costantino, considerati cofondatori, istituì nel 1873 la Congregazione della “Pia Società Torinese di San Giuseppe”, che in seguito fu popolarmente chiamata “i Giuseppini del Murialdo”.
Intanto, Marcello Pagliero allievo del Collegio, fu ammesso al ginnasio e destinato come assistente catechista nell’Oratorio di San Martino, presso la parrocchia dei Ss. Simone e Giuda e poi ebbe l’incarico d’insegnare il latino.
Avvertita la vocazione sacerdotale, generosamente rispose alla chiamata del Signore, ricevendo l’abito clericale il 19 marzo 1872 da mons. Lorenzo Gastaldi, arcivescovo di Torino.
Fu uno dei primi membri della nascente Congregazione di S. Giuseppe, fondata il 19 marzo 1873, allora era un chierico impegnato negli studi per diventare sacerdote e fu ordinato il 15 giugno 1878 a 25 anni, dallo stesso arcivescovo Gastaldi.
Ma se l’altro settimese don Domenico Milanesio, ebbe come campo della sua azione apostolica la lontana Patagonia, situata all’estremità del Continente Sudamericano, don Marcello Pagliero svolse il suo apostolato fra i giovani del Piemonte e del Veneto; intanto altri quattro giovani di Settimo Torinese, seguirono il suo esempio entrando nella Congregazione dei Giuseppini, don Carlo Pistonatti, don Giuseppe Viora e due suoi nipoti don Giuseppe Pagliero e don Tommaso Pagliero, che ricoprirono cariche direttive nella Congregazione.
Come primo incarico, don Marcello fu destinato al riformatorio di Bosco Marengo (Alessandria), anch’esso fondato nel 1870, dal già citato don Giovanni Cocchi che ospitava trecento corrigendi; sebbene delicato di salute, lavorò in quell’ambiente difficile, alacremente per otto anni, nonostante le difficoltà che si frapponevano a causa del diffuso anticlericalismo.
Per i suoi meriti educativi, il fondatore s. Leonardo Murialdo lo nominò primo direttore della nuova Casa della Congregazione, aperta il 21 maggio 1881 a Volvera (Torino) con 60 giovani studenti; in questa località conobbe il venerabile Luigi Balbiano (1812-1884) santo sacerdote diocesano, vicecurato ad Avigliana (TO); si guadagnò la stima e la fiducia degli abitanti di Volvera e dei paesi vicini, che ricorrevano a lui per consigli.
Ma il Signore disponeva diversamente per lui, nel giugno 1883 fu nominato direttore del futuro Patronato di Pio X di Venezia; la sua prima occupazione fu quella di radunare i ragazzi veneziani per calli e campielli, e ben presto si trovò a capo di scuole e laboratori per duecento alunni ed un oratorio di trecento ragazzi.
La sua maggiore applicazione era la formazione di giovani aspiranti ‘Giuseppini’; era educatore e pedagogo paziente, discreto, umile, primo in tutto ed esatto nelle regole e nell’orario, sempre occupato e gentile con tutti.
Amante della semplicità, passava ai confratelli i capi di vestiario, che gli provenivano da Settimo inviati dalla mamma; non accettò mai doni personali ma solo per la Chiesa e la Casa. Le madri degli allievi dicevano spesso: “Come è buono questo sacerdote, deve essere un Santo!”.
Ancora nel 1920 fu direttore dell’Istituto San Giuseppe di Rivoli Torinese, già villa dei principi di Carignano e per cinque anni fu l’ultimo campo della sua attività.
Complessivamente, fu direttore di Case per 44 anni della sua esistenza, direttore spirituale dei giovani e membro del Consiglio Generalizio della Congregazione di S. Giuseppe.
Nel 1925 fu ad Albano Laziale, per partecipare al corso di esercizi spirituali per Superiori ‘giuseppini’, poi lasciò ogni incarico direttivo, riservandosi, nonostante la salute cagionevole, di recarsi ogni settimana da Rivoli a Torino, al Collegio degli Artigianelli come direttore spirituale.
Morì a Torino il 10 marzo 1926 e la sua salma fu tumulata a Rivoli Torinese.
Padre Marcello Pagliero è onorato dalla Congregazione dei ‘Giuseppini del Murialdo’, come una delle più belle figure di religioso, accanto al santo fondatore e al Servo di Dio don Eugenio Reffo.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2005-12-12

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