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Sant' Anna Vedova e profetessa

3 febbraio

Gerusalemme, I secolo

“C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”. (Lc 2,36-38)

Patronato: Vedove, Vergini, Monache

Etimologia: Anna = grazia, la benefica, dall'ebraico

Emblema: Pergamena

Martirologio Romano: A Gerusalemme, commemorazione dei santi Simeone e Anna, il primo anziano giusto e pio, l’altra vedova e profetessa: quando Gesù bambino fu portato al tempio per essere presentato secondo la consuetudine della legge, essi lo salutarono come Messia e Salvatore, beata speranza e redenzione d’Israele.


Nelle Chiese orientali una particolare venerazione è riservata molti dei personaggi citati nel Nuovo Testamento, in particolare discepoli di Gesù o degli apostoli. Oggi è invece la festa della profetessa Anna, tutt’altra persona dalla leggendaria madre della Madonna, citata con il vecchio Simeone dall’evangelista Luca nel contesto della Presentazione al Tempio di Gesù: “C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lc 2,36-38).
Questo singolare personaggio femminile pare fosse dunque in attesa dell’avvento del Salvatore. Se il vegliardo Simeone costituisce una figura vivente del vecchio Israele, dell’Antica Alleanza, che attende la venuta del Messia per scomparire e lasciare il posto alla luce ed alla verità del Vangelo, Sant’Anna rappresenta invece il modello delle sante vedove, delle vergini e delle monache, che si staccano da tutti beni del mondo per dimorare permanentemente nel Tempio del Signore, offrendo i loro digiuni, i loro inni e le loro preghiere nell’ardente attesa della venuta del Salvatore. Quando Anna e Simeone con gli occhi del loro cuore videro il Cristo venuto tra loro, poterono allora annunciare con gioia e certezza che il Salvatore era giunto nel mondo quale “Luce per illuminare le genti e gloria d’Israele suo popolo”.
Anche la Chiesa Cattolica ha ereditato dall’Oriente cristiano la venerazione verso la profetessa Anna ed il nuovo Martyrologium Romanum pone in data odierna, giorno successivo alla Presentazione del Signore, la sua commemorazione unitamente al santo vecchio Simeone.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-07-02

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