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Santi Vittore e Malloso Martiri

10 ottobre

m. Bertun (Germania), inizio IV secolo

I santi Vittore e Malloso ed i loro 330 leggendari compagni furono ritenuti dei soldati della Legione Tebea scampati all’eccidio di Agauno (odierna Saint-Maurice in Svizzera), ma il nuovo Martyrologium Romanum li commemora semplicemente come martiri. Raggiunsero la città tedesca di Bertun, nei pressi di Colonia, ove si dedicarono all’evangelizzazione delle popolazioni locali. Furono quindi anch’essi decapitati in odio alla fede cristiana.

Patronato: Bertun (Germania)

Emblema: Palma, Spada, Stendardo, Croce Maurizian

Martirologio Romano: Nel villaggio di Birten sempre nel territorio di Colonia, santi Vittore e Malloso, martiri.


“A Bertun nei pressi di Colonia, in Germania, ricordo dei Santi Vittore e Malloso, martiri”: così semplicemente il nuovo Martyrologium Romanum, approvato all’alba del terzo millennio da Giovanni Paolo II, cita in data odierna questi due intrepidi testimoni della fede cristiana vissuti tra il III ed il IV secolo, che la pietà popolare ha voluto arbitrariamente arruolare con altri 330 leggendari alla celebre Legione Tebea. Per meglio comprendere l’origine del loro culto, occorre però ripercorrere brevemente la vicenda del gruppo che il martirologio ufficiale della Chiesa Cattolica commemora al 22 settembre e designa quali veri facenti parte dell’“Angelica Legio”. Si tratta dei santi soldati Maurizio, Essuperio, Candido, Vittore e dei loro numerosi compagni, vennero uccisi presso l’odierna Saint-Maurice-en-Valais in Svizzera sotto l’imperatore Massimiano per aver testimoniato la loro fede in Cristo. Seppur sinteticamente sono così ben riassunte le poche certezze che danno un fondamento storico al vasto culto che i soldati tebei ebbero in Europa, in particolare sui molteplici versanti alpini. Secondo successive cronache solo due furono i soldati ufficialmente scampati a tale sanguinoso eccidio, cioè Urso e Vittore (30 settembre), come attesta anche il martirologio, ma un po’ ovunque iniziarono a fiorire leggende su altri soldati che avrebbero trovato rifugio in svariate località, ove intrapresero una capillare opera di evangelizzazione per poi subire anch’essi il martirio. Nel Vecchio Continente se ne contano centinaia, distribuiti geograficamente fra Italia, Francia, Svizzera, Spagna e soprattutto Germania.
Uno di questi casi è costituito appunto dai santi Vittore e Malloso, che impregnarono con il loro sangue la terra tedesca e più precisamente la città di Bertun. Come in tutti i casi simili è assai arduo distinguere realtà e fantasia nelle numerose leggende sorte sul loro conto. Quando nella città tedesca si rinvennero dei resti umani, si suppose ingenuamente che essi potessero appartenere ai suddetti martiri e gli agiografi del tempo non conoscendo nulla della loro vita trovarono assai comodo riallacciarli senza alcun fondamento storico alla mitica Legione. Andando alla ricerca di un qualche fondamento storico ci si può imbattere in talune prove archeologiche che non possono far altro che attestare l’antichità del culto dei martiri, ma non possono purtroppo fornirci una visione dettagliata della loro vita terrena. Alcune tardive quanto improbabili leggende, come avvenuto per il vicino San Gereone, sostengono il ritrovamento delle reliquie dei santi addirittura da parte dell’imperatrice Santa Elena, che fece edificare anche una primitiva chiesa in loro onore.
In sostanza le uniche cose certe paiono essere quei pochi dettagli riportati dal nuovo martirologio, cioè il ricordo dei Santi Vittore e Malloso al 10 ottobre presso Bertun, vissuti in epoca imprecisata.
Il presupposto che i due martiri ed i loro 330 leggendari compagni abbiano militato nella Legione Tebea ha automaticamente conferito loro la presunta nazionalità egiziana e ciò ha contribuito alla diffusione del culto anche presso la Chiesa Copta, che venera dunque specificatamente non solo San Maurizio ma anche tutti quei suoi leggendari compagni il cui ricordo si è diffuso in un qualche piccolo santuario d’Europa.
L’iconografia relativa ai Santi Vittore e Malloro e compagni è solita presentarlo con tutti gli attributi tipici dei soldati tebei: la palma del martirio, la spada, lo stendardo con croce rossa in campo bianco e la Croce Mauriziana, cioè trilobata, sul petto.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-01-12

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