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San Giacomo di Tarantasia Protovescovo di Moûtiers

16 gennaio

m. Arles, Francia, 16 gennaio 429

San Giacomo è considerato l’evangelizzatore della Tarantasia, subregione della Savoia, e primo vescovo di Moûtiers, cittadina capoluogo di questa grande vallata. Proveniva dalla Siria ed aveva prestato servizio nell’esercito persiano. Sant’Onorato lo condusse con sé nella Gallie ed infine con lui nacque al Cielo il 16 gennaio 429. Il Martyrologium Romanum li commemora infatti entrambi proprio in tale anniversario.

Emblema: Bastone pastorale, Mitra

Martirologio Romano: A Moûtiers, nell’odierna Savoia, in Francia, san Giacomo, vescovo, discepolo di sant’Onorato di Lérins.


Il San Giacomo venerato in data odierna fu spesso confuso dalla pietà popolare con l’omonimo apostolo detto “il Maggiore”, in quanto entrambi venerati su una delle molteplici strade che conducevano dall’Europa centrale verso il grande santuario di Santiago de Compostela sull’Atlantico. Nella Francia medioevale parecchi santi di nome Giacomo erano venerati in svariati luoghi. Sovente l’oggetto della venerazione era una reliquia, ma talvolta ci si trovava di fronte anche ad interi corpi, come per esempio a Toulouse, Angers e Grenoble. Agli occhi degli ignari fedeli non vi era che un San Giacomo, cioè il celebre apostolo di Compostela, e nessuno era solito preoccuparsi se in realtà ci si trovasse dinnanzi ad altri personaggi. I vari corpi interi sepolti in qualche chiesa non erano sempre percepiti come dei concorrenti del santuario spagnolo, ma tutti invece contribuivano a diffondere tale leggenda.
Occorre dunque innanzitutto ripercossero la vita del santo oggi in questione, per rimettere in ordine in cotanta confusione. Notizie in merito ci sono pervenute da un testo del XII secolo, ritrovato cinque secoli dopo negli archivi dell’arcivescovado. Di questo documento oggi scomparso, si conservano però ancora quattro copie parziali o dei riassunti: tra di essi ve ne è uno ad Aosta risalente al XIV secolo.
Giacomo, di origini siriane, prestava servizio nell’armata del re di Persia e si convertì grazie all’esempio dei numerosi cristiani che morivano vittime di persecuzioni. Non appena ricevuto il battesimo, incontrò il celebre Sant’Onorato, fondatore del monastero di Lérins e venerato anch’egli oggi, e suo fratello San Venanzio. Quando quest’ultimo morì presso Méthone, Onorato fece ritorno in Gallia portando con sè Giacomo, che divenne monaco a Lérins.
Quando Onorato divenne vescovo di Arles, si preoccupò non solo di evangelizzare la Provenza, ma anche alcune zone circostanti, tra le quali la Tarentaise (nome italianizzato in Tarantasia), subregione della Savoia: dopo avergli conferito gli ordini maggiori, inviò dunque Giacomo quale primo missionario nel 420 circa. Giunto nella grande vallata, fu ben accolto dalla popolazione locale ed intraprese la costruzione di una chiesa dedicata a Santo Stefano. Tre anni dopo, però, la Tarantasia fu invasa dai burgundi e San Giacomo ed i suoi compagni furono costretti a tornare sui loro passi. Sant’Onorato gli conferì la consacrazione episcopale e nel 426 circa il novello vescovo, tornato nella sua terra di missione, stabilì la sua sede presso Moûtiers, cittadina capoluogo. Durante il suo episcopato, San Giacomo si rivelò anche potente taumaturgo ed eccessivo sarebbe dilungarsi sui numerosi prodigi che le leggende gli attribuirono. Dopo soli tre anni lasciò il governo della diocesi, designando un certo San Marcello quale suo successore. Quest’ultimo a dir la verità non è però incluso negli “Acta sanctorum”. San Giacomo aveva ormai avvertito l’ormai prossima fine della sua vita terrena e preferì far ritorno ad Arles dal suo maestro Sant’Onorato. Morirono entrambi il 16 gennaio 429 e ciò giustifica anche il fatto che il Martyrologium Romanum li ricordi insieme in tale anniversario. Di San Giacomo non resta che qualche reliquia.
Nel XVI secolo monsignor Jean-Philippe Grolle fece redigere un Breviario ed un Messale riportanti testi liturgici propri per la festa del santo protovescovo, nonché alcuni cenni storici sulla sua vita.
L’antica diocesi alpina giunse nel corso dei secoli ad essere sede metropolitana, avendo come suffraganee le Chiese di Sain-Jeanne-de-Maurienne, Sion nel Vallese svizzero ed Aosta sul versante italiano, dalle quali era in realtà separata da aspre catene montuose. L’avvento dell’impero napoleonico e la conseguente riforma della suddivisione ecclesiastica del territorio francese segnarono però la fine di questa gloriosa Chiesa locale, che fu accorpata all’Arcidiocesi di Chambery, comprendente l’intero Dipartimento della Savoia. Fortunatamente neppure gli sconvolgimenti che attraversarono la Francia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo sono riusciti a cancellare la memoria di San Giacomo, nonché di molti altri santi che contribuirono secoli or sono all’evangelizzazione delle Gallie.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-01-14

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