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San Vulstano di Worcester Vescovo

20 gennaio

Long Itchington, Inghilterra, 1012 – Worcester, Inghilterra, 20 gennaio 1095

San Vulfstano, vescovo della città inglese di Worcester, in Inghilterra, seppe far convivere i costumi monastici che lo avevano distinto da monaco con lo zelo pastorale, impegnandosi a visitare le parrocchie, a costruire chiese, a favorire la cultura e a contrastare il mercato degli schiavi.

Emblema: Bastone pastorale, Mitra

Martirologio Romano: A Worcester in Inghilterra, san Vulfstano, vescovo, che elevato dal chiostro a questa sede episcopale, unì i costumi monastici allo zelo pastorale, dedicandosi con impegno a visitare le parrocchie, promuovere la costruzione di chiese, favorire le lettere e condannare la venalità.


Vulfstano nacque nel 1012 a Long Itchington, nella contea inglese di Warwich, da una famiglia molto religiosa. Dopo una prima educazione per potersi perfezionare nello studio, nella preghiera e nel lavoro fu inviato presso le abbazie di Evesham e di Peterborouch. Questi luoghi fecero sorgere il lui il desiderio di santità. Ritornato in famiglia, comprese presto con quale facilità un giovane potesse perdere l'innocenza battesimale abbandonandosi alle continue seduzioni del mondo. Un giorno, infatti, una giovane e graziosa donna danzò alla sua presenza per celebrare un successo da lui riportato in un torneo. A cotanto spettacolo per un istante Vulfstano sentì la fiamma della passione sconvolgergli l'anima, ma non volendo restarne vittima prese l'eroica decisione di nascondersi in uno spinoso cespuglio per martoriare il suo corpo, versando copiose lacrime e preso dal timore di aver sottostato alla tentazione.
Qualche anno dopo i genitori del santo decisero di comune accordo di abbracciare la vita religiosa. Al figlio non restò dunque che affidarsi al vescovo di Worcester, che fornitagli la dovuta formazione lo ordinò sacerdote. Vulfstano non acconsentì però ad applicarsi al ministero pastorale e preferì seguire la via indicatagli dalla madre, che gli aveva trasmesso un particolare amore per la vita monastica. Entrò allora nel monastero accanto alla cattedrale e per più di venticinque anni fu professore, cantore, sacrestano ed infine priore. Il santo monaco serviva Dio notte e giorno, predicando al popolo, consigliando i sacerdote e praticando austere penitenze ed una filiale sottomissione ai superiori.
Verso il 1062 giunsero a Worcester due cardinali per trascorrere la quaresima nell'abbazia di cui Vulfstano era priore. I due porporati ne rimasero talmente ammirati che, rientrati alla corte del re Sant'Edoardo III, lo segnalarono quale migliore candidato per la sede di Worcester divenuta nel frattempo vacante. Vulfstano cedette alle pressioni reali e l'8 settembre 1062 Aldredo, arcivescovo di York ed amministratore ad interim, lo consacrò vescovo. Il novello pastore seppe assolvere scrupolosamente tutti i suoi doveri. La sua esposizione della parola di Dio era solita intenerire gli uditori sino alle lacrime. Memorabili si rivelarono i successi che ottenne il suo talento oratorio tra gli abitanti di Bristol riuscendo a distoglierli dall'abominevole traffico di schiavi indigeni.
Frequenti furono le visite pastorali ala sua diocesi, durante le quali la sua borsa piena di denaro era sempre pronta ad aprirsi per tutti i bisognosi. Lungo il percorso numerose erano le sue stazioni, finalizzate a riprendere i peccatori, ordinare sacerdoti, consacrare altari, confessare ed amministrare le cresime. popolo nutriva una grande fiducia in questo vescovo paterno e giusto.
Vulfstano fece ricostruire l'antica cattedrale di Worcester, che era stata edificata nel VII secolo da Sant'Osvaldo, re di Northumbria, e non mancò di dotare di chiese tutti i paesi ancora sprovvisti.
Malgrado i suoi numerosi rimproveri e la sua severità, fu unanimemente amato ed ammiravano. Fu l'ultimo vescovo a ricevere il bastone pastorale per mano di un re sassone. Alla morte di Sant'Edoardo III infatti, succedette forzatamente al trono il celebre Guglielmo I il Conquistatore, di origini normanne.
Vulfstano fu uno dei pochi vescovi che non rinunziarono alla loro sede fra le varie peripezie che sconvolsero la Chiesa inglese in tale frangente storico: pur ammettendo durante un sinodo di ritenersi indegno del ministero che Edoardo III e la Santa Sede lo avevano costretto ad accettare, soggiunse solo al re medesimo avrebbe restituito il bastone pastorale. Si recò dunque alla tomba del santo monarca nell'abbazia di Westminster e conficcò con estrema facilità il bastone nella pietra sepolcrale. Solo il santo, una volta ricusata la sua deposizione, riuscì ad estrarre nuovamente il suo pastorale con estrema facilità.
Vulfstano fu poi rivalutato dal re Guglielmo e dal primate Lanfranco, ai quali sopravvisse sino ad assistere alla consacrazione di Sant'Anselmo di Aosta, eletto nel 1093 nuovo arcivescovo di Canterbury. A coloro che si lamentavano dell'oppressione normanna, egli rispondeva che si trattasse di un castigo da sopportare con pazienza, in quanto permesso da Dio per i loro peccati. La cura che il vescovo aveva per la salute delle anime a lui affidate, non gli faceva tuttavia dimenticare la propria, celebrando sovente la Messa contrariamente all'uso del tempo, pregando con assiduità, elargendo abbondantemente ai poveri e con frequenti digiuni, tanto da arrivare a rinunciare alla carne di oca, suo piatto preferito.
Nella festa di Pentecoste del 1094 Vulfstano fu assalito da una febbre continua che progressivamente lo indebolì. Capendo che la morte si avvicinava, si preparò all'evento moltiplicando preghiere ed austerità. Nel capodanno successivo si mise definitivamente a letto e, con gli occhi rivolti all'altare della sua stanza, continuò a seguire mentalmente la recita dei salmi, unendo talvolta la sua voce a quella dei salmodianti. Morì il 20 gennaio 1095, dopo ben trentatrè anni di episcopato. Alla sua sepoltura, avvenuta nella cattedrale, come egli aveva predetto nessuno riuscì a sfilargli l'anello episcopale. La sua tomba divenne presto sorgente di numerosi miracoli. Nel centesimo anniversario della morte avvenne un'esumazione ed il corpo del vescovo fu trovato incorrotto. Non tardò allora a giungere la canonizzazione ufficiale, avvenuta nel 1203 da parte del pontefice Innocenzo III. Il Martyrologium Romanum commemora ancora oggi San Vulfstano al 20 gennaio. L'iconografia cristiana è solita raffigurarlo nell'atto di rendere la vista ad una religiosa cieca con un segno di croce, ma principalmente nel celebre episodio di conficcare il bastone pastorale nella tomba del santo re Edoardo III il Confessore.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-01-14

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