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Venerabile Maria Leonarda Ranixe

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Porto Maurizio, 23 giugno 1796 - Diano Castello, 24 maggio 1875


Figlia di un calzolaio e di una sarta, Francesca Ranixe nacque a Porto Maurizio il 23 giugno 1796. In quei giorni si festeggiava la beatificazione dell’illustre concittadino S. Leonardo, il santo della Via Crucis. Nonostante fosse la terzogenita di nove fratelli, di una famiglia non agiata, ebbe per l’epoca un’istruzione eccellente. A quattordici anni cominciò ad apprendere una professione e non poteva essere che quella di famiglia, la sarta. Il credo religioso in casa era forte e Francesca, negli anni, si iscrisse a ben cinque confraternite. A ventitre anni, nell’adesione ad una di queste, si dichiarò “sposa di Gesù”. In paese era molto sentita la devozione per la Passione di Cristo secondo gli insegnamenti di S. Leonardo: lei rinnovò per tutta la vita l’adesione alla confraternita del Monte Calvario. Con un’altra confraternita invece, quella di S. Caterina, iniziò l’apostolato che avrebbe caratterizzato la sua vita: istruire le fanciulle povere, anche per prevenire i pericoli causati dalla povertà. Il padre era custode di una chiesetta dedicata a San Giuseppe, fu quindi molto devota di questo santo e fin da giovane tenne in grande considerazione il sacramento della penitenza. Viveva quasi da suora in casa quando i Barnabiti, nel 1824, le misero a disposizione alcuni locali per aprire la prima scuola gratuita di Porto Maurizio. Del centinaio di scuole presenti nelle province vicine solo due erano femminili: Francesca lavorava già per il riconoscimento della dignità della donna.
In quegl’anni la soppressione napoleonica degli ordini religiosi aveva causato la messa all’asta del monastero delle clarisse in cui vivevano ancora cinque monache. Aprirvi una scuola era il solo modo di salvarlo mentre per la Ranixe voleva dire appagare il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Da Torino, Re Carlo Felice autorizzò e sovvenzionò l’opera. Francesca entrava in monastero prendendo il nome del grande santo concittadino, la cui casa natale sorgeva a poca distanza. Tradizione vuole che quasi un secolo prima tali avvenimenti erano da lui stati profetizzati. Suor Leonarda e compagne erano quindi monache insegnanti: professarono il 23 gennaio 1828. Tale fu la sua gioia che, profondamente scossa, passò il resto della giornata a letto. In monastero la raggiunse poi la sorella che diveniva suor Maria del Crocifisso.
Dopo alcuni anni tranquilli, lentamente la gestione della scuola cadde tutta sulle spalle di Leonarda. Il dissidio interno con le contemplative si fece aspro tanto che con l’intervento del vescovo si pensò di separare le due comunità e trasferire la scuola nell’ex convento dell’Annunziata. Da Torino il ministro impose però la prosecuzione della scuola e la convivenza della comunità con a capo suor Leonarda. Ufficialmente le si dava ragione, ma possiamo immaginare quanta pena avesse nel cuore. Cercò di sanare la frattura, desiderando però un istituto dedito solo all’insegnamento. Nel 1847 parve esserci una svolta quando le fu offerto di andare missionaria nella lontana America del Sud. Accettò, ma il vescovo di là, che veniva a prenderla, morì nel viaggio e il progetto fu archiviato. Intanto si manifestavano in lei carismi straordinari, confermati anche dalle “avverse”. A penitenze e digiuni, portava abitualmente il cilicio, si aggiungevano frequenti malattie, gravose ed inspiegabili. Più volte, mentre pregava solitaria, fu vista sollevarsi un palmo da terra e rimanere in stato di rapimento estatico per ore. Un giorno la Vergine Santissima e S. Chiara le apparvero per preannunciare il fiorire delle vocazioni nell’Istituto.
Nel 1848 un decreto regio dispose che ogni comune provvedesse all’istruzione dei giovani. Il consiglio comunale di Porto Maurizio pensò di trasferire la scuola della Ranixe all’Annunziata. I tempi erano ormai maturi perché nascesse una nuova congregazione: le Clarisse della SS. Annunziata. Il 6 maggio 1852, accompagnata in vettura dal sindaco, fece l’ingresso in quello che era stato l’importante convento abitato anche da S. Leonardo per ristabilirsi da una malattia e in cui aveva fatto le sue prime Via Crucis. Possiamo immaginare la gioia di Leonarda a tali ricordi.
Nell’autunno del 1852 le alunne accolte gratuitamente erano già trecento e se per mandare avanti la casa occorreva tanto denaro, a causa anche dei lavori di ristrutturazione, puntuale era la risposta della Provvidenza. Ci fu l’approvazione diocesana dell’Istituto e della Regola, ispirata alla spiritualità francescana, con la caratteristica della semiclausura. Non mancò però l’impegno delle suore durante il colera del 1854-1855 che mieté vittime in tutta la Liguria. Madre Leonarda “era l’anima della comunità, a tutto ed a tutte pensava; a tutto provvedeva e con la sua ordinaria amabilità e saggia amministrazione si cattivava l’amore, la confidenza, il rispetto, anzi la venerazione delle sue figlie e di chiunque avesse il bene di conoscerla”.
Dopo qualche tempo alcune prove ancora l’attendevano. Venne destituita da superiora, causa le critiche di alcune giovani professe, e un gruppo di suore lasciarono l’istituto. Umiliata e malata, Leonarda mantenne l’abituale serenità. Fu eletta superiora la sorella, suor Maria Crocifissa. Nel 1860, con l’annessione di Nizza alla Francia, Porto Maurizio divenne il nuovo capoluogo di provincia. La città si ingrandiva, ma tornava a serpeggiare l’anticlericalismo: il grande complesso dell’Annunziata fu destinato a diventare caserma. Durante la Settimana Santa del 1863 la Madre ebbe dolori fortissimi. I tentativi di conservare la casa furono vani, l’ordine perentorio arrivò e il 14 agosto 1864 si dovette traslocare. All’alternativa di tornare a S. Chiara Leonarda preferì cominciare da capo a Diano Castello. Scrisse: “Io confido in Dio. La crisi è forte, ma Dio è potente e non sarà mai se non ch’Ei permetterà, e poi dal male Egli trarrà sempre il bene”. A Diano l’accoglienza fu festosa e alle suore furono affidate sia le scuole sia l’ospedale. Madre Leonarda per dare una sede stabile alla congregazione, sebbene anziana, iniziò la costruzione dell’attuale Casa Madre. Ai muratori diedero un aiuto pratico anche le suore mentre lei ormai si spostava solo su di un seggiolone (ancora oggi conservato). Dal principio del 1874 non si alzò più dal letto: mentre i lavori arrivavano quasi a compimento, la fondatrice era sempre più debole.
Si spense serenamente, senza far più ritorno alla sua città, il 24 maggio 1875, circondata da una vasta fama di santità. Ai funerali partecipò una grande folla.
Madre Leonarda sintetizzò felicemente la vocazione contemplativa con l’apostolato educativo. Spiritualità francescana la sua, semplice e gioiosa:“Dammi, o Gesù, uno sguardo di misericordia mentre io te ne do uno d’amore”. Grande fu la sua devozione mariana, specie con la recita del S. Rosario, e all’Eucaristia: “La Santa Messa è la catena d’oro che unisce strettamente Dio e l’anima”. Fondamentali per conoscere Suor Leonarda sono le memorie della segretaria del cuore, suor Maria Maddalena Araldi, mentre recentemente, per fortuna, sono state ritrovate le lettere indirizzate allo scolopio Padre Atanasio Canata. La sua tomba, insieme a quella di alcune compagne, è nella chiesa della Casa Madre a Diano Castello. In un piccolo museo sono conservati i suoi ricordi.
Dal 1989, con il riconoscimento delle virtù eroiche, Madre Leonarda è venerabile.


PREGHIERA
Padre Santo,
sorgente della vita e dell’amore,
ti benediciamo per la Venerabile Suor Maria Leonarda Ranixe,
fedele sposa di Gesù, tuo Figlio, umile ancella dello Spirito,
che la rese madre e maestra di tante giovani.
Glorificala, Signore, concedendoci, per sua intercessione,
la grazia che ti chiediamo con fede.
Amen.


Per informazioni:
Suore Clarisse della SS. Annunziata
Piazza Ranixe, 2
18010 Diano Castello (Imperia)
Tel. 0183.494097


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2006-01-30

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