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Santi Innocenzo e Vitale Martiri

22 settembre

m. Cantone del Vallese (Svizzera), fine III secolo

I santi Innocenzo e Vitale sono ritenuti soldati della leggendaria Legione Tebea, scampati però all’eccidio presso Agauno (odierna Saint-Maurice in Svizzera) ed uccisi in un secondo tempo nei paraggi dopo essersi dedicati all’evangelizzazione delle popolazioni locali.

Emblema: Palma, Spada, Stendardo, Croce Mauriziana


I gloriosi martiri Innocenzo e Vitale sono festeggiati in data 22 settembre in quanto alcuni racconti leggendari abbastanza tardivi li hanno voluti arruolare alla celebre quanto leggendaria Legione Tebea che proprio in tale data è commemorata dal Martyrologium Romanum. L’ultima edizione di questo calendario ufficiale cattolico, approvata all’alba del terzo millennio da Giovanni Paolo II, riporta in tale data solamente più i nomi “dei Santi martiri Maurizio, Essuperio, Candido, soldati, che, come narra Sant’Eucherio di Lione, con i loro compagni della Legione Tebana e il veterano Vittore, nobilitarono la storia della Chiesa con la loro gloriosa passione, venendo uccisi per Cristo sotto l’imperatore Massimiano”. Nelle precedenti versioni comparivano esplicitamente anche i nomi dei due santi oggetto della presente scheda, che però ad onor del vero non figuravano nella primitiva “passio” redatta dal suddetto Sant’Eucherio. In ogni caso resta pur sempre un dato di fatto la venerazione tributata nel corso dei secoli anche a questi due martiri pseudo-tebei.
Il martirologio seppur sinteticamente delinea le poche certezze che danno un fondamento storico al vasto culto tributato all’“Angelica Legio” in Europa ed in particolare sui molteplici versanti alpini. Secondo il medesimo martirologio solo due furono i soldati ufficialmente scampati a tale sanguinoso eccidio, cioè i santi Urso e Vittore (30 settembre), ma un po’ ovunque iniziarono a fiorire leggende su altri soldati che avrebbero trovato rifugio in svariate località, ove potettero intraprendere una capillare opera di evangelizzazione, per poi infine subire anch’essi il martirio. Nel Vecchio Continente si contano decine e decine di casi simili, concentrati particolarmente in Svizzera, Germania ed Italia settentrionale.
Per comprendere l’origine del culto di questi intrepidi testimoni della fede cristiana, quali furono Innocenzo e Vitale, occorre però ricordare come un tempo bastasse rinvenire dei resti umani nei pressi di qualche edificio sacro per ritenerli dei martiri il cui ricordo era caduto in oblio e nuovamente meritevoli di venerazione.
Così avvenne dunque anche per loro, quando le loro reliquie furono rinvenute nel cantone svizzero del Vallese, non lontano dall’antica Agauno (odierna Saint-Maurice) e, con il concorso dei vescovi locali e vicini, una parte consistente di esse fu traslato nell’antica abbazia di Saint-Maurice con gli altri soldati tebei, mentre di alcuni frammenti fu fatto dono alle diocesi limitrofe. Ciò contribuì indubbiamente alla diffusione del culto di questi improvvisati santi martiri, con conseguente dedicazione di numerose chiese ed altari, come si verificò in Valle d’Aosta, ove ancora oggi le denominazioni di vari edifici sacri ricordano ancora i nomi di questi due martiri ormai sconosciuti anche ai calendari diocesani. Non è dunque cosa difficile girovagando sulle nostre montagne imbattersi in luoghi legati alla memoria di questi due misteriosi personaggi.
Il presupposto che i due martiri abbiano militato nella Legione Tebea ha automaticamente conferito loro la presunta nazionalità egiziana e ciò ha contribuito alla diffusione del culto anche presso la Chiesa Copta, che venera dunque specificatamente non solo San Maurizio ma anche tutti quei suoi leggendari compagni il cui ricordo si è diffuso in un qualche piccolo santuario d’Europa.
L’iconografia relativa a questi santi martiri è solita presentarlo con tutti gli attributi tipici dei soldati tebei: la palma del martirio, la spada, lo stendardo con croce rossa in campo bianco e la Croce Mauriziana, cioè trilobata, sul petto.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-02-25

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