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Servo di Dio Quirico Pignalberi Frate Minore Conventuale

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Serrone (Frosinone), 11 luglio 1891 – Anzio Colonia, 18 luglio 1982


Dopo che nella sua vita si incrociarono figure sante di confratelli e avvenimenti storici sconvolgenti, l’umile figlio di s. Francesco, nato e cresciuto nella bella Ciociaria, visse gli ultimi 50 anni, insegnando e formando alla vita francescana, generazioni di novizi conventuali.
Padre Quirico Pignalberi nacque a Serrone (Frosinone) l’11 luglio 1891 ultimo dei cinque figli dei contadini Egidio Pignalberi e Caterina Proietti.
Ricevette la Cresima il 29 settembre 1893, aveva due anni secondo l’uso del tempo, dal cardinale Angelo Bianchi vescovo di Palestrina.
Frequentò le scuole elementari e ginnasiali nel suo paese natio; e durante le elementari avvenne il primo fatto che sconvolse la spensieratezza della sua giovanissima età; il maestro lo incaricò di far rispettare la disciplina della classe, poi uscì dall’aula e dopo un po’ si udì uno sparo; il maestro si era suicidato per evitare di ubbidire alla Massoneria, che gli aveva ingiunto di assassinare re Umberto I.
Purtroppo il regicidio fu portato a termine da un altro sciagurato anarchico di Anagni, Gaetano Cresci, che il 29 luglio 1900 lo uccise nei pressi della Villa Reale di Monza.
Quirico ne rimase profondamente colpito, e per tutta la vita portò con sé lo stimolo alla lotta contro i nemici di Dio e della Patria, che a Serrone aveva assunto i caratteri di un dramma.
A 17 anni, il 30 ottobre 1908, il giovane Quirico Pignalberi entrò nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, iniziando il Noviziato a Zagarolo (Roma); emise la professione religiosa il 14 novembre 1909 e terminati gli studi ginnasiali, fu mandato a Roma per seguire prima il corso filosofico (1911-1913) presso l’Università Gregoriana e poi quello teologico (1914-1917) presso la Pontificia Facoltà di S. Bonaventura, oggi denominata “Seraphicum”.
In quegli anni fu ospite del Collegio Internazionale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e qui conobbe ed ebbe compagno di studi, il giovane chierico polacco e futuro santo Massimiliano Kolbe, il quale nutrì per Quirico profonda stima ed amicizia, tanto da convincerlo il 16 ottobre 1917, a diventare cofondatore con altri sei confratelli, del movimento mariano “Milizia di Maria Immacolata”.
Il 10 agosto 1917 Quirico Pignalberi fu ordinato sacerdote; ma si era in piena Prima Guerra Mondiale e anche lui ebbe un breve periodo di arruolamento, addetto alla Compagnia della Sanità e inviato nella seconda linea del fronte bellico, ad Arcade sul Montebello.
Terminata la guerra nel 1918, padre Quirico fu mandato in Case dell’Ordine, prima a Capranica nel 1919 e poi a Cave (Roma) nel 1920, dove fu rettore dei giovani seminaristi.
Nel 1925 fu nominato maestro dei novizi a Bagnoregio (Viterbo). Da lì passò a Piglio (Frosinone) nel Convento di S. Lorenzo al Piglio, sede del Noviziato della Ciociaria, dove praticamente rimase per quasi 50 anni.
Nella carica delicata di maestro dei novizi, e a più riprese anche in quella responsabile di Padre Guardiano del convento, formò generazioni di giovani alla vita francescana, dimostrandolo soprattutto con la santità di vita.
Per la sua disponibilità all’apostolato della predicazione e del confessionale, veniva richiesto continuamente da vescovi e parroci dei paesi vicini.
Emulo del santo fondatore Francesco, viveva una vita austera, semplice e povera, dedito alla preghiera e immerso nella contemplazione, praticava una dura penitenza fatta di digiuni, di mortificazione e discipline corporali, veglie notturne prolungate; si cibava con l’indispensabile e si dissetava con acqua calda.
Si poneva sempre in un angolo per non essere notato o per non arrecare disturbo agli altri; preferiva non intervenire, se era necessario lo faceva con dolcezza e moderazione, salvo quando occorreva difendere la verità, allora dimostrava energia, insistendo fino al puntiglio e alla monotonia.
Non voleva assolutamente essere fotografato; si dedicava spesso ai lavori agricoli e di giardinaggio, ciò nonostante vestiva in maniera pulita e discreta senza sciatteria.
Durante la devastante Seconda Guerra Mondiale, il vento della distruzione arrivò anche a Piglio, nel suo convento di S. Lorenzo; dopo l’8 settembre 1943, molti ufficiali e sottufficiali dell’esercito italiano allo sbando, furono accolti temporaneamente nel convento, nascondendoli camuffati come religiosi di passaggio o sfollati.
Il 3 aprile 1944 i tedeschi si insediarono in parte del convento, come fecero in varie comunità della zona e come successe a Montecassino, il 12 maggio gli aerei alleati bombardarono il convento.
Padre Quirico Pignalberi, fu in prima linea nella lunga e dura opera di ricostruzione e di ripresa delle attività; aveva l’hobby della riparazione degli orologi e trasformò ciò in opera di apostolato. Li aggiustava gratuitamente a chi ricorreva a lui; questa passione per la tecnica di precisione, lo fece partecipare all’Esposizione Europea dei Presepi a Milano, con un artistico presepio, ricevendo un premio per le soluzioni ingegnose.
Lasciò Piglio solo due volte, nel 1858 compì un pellegrinaggio a Lourdes nel centenario delle Apparizioni, e nel 1971 quando partecipò in Polonia, a Cracovia, a Niepokalanow e nel campo di Oswiecin, ai festeggiamenti per la beatificazione del frate conventuale martire Massimiliano Maria Kolbe, che nel 1937 di passaggio in Italia, proveniente dal Giappone, aveva voluto fermarsi al Piglio per rivedere il suo antico compagno di studi, e per organizzare meglio la ‘Milizia di Maria Immacolata’ in Italia.
Di fisico gracile, con la vecchiaia che avanzava, minato da malattie, fu ricoverato all’Ospedale di Santo Spirito di Roma per una pleurite sierosa; poi in seguito ad una caduta, fu in cura all’ospedale di Anagni e dopo entrò nella Casa di cura “La Francescana” ad Anzio Colonia, dove trascorse ammalato ed anziano gli ultimi 15 anni della sua vita, muovendosi con una carrozzella.
Nel 1967 celebrò già invalido, il 50° di sacerdozio e il 1° aprile 1979 ebbe la consolazione di un incontro col papa polacco Giovanni Paolo II, che lo abbracciò sapendo che padre Pignalberi era l’ultimo rimasto dei fondatori della Milizia di Maria Immacolata.
Dopo i lunghi anni trascorsi in quella casa di cura, offrendo la sue sofferenze al Signore, morì ad Anzio il 18 luglio 1982 a 91 anni.
Tumulato inizialmente nella tomba di famiglia a Serrone, fu traslato nella Cappella del suo convento di San Lorenzo al Piglio, il 30 marzo 1985.
Morto in concetto di santità e diffondendosi la devozione dei fedeli, il 29 luglio 1991 il vescovo di Anagni aprì l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione, il nulla osta fu concesso dalla Santa Sede il 9 luglio 1992.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2006-04-06
Letto da 1403 persone

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