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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Maria Luisa Maurizi (Giacinta Gertrude Maurizi) Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Maria Luisa Maurizi (Giacinta Gertrude Maurizi) Cofondatrice

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Roma, 27 settembre 1770 – 9 maggio 1831


È la prima religiosa dell’antico Ordine dei Servi di Maria, di cui nell’epoca moderna sia stato aperto il processo di beatificazione.
La sua vita è legata per buona parte, alla fondazione ed ai primi decenni di esistenza, del monastero romano delle ‘Mantellate’, che ebbe un ruolo importante nel successivo rinnovamento della vita religiosa femminile dell’Ordine.
Si chiamava Giacinta Gertrude Maurizi e nacque a Roma nello storico palazzo Farnese il 27 settembre 1770, da Ambrogio Maurizi (segretario del cardinale Orsini) e da Anna Lucia Albertini.
Non frequentò scuole, ma ebbe buoni educatori, trascorse l’infanzia e l’adolescenza in famiglia, impegnandosi nella vita di preghiera e negli studi umanistici.
Ricevette la Cresima il 19 marzo 1781 e poco più tardi la Prima Comunione, nel convento romano del Bambin Gesù. E proprio in questo monastero, conobbe il passionista san Vincenzo Maria Strambi (1745-1824), che teneva un ritiro spirituale, a cui anche Giacinta Gertrude partecipò.
Il santo passionista che dimorava nel convento dei Ss. Giovanni e Paolo, divenne il suo direttore spirituale e la guidò per un decennio sulla via della perfezione interiore, finché nel 1801 lasciò Roma perché nominato vescovo di Macerata e Tolentino. Ma lo scambio di idee e consigli proseguì per lettera, sia pure in periodi alterni, fino al 1824 quando il vescovo morì.
Continuò a vivere nella sua casa, prendendosi cura del padre in precarie condizioni di salute e praticando una vita più coscientemente devota, con penitenze fisiche, leggendo testi sacri o di edificazione spirituale, riceveva spesso l’Eucaristia e si dedicava alla meditazione contemplativa.
Suo desiderio era di entrare in un monastero di clausura ma senza riuscirci; a 22 anni entrò nel monastero domenicano di S. Maria Maddalena al Quirinale, che lasciò poi per motivi di salute.
Rientrata in famiglia, continuò la sua vita di devozione, in attesa di entrare in qualche convento adatto per lei, ciò si compì quando incontrò la giovane Maria Elisabetta Masturzi (1776-1842) e i genitori di lei, decisi alla nuova fondazione delle “Mantellate Serve di Maria” alla Lungara in Trastevere.
L’incontro fu determinante per Giacinta Maurizi, perché la portò ad entrare il 3 marzo 1797, nella nuova casa ricavata da un vecchio monastero, con l’appoggio dello Strambi, che la raccomandò alla Masturzi come “un’anima cara a Dio”.
Ma non poté emettere voti, come del resto la fondatrice Masturzi e le altre prime compagne; le vicende politiche del tempo, che vedeva egemone Napoleone Bonaparte e le sue leggi restrittive in materia di organizzazione religiosa, costrinsero tutta la comunità a vivere per sei anni senza una particolare regola e senza approvazione ecclesiastica.
Giacinta Gertrude Maurizi, che prese il nome di suor Maria Luisa, venne eletta prima superiora e come testimoniò la stessa Masturzi “si pose subito ad essere la prima in tutte le azioni, lei la prima alla fatica, la prima all’orazione…”; dimostrando grande forza d’animo e speranza nel Signore, specie quando le truppe francesi occuparono Roma e la fondazione sembrava fallire.
Ma nel 1803, il 28 marzo, il nuovo papa Pio VII (1742-1823), succeduto a Pio VI morto prigioniero di Napoleone a Valence nel 1799, concesse l’erezione canonica della Congregazione e il 15 maggio 1803 si recò personalmente alla Lungara, per procedere alla vestizione delle prime 12 monache Mantellate e il giorno dopo la priora-fondatrice Maria Giuliana Masturzi, la nominò Vicaria conventuale.
Il 21 maggio 1804, papa Pio VII, prima di recarsi in Francia per l’incoronazione di Napoleone imperatore, accolse le monache che nelle sue mani finalmente poterono fare la loro professione religiosa; dopo di ciò suor Maria Luisa assunse anche il compito di maestra delle novizie e delle educande, cariche che assieme a quella di Vicaria, conservò fino alla morte.
Nell’espletare questi compiti, insieme ad altri temporanei, come pure la sostituzione della priora spesso ammalata, suor Maria Luisa metteva obbedienza, disponibilità, fedeltà; convinta che nella vita del chiostro, le più piccole cose possono contribuire nella maniera più alta alla gloria di Dio e al bene delle anime, se compiute con fede e amore.
Della ven.le Maria Luisa Maurizi si conservano oltre 600 lettere scritte a diverse suore, a persone che a lei ricorrevano per consigli e soprattutto a diversi sacerdoti ed ai suoi confessori, fra i quali oltre il già citato s. Vincenzo Maria Strambi, anche s. Vincenzo Pallotti (1795-1850).
Dalla corrispondenza appare tutto il suo animo proteso a “Dio solo”, si notano le difficoltà e le prove e si intravede il suo itinerario spirituale, pieno di slanci di amore e di ricerca di santità.
Le lettere riflettono soprattutto l’intensa ansia di purificazione di suor Maria Luisa, in un frequente tormento per sottili tentazioni diaboliche contro la fede e la purezza.
Incurante di sé, non pensava che a tutti i fratelli, pei quali cercava con ogni forza di impetrare la salvezza, felice soltanto quando riusciva a condurre gli altri all’amore di Dio e della Chiesa. Con ragione la Superiora delle Mantellate diceva di lei: “Sembra nata per il bene del prossimo”.
Dopo sei giorni di malattia, morì serenamente il 9 maggio 1831 a 61 anni e tumulata il giorno dopo nella chiesa del monastero romano.
Visto la fama di santità che l’aveva accompagnata in vita e l’afflusso continuo di popolo alla sua tomba, l’8 giugno 1833, iniziò a Roma il processo ordinario, conclusosi nel 1842; la Sacra Congregazione dei Riti concesse il decreto d’introduzione per la Causa di beatificazione, il 26 agosto 1895.
Dopo tre traslazioni, dal 1965 i suoi resti mortali riposano nella nuova Cappella delle Serve di Maria Mantellate a via della Fanella, sulla Portuense.
Il 7 luglio 1977 è stato emesso il decreto sulle virtù, con il conseguente titolo di ‘venerabile’.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2006-04-07

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