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Serva di Dio Maria Montserrat Grases Garcia Giovane laica dell’Opus Dei

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Barcellona, Spagna, 10 luglio 1941- 26 marzo 1959

Giovanissima, Montse ha trovato nell’Opus Dei una strada per offrire il suo cuore a Dio. Senza abbandonare la vita ordinaria di una ragazza della sua età, con lo studio, la vita di famiglia, i divertimenti, diffuse intorno a se la gioia cristiana di chi lotta per crescere nell’intimità con Dio. Un cancro osseo la debilitò fisicamente ma non le impedì di continuare a contagiare le amiche con la vitalità e la gioia che Dio le concedeva. La fortezza e la visione soprannaturale che ha dimostrato fino al suo incontro definitivo con Dio hanno aiutato molti giovani che hanno visto in Montse un modello di gioiosa offerta di sé nella vita ordinaria.


Le vie della santità sono tante e diverse, si và dalla grandezza e sapienza dei Dottori della Chiesa, all’apostolato e zelo di pontefici, vescovi e sacerdoti, dall’elevazione spirituale di suore e religiosi, mistici, taumaturghi, stigmatizzati, alla semplicità di veggenti e profeti, dal sangue versato dei tantissimi martiri per la fede, dalla santità di coppie di sposi cristiani, all’eroismo di quanti lavorano nel campo assistenziale per i bisognosi di ogni genere, dalla dedizione totale dei missionari, al carisma dei numerosi fondatori e fondatrici di Ordini e Congregazioni religiose, ecc.
Ma c’è una via, quella del dolore, che ha accomunato nella sequela della Croce, uomini e donne, religiosi e laici, giovani ed anziani; e nella storia della santità cattolica sono tantissimi che hanno offerto, nel silenzio dei conventi, degli ospedali, delle loro case, le loro molteplici, invalidanti, dolorose malattie, che li hanno portato spesso a morte precoce.
E in questa scia di anime immolate a Cristo Crocifisso, si pone la luminosa figura della diciottenne spagnola Maria Montserrat Grases García; ella nacque a Barcellona il 10 luglio 1941 in una famiglia profondamente cristiana; con i suoi otto fratelli e sorelle, ricevette dai genitori un’ottima formazione nella fede e nella pratica delle virtù.
Dopo aver ottenuto la licenza elementare, nel 1956 proseguì gli studi nella Scuola Professionale per la Donna del Comune di Barcellona e privatamente studiò musica e pianoforte.
Ma dopo circa un anno, nel 1957, la colpì la malattia che avrebbe segnata la sua giovane vita (un tumore osseo ad una gamba); non poté più assistere alle lezioni, ma tuttavia proseguì con impegno lo studio, dando prova di grande fortezza e laboriosità. Si distinse per l’apertura di carattere, la simpatia, il buongusto, le passioni per la danza, lo sport, le escursioni.
Aveva 15 anni, quando partecipò presso un centro dell’Opus Dei, ad un corso di ritiri spirituali, che segnò una svolta nella sua vita; avvertì un desiderio profondo d’intimità con Dio, che sentiva di appagare seguendo l’ideale dell’Opus Dei.
L’Opus Dei, come è comunemente nota la Società Sacerdotale della Santa Croce, è un’istituto secolare di diritto pontificio, fondato a Madrid nel 1928 e approvato dalla Santa sede nel 1950, da san Josè Maria Escriva de Balaguer (1902-1975), proclamato Beato il 17-5-1992 e Santo il 6-10-2002.
L’Istituto insegna che le attività quotidiane, vissute con perfezione umana e con tutto l’amore di Dio, costituiscono l’ambito della santificazione del cristiano in mezzo al mondo; pienezza di vita contemplativa e zelo per la salvezza delle anime, divengono così un ideale, per il quale la giovane Maria Montserrat comprese che valeva la pena consumare tutta la propria esistenza, in un olocausto fatto di eroica dedizione ai doveri ordinari.
Il 24 dicembre 1957, chiese l’ammissione all’Opus Dei, intraprendendo una generosa lotta ascetica, con la costante ricerca della presenza di Dio, imponendosi con naturalezza le penitenze; il senso della filiazione divina conferiva tenerezza e slancio a tutta la sua vita interiore.
Dotata della virtù dell’allegria, riusciva a comunicare, specie a tutte le amiche, l’incontenibile gioia che le derivava dall’unione con Dio.
Intanto la malattia diagnosticata nel gennaio 1958, le procurava indicibili sofferenze e per più di un anno non ebbe un momento di sconforto, attendendo con ansia il momento dell’incontro con Dio e senza perdere il solito buonumore.
E come già successo per tante altre ragazze nel mondo cristiano, che trasformarono il loro letto di dolore in un altare d’immolazione a Cristo, e in un centro di spiritualità che attirava gli altri, anche la camera di ‘Montse’ divenne meta di frequenti visite di ragazze che volevano conoscerla.
Ormai la fame della sua santità, si diffondeva e lei accoglieva tutti, incoraggiando, consigliando, stimolando alla perfezione cristiana, sempre con un sorriso e ripetendo “vale la pena”, il ritornello tratto dalla predicazione del santo fondatore.
Morì nella casa paterna di Barcellona il 26 marzo 1959, giovedì santo, dopo aver ricevuto con gioia i sacramenti.
La causa per la sua beatificazione è stata aperta a Barcellona il 19 dicembre 1962 e prosegue tuttora nelle varie fasi dell’istruttoria.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2006-07-28
Letto da 1088 persone

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