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Beati Giuseppe Caselles Moncho Sacerdote salesiano e martire
Festa:
28 luglio
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Benidoleig, Alicante, Spagna, 8 agosto 1907 - Barcellona, Spagna, 27 luglio 1936
Nato a Benidoleig (Alicante) l'8 agosto 1907. Studiò nel Collegio
salesiano di Valenza, andò presto all'aspirantato di Campello
(Alicante), dove poi fece la suaprofessione religiosa nel 1927.Passò a
Sarria(Barcellona),dove fu sempre ricordato come un giovane gentile e
servizievole. Studiò la teologia a Carabanchel (Madrid) e fu ordinato
sacerdote a Valenza nel 1936. Durante l'estate si trovava nella casa del
Tibidabo. Scoppiata la guerra civile, si adoperò con tutti i mezzi per
assicurare un rifugio a tutti i ragazzi che vi abitavano, senza
preoccuparsi di se stesso. Fu detenuto, torturato in una delle carceri
di Barcellona e ucciso il 27 luglio.
Etimologia: Giuseppe deriva dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga', 'Dio accresca'
Emblema: Abito salesiano, palma del martirio, crocifisso.
Martirologio Romano: A Barcellona sempre in Spagna, beati Giuseppe Caselles Moncho e Giuseppe Castell Camps, sacerdoti della Società Salesiana e martiri, che nella medesima persecuzione contro la fede meritarono con il loro martirio la gloria della vita eterna.
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José Caselles Moncho nacque a Benidoleig, nella provincia di Alicante, l'8 agosto 1907. Frequentò il collegio salesiano di Valencia, dove maturò la vocazione religiosa. Entrò quindi nell'aspirantato di Campello e nel 1927 emise la professione nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco. I formatori lo ricordarono come un giovane equilibrato, disponibile e sempre pronto al servizio degli altri, qualità che lo accompagnarono durante tutto il percorso di formazione religiosa.
La formazione sacerdotale Completò gli studi teologici presso Carabanchel, nei pressi di Madrid, uno dei principali centri di formazione salesiana della Spagna. Fu ordinato sacerdote a Valencia nel 1936. La sua ordinazione precedette di pochi mesi l'inizio della guerra civile, cosicché il suo ministero sacerdotale ebbe una durata estremamente breve.
Il servizio al Tibidabo Dopo l'ordinazione fu destinato alla casa salesiana del Tibidabo, sulla collina che domina Barcellona. Nel luglio 1936 la situazione precipitò rapidamente. L'insurrezione militare e la successiva guerra civile provocarono, nelle zone controllate dai gruppi rivoluzionari, una durissima persecuzione contro sacerdoti, religiosi e religiose. In quei giorni Giuseppe Caselles non cercò anzitutto la propria salvezza, ma si impegnò a trovare rifugio per i ragazzi ospitati nella casa salesiana, adempiendo fino all'ultimo al proprio compito educativo.
Arresto e martirio Dopo essersi prodigato per mettere in salvo gli allievi, fu individuato e arrestato. Le testimonianze concordano nel riferire che venne imprigionato in una delle carceri clandestine di Barcellona, dove subì torture e interrogatori. Rimase saldo nella propria fede e nella propria identità sacerdotale. Il 27 luglio 1936 fu assassinato all'età di ventotto anni. Il giorno successivo subì la stessa sorte un altro sacerdote della medesima comunità, il beato Giuseppe Castell Camps, con il quale oggi è commemorato nel Martirologio Romano.
Il culto La fama del suo sacrificio rimase viva all'interno della Famiglia Salesiana. Il 20 dicembre 1999 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio dei trentadue martiri salesiani di Valencia. L'11 marzo 2001 Giuseppe Caselles Moncho fu beatificato insieme agli altri componenti del gruppo e ad altri martiri della persecuzione religiosa spagnola. Il Martirologio Romano lo ricorda il 28 luglio insieme al beato Giuseppe Castell Camps.
I martiri salesiani della guerra civile Giuseppe Caselles Moncho appartiene al gruppo dei trentadue martiri salesiani della provincia di Valencia, uccisi nel 1936 durante la persecuzione anticattolica. Il loro riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa ha posto in evidenza il contributo della Famiglia Salesiana tra le principali vittime religiose del conflitto spagnolo. Il suo nome è inscindibilmente legato a quello del confratello Giuseppe Castell Camps, anch'egli sacerdote salesiano della casa del Tibidabo, arrestato e ucciso il giorno successivo. La memoria liturgica comune sottolinea la comunione di vita, di missione e di martirio.
Autore: Giampietro Cattini
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